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Siracusa| Il PD non ha dubbi, sfoggia Sofia Amoddio

3 Febbraio 2018 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Il PD non ha dubbi, sfoggia Sofia Amoddio
Politica
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Nel salone del Jolly il segretario Lo Giudice presenta i candidati: Amoddio e Raciti alla Camera, Giuca e Furnari al Senato. Presente anche il deputato regionale Cafeo: “Non temete, le politiche sono ben altra cosa delle regionali”.

Sofia Amoddio prova a spegnere i fuochi amici dentro il PD. Parla anche agli scontenti e assenti del centrosinistra che non hanno trovato neanche questa volta un posto nell’elenco dei candidati per le Politiche di Marzo. Vale poi su tutte la regola perentoria delle alternanze uomo-donna. E non è da trascurare quell’avversario pericolosissimi che risponde al nome di Cinquestelle al quale, secondo le statistiche dell’ultimo minuto, avrebbe comunque assicurato un posto su quattro nei collegi uninominali.

Ma il pericolo non sono solo “quei fascisti” dei Cinquestelle, il PD non risparmia anatemi nemmeno per il centrodestra di Berlusconi e Prestigiacomo, i famosi impresentabili e conforta gli elettori spiegando che “le politiche sono cosa ben diversa dalle regionali perchè le scelte incarneranno prima l’uomo e il territorio e dopo il partito di pertinenza”. Dunque, se cosi fosse, il PD potrebbe avere tutte le carte in regola per vincere questa sfida verso la Camera: riconfermando Sofia Amoddio, avvocato, campionessa nazionale di karatè nel 1979, dunque battagliera, coriace, pronta a darle ma anche a difendersi, proprio come faceva da ragazzina-“maschiaccia”.

Amoddio è parlamentare nazionale uscente e si ripropone agli elettori del PD per proseguire una delle sue tante battaglie personali che l’hanno vista protagonista dagli scranni della Camera: una fra tutte, la riapertura del caso giudiziario Lele Scieri, il parà siracusano “ucciso” alla caserma Gamerra di Pisa, non si sa ancora da chi e da che cosa. Amoddio ha presieduto la commissione d’inchiesta parlamentare (dove sedeva da siracusana anche Stefania Prestigiacomo) riuscendo ad ottenere la riapertura del caso dopo 17 anni di silenzi o comunque di voci inascoltate.

“La mia non sarà una vittoria personale ma di tutto il partito – esclama Amoddio che inizia l’elenco delle azioni svolte in Parlamento: “stava chiudendo Versalies a Priolo e l’ho salvata riprendendo un emendamento a favore di quei comuni beneficiari (i quali stavano per perdere i fondi europei sol per aver sbagliato una semplice mail) che non erano solo del PD. Ho raccolto le istanze delle associazioni per la legge sugli omicidi stradali, contro il bullismo e il femminicidio, il voto di scambio e la tortura, il reciclaggio e per il rientro dei capitali dall’estero poi utilizzati per la sanità.

E ancora: “diritti sui matrimoni civili, testamento biologico (che non è eutanasia), legge sul divorzio breve, sul “dopo di noi”, “resto al sud” per l’imprenditoria giovanile, contro il caporalato; e ancora edilizia scolastica: progetti di ristrutturazione per Ferla e Solarino; il reato ambientale o eco-reato, le energie rinnovabili. Insomma, tutte leggi che vedremo tra pochissimo tempo come quelle sulla corruzione”.

Si è anche messo il dito sulla piaga: la perduta unità del Pd e l’esigenza di rinnovarsi. “Dobbiamo combattere le Destre – dice Amoddio – e l’opposizione becera dei Cinquestelle che vuole affossare il nome e la storia del PD con l’ostruzionismo”.

Obiettivo anche di Giovanni Giuca che torna in corsa per Roma a 60 primavere superate. Ma Giuga, per ben 4 volte sindaco di Rosolini, oggi ha un motivo in più per festeggiare l’inizio di una sfida: “E’ la prima volta che il PD mi ospita – dice – e che mi riconcilio con la mia storia politica quando il mio partito è cio che sognavo da sempre: democratico e di tipo europeo. Condurrò questa competizione elettorale con una spinta in più: la consapevolezza di essere circondato da deputati invisibili in un Rosolini “uber alles” dove si candidano Cinquestelle e Centrodestra. E sarò anche “inclusivo”: rivolgerò il mio sguardo oltre il centrodestra e lo stesso centrosinistra senza guardare al colore e all’appartenenza, perchè la parola d’ordine per noi tutti oggi è “smentire i sondaggi” e recuperare il voto dei disertori delle urne”.

E quella “sana consapevolezza” affiora anche dalle parole del segretario regionale del PD Fausto Raciti che ci prova alla Camera e mette in guardia “dal ritorno delle forze xenofobe e fasciste ed invita a rimettere al centro lo sviluppo economico e sociale del Paese. “Ammetto di essere rimasto scottato dalle ultime regionali – afferma Raciti  che si è intrattenuto a fine incontro con l’ex deputato regionale Enzo Vinciullo sugli scalini d’ingresso del Jolly – quando il PD è rimasto schiacciato tra i Cinquestelle e la destra. Ma ricordo a tutti che le politiche sono altra cosa: ognuno rappresenta se stesso e il proprio territorio e non c’è partita se non quella di arrivare primi”.

Domani il PD siracusano si sposterà insieme agli ospiti siciliani a Rosolini alle 19 ed ancor prima, alle 17,30 a Pachino. (r.t.)

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