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Siracusa| “La città non merita un sindaco puparo e coniglio!”

14 Ottobre 2016 | by Redazione Webmarte
Siracusa| “La città non merita un sindaco puparo e coniglio!”
Politica
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Sempre più rovente lo scontro Princiotta-Garozzo. “Il nostro sindaco non ha il coraggio di confrontarsi pubblicamente con me? E io vado a Roma”. Garozzo: “Non ho mai avuto rapporti con collaboratori di giustizia. Procederò per vie legali contro la consigliera”.

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Si fa sempre più rovente il botta e risposta tra la consigliera comunale Simona Princiotta e il sindaco Giancarlo Garozzo che si accusano pesantemente a vicenda prima e dopo essere stati ascoltati in Commissione regionale Antimafia. Garozzo il 19, come si sa, è stato convocato da Rosi Bindi, il 26 il deputato nazionale PD Pippo Zappulla chiederà al Ministro di dare uno sguardo “al caso Siracusa” mediante le prove di supporto della Princiotta. Ma qual è il bandolo della matassa ormai diventata troppo intricata? La Princiotta stamattina, come promesso, ha “vuotato il sacco” alla stampa, ha raccontato cosa ha riferito al presidente Nello Musumeci in commissione a Palermo, celando alcuni aspetti secretati e che riguarderebbero altre intimidazioni che, a suo dire, continuerebbero a minare la sua vita privata e quella della sua famiglia. Ma la “pasionaria” del Vermexio non intende mollare e snocciola, punto per punto, tutto ciò che una città come Siracusa deve sapere e che non merita. Pesanti le accuse: “sindaco-puparo che dialoga con la criminalità, che intitola piazzette e strade a parenti, deceduti, di soggetti delinquenziali assai noti in città”, che intreccia rapporti d’affari insieme a dirigenti e funzionari comunali e consiglieri comunali di vario colore politico, col collante dell’apparato malavitoso”. Insomma, anche stavolta Princiotta non le manda a dire e spera sinceramente in una reazione del sindaco Garozzo che, al contrario, “continuerebbe a far finta di nulla ed a sottrarsi a qualsiasi confronto pubblico con la sua maggiore accusatrice”.  Come niente volano stracci al Palazzo di Città e non finisce mica qui. Tra le tante accuse mosse dalla Princiotta al sindaco, il legame con il collaboratore di giustizia Rosario Piccione che sarebbe stato “aizzato contro la consigliera proprio su mandato del primo cittadino”. Pronta la replica di Garozzo: “Non conosco nessun Piccione, nemmeno per interposta persona. La Princiotta ancora una volta dice il falso. Ho già sentito il mio avvocato, procederò per calunnia”. Volano stracci e volano nomi al Vermexio, in realtà il solito giro di valzer: i dirigenti Calagiore, Garufi, Pisana, Borgione, Zagarella, De Caro (“già denunciati per falso ideologico e abuso d’ufficio”) al pari i consiglieri comunali Palestro, Di Mauro e Assenza (tutti di centrodestra da sempre) per la questione appalti impianti sportivi, asili nido e telecomunicazioni. Cronaca già nota. Ma poi arriva la bomba-Princiotta: “Ho prove audio sulla presunta colpevolezza del sindaco nella gestione di un asilo nido insieme a un consigliere in merito alla spartizione di voucher e posti di lavoro a figli di dirigenti e consiglieri comunali” – sbotta la Princiotta in conferenza stampa – tutto consegnato all’Antimafia regionale. Come fa un Comune a non costituirsi parte civile dinnanzi a tanto squallore? Come si può abusare nel settore dei servizi sociali? Vergogna! Se non lo farà il sindaco, lo farò io da consigliera, mi costituirò parte civile al processo sui fondi sottratti dalla rubrica ignobilmente”. Alla Princiotta la Commissione Antimafia ha posto un rilievo. “Come mai si fa difendere dall’avvocato che segue il caso Open Lando Vs Comune?”. Anche qui Princiotta è stata lapidaria: “E’ una scelta di ordine fiduciario. Il mio legale prima era Ezechia Paolo Reale ma lui stesso, una volta saputo delle mie intercettazioni che avrebbero coinvolto anche esponenti della sua stessa corrente di centrodestra, ha deciso di rinunciare all’incarico. Cosi sono passata all’avvocato Piefrancesco Rizza, anche lui poco dopo ha preferito abbandonare la mia difesa per motivi contingenti politici, e cosi arrivo a Giuseppe Calafiore che, oltre ad essere legale dei Frontino, lo è stato anche di deputati e sindaci. Una cosa è certa, sono convinta che quella di Calafiore è stata una ottima scelta perché, come si sa ,cura gli interessi opposti a quelli del sindaco e dell’amministrazione comunale nella nota vicenda del centro commerciale a Epipoli. Questo mi basta! “. E ancora giù con epiteti pesanti: “Il sindaco è un coniglio, le accuse che mi rivolge su una mia presunta amicizia col collaboratore di giustizia Piccione sono false e prive di riscontro. Personalmente non sono mai stata raggiunta da nessun avviso di garanzia.  Sono state tutte dichiarazioni, anche per mezzo stampa, commissionate contro di me ad arte per un giornalista dall’ex presidente del consiglio Leone Sullo (per i quali è stato chiesto il rinvio a giudizio per favoreggiamento etc..).  Lo stesso Piccione è stato iscritto nell’elenco degli indagati per calunnia. Garozzo in Antimafia ha fatto poi cenno ad un latitante che si sarebbe stato nascosto nella mia casa per molto tempo. Peccato però che la casa a cui si riferisce non l’ho mai posseduta! E lo documento. Il latitante in questione sarebbe Alfredo Franzò, assolto poi in pieno rispetto a tutte le dichiarazioni rese dal Piccione nei mei confronti”. E qui scoppia la bomba: a questo punto emergerebbe chiaro l’identikit dell’artefice di tutte queste manovre sotterranee. La Princiotta non SMS-SOLIDALE-CUBO-e1472151888862ha dubbi e spara a zero: “Il puparo è il nostro sindaco Garozzo. Ho prove audio in cui il Piccione viene contattato e aizzato contro di me dallo stesso Garozzo. Siracusa non merita questo sindacE poi mi chiedo: quanto costa questo piano di protezione di Piccione a noi cittadini? L’ho chiesto anche all’Antimafia regionale che mi ha assicurato che invierà il plico all’organo nazionale. In merito poi ai miei rapporti con il consigliere Tony Bonafede: lui è stato da sempre vicino a Garozzo, ma dopo la denuncia al consigliere Palestro per aggressione fisica e verbale, improvvisamente è stato isolato da tutti. Delle sue vicissitudini penali (il caso dello spaccio di droga per Malta) l’ho appreso come tutti dai giornali e dal punto di vista umano non può che dispiacermi. Sui miei rapporti con Nando Di Paola. Anche in questo caso sconfesso pienamente il sindaco Garozzo che mi “accusa” di avere rapporti di amicizia con questa persona solo perché abita nella strada parallela alla mia e suoi figli, due bravissimi ragazzi, frequentano i miei. Di contro, so per certo che Di Paola (caso giudiziario gestione teatro greco di Siracusa) sia in eccellenti rapporti, guarda caso, con Garozzo al punto da intitolare una via alla Mazzarona al fratello morto in un incidente stradale 14 anni fa. Cosa non facile da ottenere, come si saprà. In commissione abbiamo discusso anche della reale posizione giudiziaria del consigliere Palestro che parla invece di archiviazione, fatto non vero, della vicenda del chiosco abusivo dentro il Campo Pippo Di Natale, privo di qualsiasi autorizzazione e con l’allaccio abusivo della corrente elettrica alla rete comunale. A questo punto penso che quella del sindaco Garozzo sia pura incoscienza, forse ha scambiato la Commissione Antimafia per il Circo Orfei? Nient’altro che suicidio politico il suo! Sfido pubblicamente ancora una volta Garozzo ad affermare di non essere indagato sui fatti da me contestati. E di produrre alla stampa il famoso certificato 335, con l’elenco di tutti i procedimenti penali a suo carico. Anch’io ho tante denunce per diffamazione ma nemmeno un rinvio a giudizio! Se Garozzo entro 15 giorni non confesserà tutto, lo farò io. Trasferirò tutti gli atti della Commissione regionale Antimafia per direttissima alla Commissione Nazionale e al Ministro al fine di commissariare il Comune di Siracusa e il nostro sindaco-puparo che muove le fila di un sistema di appalti che va azzerato completamente. Cosa di cui la Commissione regionale Antimafia (tra i presenti anche il pentastellato siracusano Stefano Zito)  si è stupita: “Come mai il Comune di Siracusa ancora non è stato azzerato?”.   Il nostro sindaco Garozzo, oltre ad essere puparo, è anche un coniglio perché non si dimette, solo solo perché parla con un pentito. Ma da lui non mi aspetto nulla. Ripeto, un uomo che tocca i bambini, i giovani, per propri fini politici è inqualificabile! Io continuerò a non ghettizzare i figli di Di Paola, che ribadisco sono due bravi ragazzi. Strumentalizzare i figli è da conigli! Non ho mai avuto paura di avere nemici in politica. Mi hanno sempre rivoltato come un calzino ma non hanno mai trovato nulla, e tutto ciò per screditarmi verso i miei elettori ed i siracusani in generale, e non farmi candidare. Garozzo dice che mi nascondo dietro il marchingegno delle registrazioni. Ebbene, non c’è nulla che la Procura non sappia già. In Commissione Antimafia ho portato cento pagine che la dicono tutta di come è stata ridotta la nostra città. Se anche io contribuisco a infangare il nome di Siracusa? Beh, io lo sono stata da sempre infangata! Qui si parla di 10, 15 anni di malaffare per colpa di tanti partiti politici, non ultimo il PD che ha preso le distanze da me e disconosce la fondatezza dei fatti da me esposti in Antimafia cosi come in Procura. A chi appartengo io politicamente? Io resto al fianco dell’area del deputato nazionale PD Pippo Zappulla. Gli altri (area DEM compresa) se ne stiano pure con il puparo-Garozzo!”. (foto Princiotta in Commissione regionale Antimafia)

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