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Siracusa | Indiscrezioni e voci di corridoio: si paventa cessione della Lukoil

1 Febbraio 2022 | by Redazione Webmarte
Siracusa | Indiscrezioni e voci di corridoio: si paventa cessione della Lukoil
Politica
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Dirigenti e manager smentiscono che ci sia in atto una trattativa in corso o la volontà di vendere o di dismettere l’insediamento industriale, ma la preoccupazione resta.

Sul tema occupazionale interviene Articolo Uno regionale: “Sull’area industriale si attivi subito  un tavolo al Ministero e che il ministro Giorgetti convochi parti sociali e istituzioni locali e regionale”, dichiarano Zappulla e Landro. “E’ gravissimo assistere  a indiscrezioni su ipotesi di  vendita della Lukoil , con le inevitabile conseguenze produttive e occupazionali, senza che ancora governo regionale e nazionale abbiamo attivato un tavolo per affrontare la delicatissima transizione energetica ed ecologica dell’apparato industriale siracusano – sostengono Pippo Zappulla e Antonino Landro, rispettivamente segretario regionale e provinciale di ArticoloUno Sicilia e  Siracusa”.

“Ora la voce – proseguono Zappulla e Landro –   di una possibile cessione al gruppo Equiner con le probabili conseguenze devastanti sul sistema produttivo e occupazionale . Dirigenti Lukoil che hanno smentito questa trattativa ma non la volontà di vendere e di dismettere. E per quanti non hanno ancora compreso il sistema industriale siracusano è una sorte di mosaico dove i tasselli si intrecciano e si integrano, e quello della  Lukoil è tra i più grossi e rilevanti. C’è urgente bisogno di un tavolo di confronto serio e rigoroso al Ministero – dichiarano i due esponenti di Art1 –  dove  si definiscano procedure, percorsi, progetti e risorse  che consentano davvero una transizione energetica e  produttiva, ambientale ed occupazionale. Sull’area industriale siracusana non si può accettare la irresponsabile  logica pilatesca – concludono Zappulla e Landro –  una volta del governo regionale e un’altra di quello nazionale. In discussione c’è un necessario e indifferibile nuovo modello industriale e le risorse necessarie per realizzarlo. In assenza ci attende solo la desertificazione produttiva  e la macelleria sociale e staremo a fianco dei lavoratori e del sindacato che giustamente preparano la mobilitazione”.

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