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Siracusa | Istituita area di crisi industriale complessa: Art. Uno puntualizza

Siracusa | Istituita area di crisi industriale complessa: Art. Uno puntualizza
Politica
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Al siglato accordo di Palermo del protocollo d’intesa per istituire l’area di crisi industriale complessa del polo industriale petrolchimico della provincia di Siracusa, intervengono i rappresentanti regionali e provinciali di Art. Uno Zappulla e Landro, che precisano il loro punto di vista.

“Il riconoscimento di area di crisi complessa non è la panacea di tutti i mali ambientali, produttivi ed occupazionali ma un’arma a doppio taglio che, senza le necessarie e indispensabili garanzie, rischia di condannare un territorio alla deindustrializzazione e a licenziamenti di massa. In Sicilia – proseguono Zappulla e Landro – qualche esperienza la stiamo vivendo a Termini Imerese e a Gela e non mi pare che ci sia da alimentare particolari entusiasmi e ottimismi. La filosofia dello strumento prevede, infatti, il riconoscimento della crisi strutturale, la definizione di un Accordo di Programma per la reindustrializzazione con gli investimenti previsti nei tempi, nella quantità di risorse e nelle fonti di finanziamento e nelle more l’utilizzo flessibile degli ammortizzatori sociali per i lavoratori interessati. Chiedere al Governo Nazionale, tramite l’intesa che si sta sottoscrivendo, il riconoscimento di Area industriale di crisi complessa – affermano Zappulla e Landro- senza questo Accordo di Programma vero e non con generiche indicazioni di massima è un salto nel buio che può rappresentare la morte dell’area industriale siracusana con tutti i drammi economici, ambientali, sociali ed occupazionali che si porta dietro”.

“Ecco perché riteniamo importante – concludono Zappulla e Landro –  il documento che le organizzazioni sindacali hanno preteso venga allegato all’Intesa. Proprio perché senza le garanzie sugli investimenti, sulle bonifiche e reindustrializzazione, sulle gestioni trasparenti degli appalti e sui diritti dei lavoratori è evidente che il tutto si possa ridurre ad una mera operazione di abbandono produttivo e occupazionale dell’area siracusana. Fondamentale quindi che il territorio, forze sociali – istituzioni e associazioni, mantengano altissima la vigilanza per evitare il ripetersi tragico e mai completata della politica dei due tempi.  Il passaggio successivo indispensabile deve essere, quindi, quello dell’apertura di un tavolo con il governo nazionale”.

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