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Siracusa | Il Piano energetico venga impugnato. Lo chiedono comitati e associazioni

Siracusa | Il Piano energetico venga impugnato. Lo chiedono comitati e associazioni
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Il piano energetico – Pitesai – venga impugnato. Si tratta di una richiesta che parte dalla rete dei comitati territoriali siciliani la quale ha redatto una nota sottoscritta da reti nazionali e regionali, nonché da associazioni a comitati distribuiti nel territorio italiano. A divulgarla e sostenerla localmente c’è il Comitato Stop Veleni, Augusta, Melilli, Priolo e Siracusa. “Non è accettabile che la transizione energetica del ministro Cingolani non abbia preso in considerazione le osservazioni avanzate dalla Regione siciliana”.

Impugnare il Piano energetico. Con una lettera è stata inviata: al presidente della Regione siciliana, ai deputati, alla commissioni Affari istituzionali e Ambiente Territorio Mobilità, all’Anci Sicilia e per conoscenza al ministro della Transizione Energetica viene lanciato un appello. Appello che chiede: vogliate ricorrere presso il Tribunale Amministrativo, in difesa delle ragioni ignorate, e presso la Corte Costituzionale, per il ristoro delle prerogative offese. lettera sottoscritta da associazioni e comitati distribuiti nel territorio nazionale. “Ciò dimostra ancora una volta l’unità del Paese reale di fronte alle grandi questioni e che, di conseguenza, le vicende della Sicilia e dei Siciliani sono vissute come proprie dall’intero Paese attivo e solidale” sottolineano i promotori dell’iniziativa.

“Non è accettabile che la transizione energetica del ministro Cingolani non abbia preso in considerazione le osservazioni avanzate dalla Regione siciliana. Non è accettabile che il ministro ignori le puntuali argomentazioni presentate dalla commissione autorizzazioni ambientali, presieduta da Aurelio Angelini. Conseguenza di questo atteggiamento arrogante e colonialista, il Piano della transizione energetica e sostenibile delle aree idonee ( Pitesai) approvato appena il 13 febbraio scorso dal ministro, afferma che l’intera superficie regionale e una ampia area marina dal tirreno meridionale all’estremo lembo sud del Canale di Sicilia, sarebbero idonee per le attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi. Questo il trattamento riservato alla Regione mediterranea più ricca di Beni Unesco, di emergenze naturali e monumentali, ma anche fragile nelle sue coste nei versanti interni e nelle faglie profonde.

Se l’autonomia energetica è il vero obiettivo, nonché il rispetto degli accordi europei sull’abbattimento delle emissioni di climalteranti, occorre allora rivolgersi alle rinnovabili “vere”, ovvero al fotovoltaico e all’eolico sulle aree individuate ad hoc. Troncando i numerosi travisamenti messi in atto con azioni di greenwashing funzionali all’aggressione di aree agricole e paesaggistiche di pregio. Proponiamo una mobilitazione che sia unitaria, con la forte partecipazione dei comitati territoriali, degli organismi nazionali e regionali che operano per la difesa dei beni comuni e per la decarbonizzazione. Di tutti coloro, in definitiva, impegnati a favore dell’Ambiente, della Cultura, del Paesaggio, dell’Agroalimentare e del Turismo. Chiediamo pertanto alla politica regionale e Locale, con in testa i Sindaci, primi responsabili della salute pubblica, del benessere e della incolumità dei cittadini, di voler tutelare la dignità e i diritti delle Persone e dei Territori Siciliani impugnando il Pitesai di fronte ai Tribunali Amministrativi e, anche, alla Corte Costituzionale, qui per ristabilire il corretto rapporto Stato – Regioni proprio in materia di Energia.

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