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Siracusa | In Sicilia turisti sino ai prossimi dieci anni. Per Noi Albergatori “Sembra una boutade”

Siracusa | In Sicilia turisti sino ai prossimi dieci anni. Per Noi Albergatori “Sembra una boutade”
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Presentato il report sulla presentazione pubblica al Vermexio del questionario sul livello di soddisfacimento dell’accoglienza turistica in provincia di Siracusa.

Dall’Enit di Francoforte annunciano che in Sicilia arriveranno turisti sino ai prossimi dieci anni. Ma a Noi Albergatori sembra una boutade visti i venti di guerra ed incertezza. Uno striscione colorato inneggia alla pace nel mondo. Mentre scorrono le note di Image di John Lennon, eseguite al piano da Salvino Strano, il salone di rappresentanza di Palazzo Vermexio si riempie pian piano di giovani, motivo e spinta di impulso preponderante per la creazione di una rete condivisa volta far crescere il territorio siracusano dal punto di vista culturale e turistico.

Il ricco dossier redatto dagli studenti di E-Laborando di Siracusa e di Noto, con la supervisione di Antonino Risuglia, già responsabile delle risorse umane per il polo petrolchimico, ed il contributo dei partners locali Noi Albergatori, Noi Ristoratori, Per la Città che Vorrei e Ninphea, sarà distribuito in maniera massiva ai visitatori stranieri e agli stessi siracusani. Servirà a fare il punto della situazione in materia di accoglienza e servizi turistici in provincia. Il questionario, dodici domande secche, da matrice swot è stato traslato digitalmente in QR Code che, in forma virale, sta impazzando di già sul web e tra i social media. Al tavolo dei relatori, moderato da Sergio Pillitteri di E-Laborando Siracusa, anche l’assessore comunale Fabio Granata ed il direttore nazionale di E-Laborando Michele Bernanascia.

Approfondimento – Introduzione ed interventi dei relatori: Sergio Pillitteri, direttore di E-Laborando Siracusa: “Fondamentale è stato il contribuito dei tanti attori che hanno sposato appieno le nostre attività per l’elaborazione di un ricco dossier nel tentativo di fare rete in un momento in cui c’è realmente bisogno di ripartire, lasciandosi, si spera, alle spalle la pandemia ed il conflitto mondiale che potrebbe avere ripercussioni sul turismo. Questo dossier è stato redatto grazie agli strumenti qualitativi di marketing territoriale ed andrà ad analizzare i dati sull’ospitalità alberghiera in provincia di Siracusa”.

Antonino Risuglia: socio onorario de “Per la Città che vorrei” Siracusa: “I destinatari del questionario non saranno solo i turisti, che sono l’obiettivo finale, quanto la cittadinanza stessa. Quale migliore strumento di partecipazione e coinvolgimento se non la famiglia, la scuola, la società civile. Attraverso questi tre grossi aggregati umani, si può avere un risveglio tale da trasmettere quella passione che sembra oggi assopita. Siracusa, con un patrimonio culturale, materiale ed immateriale immenso, ha raggiunto il tetto massimo di oltre 800 mila presenze nell’estate del 2019 per precipitare, per effetto della pandemia, a circa 200 mila presenze. Abbiamo lavorato ad un progetto, che avrà bisogno di un corredo ulteriore di informazioni, che parte da constatazioni e riflessioni attorno ad un dato ben preciso: perché a Siracusa non si è coinvolti come società civile, popolazione?”.

Giuseppe Materazzo, studente di E-Laborando Siracusa: “Abbiamo cercato di fare un passo avanti,  metterci un gioco in modo da poter cercare di stimolare i siracusani ed i turisti a dare il loro contributo nel migliorare sempre di più il livello di accoglienza. Secondo step sarà quello di elaborare le risposte e capire, soprattutto, quale siano le cose da migliorare, sistemare e quali eventi creare”.

Fabio Granata, assessore al Turismo e Cultura di Siracusa: “Il lavoro che le associazioni locali portano avanti coi giovani è quello di costruire cittadini consapevoli nel saper attrarre viaggiatori, fidelizzandoli, attraverso una città accogliente che, come primo punto, deve sapere chi siamo e quale sia la storia che caratterizza questa comunità nei secoli. Questo dossier rappresenta un modello di metodo e di partecipazione dal basso a cui non possiamo non plaudire perchè è riuscito a mettere in rete un dialogo tra i diversi attori dell’impresa culturale e turistica che faccia della cifra della partecipazione la caratteristica principale. Tra l’altro, siete stati tra i più attivi sostenitori della sfida Siracusa capitale della cultura 2024, il cui percorso non si ferma e che andrà avanti sul tavolo partecipativo in quanto molti progetti, tra cui il vostro, sono stati portati all’attenzione del Ministero attraverso quest’amministrazione comunale e costituiscono oggi un vero patrimonio che non va assolutamente disperso”. “Approfitto di questa importante assemblea per ribadire gli impegni che quest’amministrazione comunale ha assunto e che sono legati anche al miglioramento ed ampliamento della rete espositiva dei siti culturali: l’apertura di nuovi siti espositivi e di fruizione della cultura che serviranno ad intensificare la percezione e la consapevolezza del cittadino di cosa è Siracusa. E non si tratta di puro orgoglio di essere figlio di questa storia, ma di consapevolezza che altro non è che cittadinanza attiva, cioè far proprio l’insegnamento di Goethe quando dice che “l’eredità dei padri devi riconquistarla se vuoi possederla davvero”, dunque credere a questo lascito e portarlo avanti secondo principi innovativi”.

La studentessa Silvana Cacciola del corso di turismo E-Laborando di Siracusa ha spiegato i criteri con cui è stato concepito il questionario da consegnare ai turisti: “Abbiamo analizzato i punti di forza, di debolezza, minaccia ed opportunità della città e della provincia, per un totale dapprima di circa duecento domande con relative risposte. Successivamente, da un confronto serrato tra Siracusa e Noto, è venuto fuori un questionario di dodici domande con relative risposte, tradotto in lingua francese e inglese, da rivolgere ai residenti e ai turisti”.

Anastasia Tropiano, studentessa di E-Laborando di Noto, ha introdotto il progetto svolto con i colleghi sul livello di soddisfacimento dell’accoglienza turistica in provincia: “Siamo partiti da un questionario individuale, ognuno di noi ha posto dodici domande, da un confronto collettivo sono state selezionate in seguito quelle più opportune ed aderenti alla reale situazione in provincia”.

Ethel Puzzo Gallia, tra i relatori di E-Laborando di Siracusa, ha approfondito la questione della valorizzazione, tutela e fruizione dei beni paesaggistici ed ambientali in provincia. Nel lungo elenco, la Valle dell’Anapo, Cavagrande del Cassibile, Marzamemi col suo festival cinema di frontiera, il parco Neapolis e del Tellaro, i musei Bellomo e Paolo Orsi, i musei etnoantropologici di Antonino Uccello a Palazzolo e degli antichi mestieri di Buscemi, le riserve orientate come quelle delle Saline di Priolo dove sono tornati a nidificare i fenicotteri, nonostante l’incendio doloso del 2018, la riserva di Vendicari con la nidificazione delle tartarughe caretta -caretta, l’area marina protetta del Plemmirio per la sua particolarità di creare percorsi di integrazione con l’ambiente. Le Mura Dionigiane, il nuovo percorso di Scala Greca, riproposto dalle recenti giornate del FAI. “Il fatto che ci siano moltissimi siti che hanno avuto il riconoscimento Unesco costituisce un punto di forza fondamentale. Ma i punti di debolezza non mancano e tra questi la rete dei trasporti e collegamenti carenti, la rete ferroviaria lacunosa, fatta eccezione del treno del barocco, programmazione culturale discontinua che si spera possa andare verso una stabilizzazione di certi eventi di rilievo. C’è anche la mancata istituzionalizzazione del Parco degli Iblei, le aree maggiormente penalizzate dall’inquinamento industriale ed ambientale, in assenza di bonifica delle aree archeologiche di Megara Iblea e Thapsos e delle risorse di mare, forse spiagge, che non sono realmente valorizzate come dovrebbero essere per diventare maggior attrattore turistico”.

Amalia Cannarella, studentessa di Noto: “Il grande lavoro di team con Siracusa si è sviluppato su tre principali obiettivi: empatia, leadership e mission. Da ciò sono scaturite le famose dodici domande e la scelta dell’immagine in grado di catturare l’attenzione del turista”.

Michele Bernanasca, da tredici anni direttore nazionale di E-Laborando Roma, ha tracciato il profilo del corso di management turistico, partito con avviso pubblico (il famoso avviso 8 finanziato nel 2016 ma avviato nel novembre del 2021 sulla spinta di decine di ricorsi). “I nostri corsi sono in tutto 1100, di cui 700 sul ramo socio assistenziale e di servizio alle persone. Poche opportunità nel turismo, artigianato e commercio. Abbiamo voluto così progettare insieme a Pillitteri dei percorsi sul turismo e la prima provincia a cui abbiamo pensato è stata Siracusa con Noto. E’ un corso di formazione di 680 ore, di cui 440 in aula e 240 di stage. Tra meno di venti giorni gli studenti andranno a formarsi direttamente nelle aziende che hanno aderito al progetto. Alla fine del corso, sosterranno un esame per il conseguimento di una specializzazione. Con l’augurio che possano trovare presto una occupazione a fronte della enorme richiesta di professionisti avanzata dalle aziende private”.

Bruno Marziano, ex assessore regionale alla Formazione siciliana: “Dopo sei anni è partito l’avviso 8. I fondi della formazione si dividevano in base alla forza dello sponsor, una competizione vera e propria visto che la posta in ballo era di ben 136 milioni di euro tra fondi pubblici e partecipate. Ci sono state montagne di ricorsi, alla fine è partito l’avviso 8 con modalità di formazione in azienda. Stanno partendo centinaia di corsi innovativi nelle aziende e soprattutto non ci saranno scandali come nel passato. A proposito di servizi turistici. C’è uno studio dell’ENIT di Francoforte, che opera in tutta l’Europa centrale, che annubcia che la Sicilia quest’anno verrà invasa dai turisti, almeno sino ai prossimi dieci anni. Sarà perché le nostre location sono diventate la base di tante serie televisive di successo? Se perdiamo questa occasione saremmo veramente una classe dirigente che non è degna di governare questa regione. Uno degli aspetti spontanei, al di là del sole e del mare, è quello della convegnistica. Quale centro congressi sviluppare in città? La super Camera di Commercio aveva avuto l’idea di realizzare un centro congressi da cinquemila posti fuori città con la vendita delle azioni siracusane dell’aeroporto di Catania. Non penso sia la soluzione giusta, anche se non la osteggio, perchè potrebbe avere una tempistica di dieci anni: trovare il sito, fare la variante, trovare i fondi e trovare cosa mettere dentro questa struttura. Invece, sono convinto che a Siracusa un centro congressi si può realizzare nell’arco di pochi mesi a poche decine di metri da piazza Duomo, ossia l’ex Cinema Verga. Era quasi sul punto di essere inaugurato e avevamo parlato anche con il tenore augustano Marcello Giordani per la cerimonia di apertura, e poi non se ne fece più nulla. Cambiò il re e ci fu la furia iconoclasta: tutto ciò che si era fatto, andava cancellato. Non c‘era trucco nè inganno, fatto sta che il completamento si bloccò. Quella struttura è ideale per Siracusa, 900 posti per convegni significativi, traduzione simultanea, area già attrezzata per essere cinema e teatro, per accogliere le scuole. Insomma, una struttura quasi pronta con un migliaio di euro”.

Giuseppe Rosano, presidente Noi Albergatori di Siracusa, interviene sulla criticità attuale in cui versa la ricettività alberghiera, purtroppo, condizionata dai venti di guerra. “Aspettiamo con ansia il questionario degli studenti ma a voi ragazzi chiedo di non abbandonarci, di non scappare via da Siracusa, ma resistere e restare al nostro fianco per progettare insieme il futuro di questa provincia, il valore della destinazione. Dicono che quest’estate la Sicilia sarà invasa dai viaggiatori. Sembrano boutade in un momento di totale incertezza. Questo turismo cade, si ingessa, si rialza e cade di nuovo. Se il turismo non vivrà la pace, non penso che possa riprendere a grandi livelli. I dati statistici in città parlano chiaro: sono sicuro che questo report ci fornirà gli spunti per migliorare noi stessi imprenditori alberghieri, ma è necessario che i giovani restino qui con noi a gestire la baracca e quel turismo che ancora oggi non viene totalmente riconosciuto come motore trainante dell’economia. Se riusciamo in questa impresa, voi giovani avete l’obbligo di rimanere in città a darci una mano per capire come destagionalizzare”.

Noi ristoratori, con lo chef Giovanni Guarneri, è tra i partners del progetto E-Laborando – Per la Citta che vorrei: “Stiamo rispettando le aspettative di chi ci viene a trovare? Turismo è una parola grande, ci sono tante fasce di utenti a cui ci si rivolge. Ma a chi ci rivolgiamo realmente noi? In base alla risposta, all’offerta, cambia la domanda. Io farei però un passo indietro: chi siamo noi? Cosa stiamo facendo? Cos’è Ortigia in estate? A chi si rivolge e cosa offre? Sicuramente il settore alberghiero va meglio della ristorazione, che è diventata oramai una sorta di ammortizzatore sociale. La nostra identità storica è precisa in termini di gastronomia, il primo vino è nato a Siracusa. La tradizione è giusta ma l’evoluzione naturale impone un cambiamento nella tipologia dell’offerta per differenza dei sapori, degli odori, delle tradizioni in cucina. Solo imparando a conoscere chi siamo e da dove veniamo, possiamo dare il meglio per migliorarci e proporre qualcosa di nuovo”.

Giovanna Tidona, presidente Ass, Ninphea ETS, parla di rete condivisa in termini di comunità e condivisione attraverso un focus sui nuovi flussi turistici: anziani, famiglie, donne e diversamente abili. “Il nostro progetto si chiama Turismo Inclusivo e parte da un dato preciso, quello della domanda potenziale di questo tipo di servizi pari al 17%  della popolazione europea. I nostri interventi puntano alla valorizzazione delle destinazioni turistiche e alla promozione di prodotti turistici trasversali: flusso di donne con prodotti dedicati; flusso disabili con elaborazioni di una guida cicloturistica; flusso single e animali da compagnia. Promozione tra i principali tour operator con la necessità di cambiare radicalmente l’offerta turistica grazie ad azioni di innovazione sociale”.

A breve, la diffusione di un e-book anche in versione cartacea tascabile con mappature concettuali del settore.

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