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Siracusa| La Regione dimentica le riserve naturali siracusane

20 Settembre 2018 | by Redazione Webmarte
Siracusa| La Regione dimentica le riserve naturali siracusane
Politica
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Marco Mastriani, componente del CRPPN (Consiglio Regionale Protezione Patrimonio Naturale), scrive all’Assessorato Regionale al Territorio e Ambiente ed ai diversi assessorati di competenza, cosi come al Presidente della Regione Sicilia per denunciare l’inspiegabile enorme ritardo accumulato nell’applicazione del Decreto Assessoriale n° 85 del 12 Marzo 2015 che consente di avere risorse economiche indispensabili per la tutela e fruizione delle aree protette in Sicilia e in particolar modo in provincia di Siracusa”.

Il D.A. consente per legge di far pagare ai fruitori un biglietto di accesso alle riserve naturali a cui ovviamente devono corrispondere dei servizi e deve migliorare la fruizione delle aree protette spesso carenti di un parcheggio con notevoli problemi di sicurezza e viabilità nei mesi estivi di giugno, luglio e agosto, di cartine per i visitatori,  di informazione accoglienza adeguata per i fruitori, di servizio igienici almeno agli ingressi delle riserve naturali e ove possibile di piccole aree attrezzate per consentire una breve sosta ai visitatori nell’arco della giornata.

Le statistiche dei flussi turistici pongono la Sicilia in aumento con un forte trend di richiesta per la fruizione delle aree protette e pertanto non solo bisogna essere all’altezza delle aspettative e soprattutto mettere in campo tutti gli strumenti utili al fine di aumentare i controlli all’interno delle aree protette e tutelare gli ambienti naturali.
L’ecoturismo oggi è una risorsa importante e può essere un modello di sviluppo, ma è necessario offrire servizi adeguati ai visitatori e migliorare l’immagine turistica del nostro territorio. Per questo morivo, Mastriani ha chiesto un incontro e un intervento dell’Assessore Regionale alle Risorse Agricole, Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea on. Edy Bandiera, unico rappresentante in giunta regionale della provincia di Siracusa, “al fine di conoscere le intenzioni dell’amministrazione regionale e chiedere un intervento immediato e risolutivo”.

Come spiega Mastriani, il piano di accesso regionale alle riserve naturali avrebbe previsto e incluso anche tre zone del siracusano: Riserva Naturale Orientata “Pantalica Valle dell’Anapo e torrente Cava Grande”; Riserva Naturale Orientata “Oasi Faunistica di Vendicari”; Riserva naturale orientata “Cava Grande del Cassibile”. Ad oltre tre anni dalla sottoscrizione congiunta da parte dell’Assessorato Regionale del territorio e Ambiente e dell’Assessorato Regionale dell’Agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea, non è successo nulla, con grave inadempimento nell’applicazione delle normative vigenti, apportando un danno economico alle risorse economiche della Regione Sicilia, causato dalla non applicazione del Decreto Assessoriale n° 85 del 12 Marzo 2015 da cui deriva il non incasso di risorse pubbliche.

“Tali somme saranno versate, dall’Ente gestore, nel bilancio della Regione, rubrica Dipartimento Ambiente, nel capitolo di entrata 1810 “Proventi derivanti dalla vendita di biglietti di accesso per le aree naturali protette e per le aree attrezzate ad eccezione per quelle ubicate nelle isole minori”. “L’Ente Gestore, nel rispetto dei principi di autonomia e sussidiarietà, provvederà a realizzare i servizi e le modalità di fruizione degli stessi dandone comunicazione all’Assessorato Regionale del Territorio e dell’Ambiente”.

Pertanto, la non applicazione del D.A. n° 85 del 12 Marzo 2015, oltre a comportare una mancato incasso di risorse economiche previste per legge, non consente di avere somme da utilizzare per la creazione di servizi finalizzati alla tutela delle aree protette e alla fruizione dei visitatori. Le stesse risorse economiche, cosi come previsto dal D.A. non potrebbero essere utilizzate per altri fini e ad oggi costituiscono un strumento economico indispensabile per creare e/o potenziare servizi di tutela e fruizione delle riserve naturali ad oggi inesistenti o insufficienti, al fine di potenziare il controllo e l’offerta di servizi per i fruitori all’interno delle aree protette, migliorandone l’immagine turistica delle singole riserve naturali e in generale dell’intera regione Sicilia.

Mastriani chiede l’immediata applicazione del D.A. n° 85 del 12 Marzo 2015 al fine di migliorare le condizioni di tutela, controllo e fruizione delle aree protette di cui trattasi. E chiede inoltre di conoscere le motivazioni tecniche che ancora ad oggi, dopo oltre quattro anni, non consentono di far fruire al pubblico il sentiero “Scala Cruci” all’interno della Riserva Naturale Orientata “Cava Grande del Cassibile”, ufficialmente chiuso e di conoscere gli interventi che l’Amministrazione Regionale vuole attuare per la fruizione della riserva naturale.

Il notevole patrimonio naturale, ambientale, culturale e archeologico siciliano, oggi è sempre più apprezzato da milioni di visitatori che annualmente arrivano in Sicilia e chiedono di conoscere e visitare luoghi di particolare importanza. “E’ doveroso in tal senso, – conclude Mastriani – tutelare al massimo la conservazione del nostro patrimonio e contemporaneamente mettere in campo tutti gli strumenti utili per offrire servizi ai visitatori al fine di migliorare l’immagine turistica della Sicilia, valorizzando le nostre risorse e puntando sull’ecoturismo come modello di sviluppo e tutela delle aree protette in Sicilia”.

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