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Siracusa| “Io estraneo all’incendio dell’auto di Princiotta”

19 Novembre 2016 | by Redazione Webmarte
Siracusa| “Io estraneo all’incendio dell’auto di Princiotta”
Politica
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Il consigliere Palestro dopo Le Iene: “La magistratura mi ha notificato rispetto alla cosiddetta vicenda “impianti sportivi” un awiso di conclusione delle indagini. Attendo con serena fiducia che, dopo ben cinque mesi, la magistratura si determini dandomi la possibilità, ove intenda esercitare I’azione penale, di difendermi nell’unica sede che io conosca, le aule di giustizia e non nei cortili mediatici”.

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Replica del consigliere comunale Alberto Palestro al servizio de Le Iene andato in onda lo scorso 15 novembre su nazionale. Dice di farlo innanzitutto “come siracusano, prima che come politico”. “Seppure con grande amarezza e rammarico, – afferma Palestro – ho chiarissimo quanto le esternazioni da parte mia in relazione a queste vicende ai più possano apparire inutili e speciose rispetto ad operazioni mediatiche, come quella andata in onda la sera del 15 novembre scorso, orchestrate su così vasta scala che, a scapito di qualsiasi senso di civiltà e di giustizia, intendono colpire in modo brutale I’opinione pubblica cittadina e strumentalizzare la comunicazione per scopi personali ancora prima che politici. Perché di “politico” ormai, a dire il vero, in tutto questo vi è ben poco”. In questa sua riflessione Palestro allonatana anche il sospetto di essere stato lui ad incendiare l’auto della collega Princiotta – cosi farebbe lasciare intendere il servizio de Le Iene, dice e scrive: “Nonostante le apparenze della comunicazione giornalistica che tendono ad accreditare la signora Simona Princiotta protagonista indiscussa del servizio de Le lene nel ruolo della moralizzatrice che ella da qualche tempo ha inteso così pervicacemente ritagliarsi, il servizio andato in onda nella nota trasmissione è la prova dell’imbarbarimento della “politica” in questa città e piu in generale in questo paese, in cui la magistratura e I’informazione sono state trasformate, come ormai si suole addirittura dire, in “arma” giudiziaria e mediatica ed utlizzate ai propri scopi in modo strumentale e con spregiudicatezza. Nello specifico, quanto nel servizio televisivo viene dedicato alla mia persona è un concentrato di insinuazioni e di provocazioni: un racconto “a tesi” (la tesi della signora Princiotta); di fatto si tratta solo di disinformazione. Un giorno, dopo che i processi saranno definiti, emergerà chiaro il senso di questa mia netta afiermazione. Certo viene da chiedersi come mai I’intervistatore andasse sventolando quello stesso awiso di conclusione delle indagini notificatomi il 17 igmgiugno 2016 della cui esistenza apprendevo tuttavia già il 31 maggio 2016, prima ancora che mi venisse notiflrcato, da un articolo del quotidiano Giornale di Sicilia, articolo il quale citava “fonti investigative”. Come già in passato dichiarato alla stampa non intendo in alcun modo parlare delle vicende giudiziarie in corso, perché, nonostante le barbare aggressioni mediatiche subite, non defletto dal rispetto delle istituzioni. La magistratura mi ha notificato rispetto alla cosiddetta vicenda “impianti sportivi” un awiso di conclusione delle indagini. Attendo con serena fiducia e con ansia che, dopo ben cinque mesi dalla notifica dell’awiso, la magistratura si determini in ordine alla definizione di questo procedimento, dandomi la possibilità, ove intenda esercitare I’azione penale, di difendermi nell’unica sede che io conosca, cioè nelle aule di giustizia, e non nei cortili mediatici. In proposito ho dato già mandato ai miei Legali di depositare istanza affinché la Procura acceleri i tempi di definizione della vicenda, non essendo piu tollerabile che, frattanto, la signora Princiotta utilizzi le inchieste per proporre all’opinione pubblica, siracusana e ora nazionale, le sue “tesi”. Che poi, tanto per cambiare, è quella del complotto, quantomeno in relazione alla vicenda dell’incendio della sua autovettura, vicenda vergognosamente tirata in ballo dal servizio de Le Iene, nonostante una richiesta di archiviazione (rispetto alla quale la solertissima signora Princiotta non ha presentato alcuna opposizione), al fine di accostare nuovamente la mia persona alla vicenda dell’incendio. E tirando ora in ballo, in modo evidentemente allusivo e caustico (per usare un eufemismo), I’operato della DIGOS che ha indagato sulla vicenda. Alla signora Princiotta ed anche al commentatore de Le lene sarà forse il caso di ricordare che non solo il Pubblico Ministero ritenne impossibile, come è ovvio, dimostrare qualsiasi collegamento tra I’incendio e il sottoscritto, ma anche che dalla annotazione di servizio degli agenti della Questura di Siracusa intervenuti sui luoghi si desume che, per quanto riferito dai Vigili del Fuoco, “le cause dell’incendio erano da accertare, in quanto non emergevano elementi utili a far emergere un eventuale dolo”. Circostanza incredibilmente sfuggita alla solerte Iena munita invece di tanto di particolareggiata fotografia del mezzo incendiato, prima e dopo le fiamme. E inutile che sul punto io dica, che è fin troppo owio, che mi riservo le opportune iniziative rispetto a questa farneticante ricostruzione ed all’ennesimo accostamento alla vicenda della presunta intimidazione alla signora Princiotta, ampiamente avallati dal servizio delle Iene. Però siccome, come qualcuno forse sa, ormai sono in congedo dal mio quarantennale ed onorato servizio presso la Polizia di Stato, mi posso permettere di dire che in merito sarebbe opportuno che anche i Dirigenti e i Funzionari della DIGOS e della Polizia di Stato riascoltino bene quanto detto in tono assai allusivo nel servizio de Le lene; e valutino se agire, se dallo stesso si sentono toccati. Così, a futura memoria”.

 

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