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Siracusa| Intimidazione HMora. E se fosse bullismo?

20 Settembre 2017 | by Rosa Tomarchio
Siracusa| Intimidazione HMora. E se fosse bullismo?
Cronaca
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Si indaga ancora sull’avvertimento dinamitardo al locale notturno di via Tisia. Troppi casi di mancata vigilanza. Il Cenaco in Confcommercio solleva il problema sulla sicurezza. Sinora si parla di racket ma non è escluso che possa trattarsi di atteggiamenti “spocchiosi” di qualche teppistello.

Si è solo sospettato sin qui l’ombra del racket dell’estorsioni. Il titolare del locale Hmora di viale Tisia, dove qualche notte fa è stato fatto esplodere un ordigno rudimentale, ha ribadito chiaramente agli inquirenti di non essere mai stato “raggiunto” da richieste di pizzo.

Che sia un avvertimento? E’ la prima volta che il locale viene preso di mira cosi violentemente. Lo scorso anno, il titolare venne rapinato di tutto l’incasso da un ignoto malvivente. Ma anche subito dopo quel brutto episodio, i giovani imprenditori dell’HMora, pub assai frequentato dai giovani della zona alta della città e con molti aficionados, l’attività tornò a proseguire più convinta e florida di prima.

Il pub aveva riaperto i battenti da qualche giorno, dopo la meritata pausa estiva, approfittando della sosta  per fare qualche intervento di look e di ampliamento. Poi l’avvertimento col botto di ieri mattina alle 5,18. Danni contenuti e spauracchio dei vicini. Da ieri è scattato l’aperitivo della solidarietà.Tanti gli amici e semplici cittadini che hanno voluto manifestare la propria vicinanza agli imprenditori consumando qualcosa al bar. E’ un segnale forte di una città civile che non si piega. Sul bancone campeggia la scritta sulla lavagnetta: “HMORA#RIPARTIAMO”.

Stesso atteggiamento positivo dei titolari anche dopo questa brutta parantesi, per fortuna la bomba ha incrinato soltanto le vetrate dell’ingresso. La stessa mattina del segno intimidatorio tutta la famiglia era a lavoro convinta di non darla per vinta agli ignoti malviventi.

Ci penseranno le immagini delle telecamere a fare giustizia, intanto l’Hmora riprende il solito tran tran a pieno regime, più di prima. Chi spazza, chi sistema il pavimento gommato all’ingresso, chi ricolloca la pedana per i disabili, tutto deve tornare come e meglio di prima. “Anzi, è stata l’occasione giusta per sistemare alcune cosette che andavano comunque fatte – esclama uno dei titolari con un’aria quasi di smacco nei confronti dei balordi. Si, perché di balordi si tratterebbe. Non per forza del temuto racket di cui negli ultimi tempi non si sentiva più parlare. Qualche rapina, si, in viale Tisia non è mai mancata. Prese d’assalto soprattutto le gioiellerie (basti ricordare la doppia “incursione” fatta a Veneziano in via Pitia nel giro di nemmeno un mese). Per questo motivo, il Cenaco Acradina Grottasanta stamane ha tenuto un incontro in Confcommercio per risollevare con fermezza il problema della pubblica sicurezza e della vigilanza, specie notturna, che non è mai abbastanza.

Mentre gli inquirenti indagano sul caso “Hmora” riconducendo al momento il movente alla matrice estortiva, si fa strada anche l’ipotesi del “semplice” atto di bullismo. Il proliferare della vendita incontrollata di esplosivi rudimentali (spesso bollati impropriamente fuochi d’artificio) solleva un doppio problema di natura non solo delinquenziale ma prettamente sociale. E se si trattasse di un gesto malsano di teppistelli, bulletti che con arroganza vorrebbero imporre la loro “presenza scomoda” nei ritrovi notturni opponendosi al pagamento di quanto consumato al banco?

Esclusa dai titolari anche il movente del gesto legato all’attività socialmente impegnata da Carlo Gradenigo tra i più ferventi sostenitori di “Pillirina Liberata” cosi come di tante altre campagne ambientaliste. 

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