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Siracusa| Intimidazione al sindaco, un chiaro messaggio alla città

14 Novembre 2017 | by Rosa Tomarchio
Siracusa| Intimidazione al sindaco, un chiaro messaggio alla città
Cronaca
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Sotto casa del sindaco anche la giunta di Garozzo che ha voluto seguire le fasi della rimozione dell’auto incendiata. Cauti commenti, si fa presto a collegare gli attentanti delle ore scorse ai commercianti al raccapricciante episodio di viale Santa Panagia dove pare siano stati notati due individui a bordo di un motorino lanciare “qualcosa” sotto il Suv del primo cittadino. Quale sarà adesso la reazione degli enti preposti all’ordine e alla pubblica sicurezza?

Un chiaro segnale alla città l’attentato incendiario al sindaco di Siracusa. Perchè di questo si parla. Qualcuno avrebbe visto due individui, apparentemente dalla giovane età, a bordo di un ciclomotore col fanalino rotto (dettaglio non da poco) scappare poco prima che il Suv di Giancarlo Garozzo, in uso alla moglie, prendesse fuoco.

Per ora solo ipotesi. Il dolo sembrerebbe però fonte certa. Lo pensa anche il sindaco che rientrerà da Roma domani. Forse la risposta alle sue precise denunce contro la recrudescenza del racket che torna a colpire con bombe e fiamme? “In quasi 5 anni di amministrazione questa effettivamente mi mancava. Ringrazio per i tantissimi messaggi di solidarietà. Andiamo avanti più determinati di prima” – scrive il sindaco sui social.

Parte la catena della solidarietà e si fa sempre più spessa. Il cordone virtuale vuole difendere a dentri stretti la morsa in cui, si teme, sta per incastrarsi la città. A memoria d’uomo, erano anni che non accadeva un fatto simile.

Giancarlo Garozzo

Sul luogo dell’incendio, viale Santa Panagia, anche il segretario provinciale del PD, Alessio Lo Giudice, il sindaco di Ferla Michelangelo Giansiracusa, e la giunta comunale guidata dal vice sindaco Francesco Italia: “Se qualcuno pensa di far vivere Siracusa ed i siracusani in un clima di terrore, ha sbagliato indirizzo! L’infame atto di cui è stato vittima il primo cittadino colpisce e ferisce la sua come tutte le famiglie siracusane. Non consentiamo e non consentiremo a nessuno di tubare l’equilibrio della nostra comunità. Istituzioni e cittadini sono e resteranno uniti contro ogni forma di violenza e illegalità”.

Sul posto espressioni sbalordite, poche parole, scarni commenti. “Ancora è presto per giungere ad una conclusione certa” – si sente di dire il comandante della Polizia Municipale, Enzo Miccoli – aspettiamo gli esiti delle indagini”.

La parte anteriore dell’auto è stata completamente distrutta dalle fiamme. Due ore ci sono volute per rimuovere l’auto del sindaco imbragata e portata via dal carroattrezzi. Scena raccapricciante. Eppure, il segnale è inequivocabile, se non si vuol pensare all’incidente autonomo. L’odore acre della benzina e del rogo rendono ancora più inquietante la scena. Chi si nasconde dietro questo gesto? E soprattutto qual è il messaggio?

Facile il collegamento con gli episodi accaduti nelle scorse ore. Attentanti incendiari e bombe carta collocate nelle saracinesche di “giovani” attività. O di luoghi frequentati da giovani. E non erano certamente adulti i due individui sospetti notati a bordo del motorino a Santa Panagia subito dopo l’incendio della macchina del sindaco. Un elemento importante che riferisce il “salto generazionale” compiuto anche dalla criminalità.

E poi anche il dettaglio dell’ora in cui tutto è accaduto, rapidamente. Erano le 18 circa, orario insolito in cui ancora le attività commerciali sono aperte e comunque la gente passeggia, guarda, ascolta. Eppure, i due impavidi non hanno avuto nessuna esitazione. Qualcuno, pare, che abbia visto il gesto preciso di lanciare “qualcosa” proprio sotto l’auto del sindaco, nella parte anteriore. Quindi le fiamme. Incoscienza giovanile o presunzione di non essere visti o strafottenza?

Gli assessori di Garozzo hanno voluto seguire le fasi della rimozione dell’auto offesa dalle fiamme. Bocche cucite, solo tanto stupore. Facile il collegamento con le precendeti intimidazioni patite dai commercianti. Ma sinora solo cauti commenti. Il sindaco nelle ore scorse non solo a mezzo stampa ma anche sulla sua pagina Facebook aveva denunciato con vigore e condanna questi atti da buon “primo cittadino”. Il minimo che potesse fare. Qualcuno gli avrebbe risposto con la stessa modalità, il fuoco.

Dunque nessuno è escluso. Tutta la città potenzialmente è nel mirino e deve difendersi. Una strategia del terrore in cui però non si deve correre il rischio di cadere. Sarebbe darla vinta. E con questo il sindaco ne converrà. Intanto, per la solita cautela, la moglie di Garozzo è sotto scorta. Sarà convocato d’urgenza anche il tavolo prefettizio. Quale sarà la risposta delle forze dell’ordine? (r.t.)

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