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Siracusa| Inedito. L’Inda sfoggia i calchi di Aretusa

7 Dicembre 2017 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Inedito. L’Inda sfoggia i calchi di Aretusa
Cultura
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Un altro aggancio con la Grecia, col mito e di rimando con il mondo moderno per l’Inda di Siracusa che mette in mostra a Palazzo Greco di corso Matteotti uno dei gioielli più belli di “famiglia”.

I calchi in gesso delle antiche monete di Aretusa. Si rispolvera uno dei tanti motivi di orgoglio dei siracusani che celebrano quest’anno i 2750 anni della fondazione della Città. Salone Amorelli come al solito “delle grandi occasioni” con la partecipazione soprattutto degli studenti del Quintiliano, Einaudi e del Gagini. 

A presentare l’iniziativa il commissario Inda, Pier Francesco Pinelli, insieme al vice sindaco Francesco Italia, al presidente degli Amici dell’Inda Pucci Piccione e presidente del Comitato per i festeggiamenti dei 2750 anni, Maria Musumeci direttore del Polo regionale “Paolo Orsi”e la saggista Cettina Voza. In primo piano Aretusa, il simbolo della città di Siracusa, il volto della ninfa è stato effige sulla moneta da 500 lire prima dell’avvento dell’euro. A Palazzo Greco l’esposizione dei calchi delle monete che hanno fatto storia, gli originali si trovano custoditi al “Paolo Orsi”.

“Riprendere questo elemento che viene da lontano non solo vuol dire rispolverare le nostre radici – ha detto il commissario Inda Pinelli – ma riprenderci la modernità che ci appartiene e che ci lega a tutto il resto d’Italia”.

“Una interessante occasione, l’esposizione dei calchi delle monete – ha detto il vice sindaco Italia – frutto di uno straordinario lavoro dell’Inda oltre i dati entusiasmanti del botteghino. E’ stato fatto un lavoro di tessitura certosino dai suoi collaboratori impeccabili e dal Comitato 2750. E la nostra città ha bisogno di questo tipo di interconnessioni, tra enti culturali e associazioni, tese alla riscoperta della vera anima di Siracusa: Aretusa. Non dobbiamo vivere il nostro patrimonio come un macigno da tramandare da generazione in generazione, ma trovare un senso comune di appartenenza. E celebrarlo”.

“L’Inda, e mi ripeterò, è diventato ormai luogo di forte carisma – ha detto a sua volta Pucci Piccione, Presidente Comitato 2750 – oggi vedremo qualcosa di inedito: i calchi delle monete di Aretusa, ulteriore fregio del nostro valore e orgoglio, i gioielli più della Città. Sarà nostra cura proseguire con il compleanno di Siracusa”.

Di un unicum in effetti si tratta. “Il medagliere vero è stato restituito alla Città nell’immediato dopo guerra, – ha detto Musumeci del polo museale “P. Orsi” – e riesumato dal gabinetto numismatico della Soprintendenza negli anni 60. Aretusa e la quadriga vengono raffigurate sulle monete della lira italiana sin dal 1914. Si tratta di pezzi straordinari di non facile realizzazione dal punto di vista artistico. Non semplici calchi ma gioielli”.

“…e Aretusa da dea alzò la fronte”. Cosi la saggista Cettina Voza evoca l’atto finale di Aretusa che vede le nuove stelle di Ortigia, lei che veniva dalla Grecia. Non sono mancati riferimenti al D’Annunzio anche “in musica e parole” con le voci narranti degli attori Giulia Valentini e Attilio Ierna accompagnati al piano dal  maestro Salvo Sampieri (foto)

Le tavole in esposizione raccolgono le testimonianze del monetiere siracusano e delle colonie greche. I calchi sono stati ben custoditi dentro una scatola di legno per tutto questo tempo nell’archivio dell’Inda e realizzati nel 61 ai tempi della scuola di archeologia con sede a Siracusa (venti anni circa di attività poi la chiusura definitiva).

Dal 1984 lo Stato Italiano ha vietato la realizzazione di calchi in gesso di monete. Le riproduzioni partono dal periodo del 540 A. C — come spiega Elena Servito, responsabile dell’archivio e della biblioteca Inda -, per la prima volta sulla moneta, insieme alla croce uncinata, si rivela il volto frontale di un modello di donna”. Chiaro segno dei tempi.

“La particolarità della moneta, cosi come per il sigillo, è il fatto che racconta, “leggendola” ed interpretandola, tutta la storia di una Città, l’arte, la sua economia, il viaggio, la vita. – ha spiegato Servito –  E poi la chicca: sulla prima moneta appare per la prima volta la figura di donna col volto stavolta frontale, non più di profilo. Bello, inoltre, ricordare che queste effigi sono state realizzate riprendendo come modello il volto di una donna siracusana”. Un invito accorato a visitare anche il monetiere originale che si trova al museo “P. Orsi”.

Dello stesso fil rouge l’iniziativa della Pro Loco di Siracusa quando il 17 dicembre alle ore 10 alla Borgata presenterà la mostra “Santa Lucia e la prima moneta siracusana“. (rosa tomarchio)

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