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Siracusa | La saga dei Florio diventerà una pièce teatrale

22 Febbraio 2022 | by Redazione Webmarte
Siracusa | La saga dei Florio diventerà una pièce teatrale
Spettacolo
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Largo ai giovani, alle loro potenzialità che ben si intrecciano con l’azione dell’associazionismo, per aprire nuovi steccati di cultura ed identità siciliana.

Si è svolto il primo dei tre appuntamenti previsti nel progetto in sulla famiglia Florio Sicilia. Da un’idea a cura dell’associazione “Per la città che vorrei”, in collaborazione con l’associazione Ninphea di Siracusa e l’ente di formazione  E-Laborando, in modalità remoto, in diretta sulla pagina Facebook dell’associazione, è stato presentato l’intero progetto che vedrà altri due eventi, si spera in presenza, di cui uno a Siracusa ed uno a Palermo terra dei Florio.

Alla diretta hanno partecipato i giovani studenti del percorso di Accoglienza Turistica delle sedi di Siracusa e Noto: Rosalia Tripolone, Kevin Caruso, Dalila Gugliotta, Gloria Siniscalchi e Alessandro Tringali. Attraverso i loro contributi culturali, sono stati svolti alcuni approfondimenti sulle produzioni all’epoca dei Florio, dalla gastronomia al tabacco, ai tanti vini e liquori che ancora oggi si tramandano sulle tavole, la descrizione affascinante dei loro palazzi e ville nobiliari, i loro eventi sportivi turistici come la mitica Targa Florio.

“Con questo progetto stiamo contribuendo a scrivere una nuova pagina sulla storia delle nostre tradizioni locali – ha dichiarato Sergio Pillitteri, presidente dell’associazione “Per la città che vorrei” – le origini di una Sicilia che, partendo dai Florio, pur nelle sue contraddizioni, può insegnarci tanto in termini di valori  e senso identitario”. Per il socio onorario Antonino Risuglia quelle degli studenti sono state “esposizioni molto profonde che hanno dato spunto a riflessioni interessanti in rapporto ai giorni nostri. Tra cui, il principio ed i valori per una nuova managerialità nei luoghi di lavoro, messo in evidenza da Amalia Cannarela rifacendosi al famoso pensiero dei Florio: “I lavoratori devono avere a disposizione, per esempio, gli asili nido  all’interno dell’azienda per la quale svolgono mansioni”. “Una visione che verrà poi ripresa da Olivetti – ha aggiunto Risuglia, ex responsabile delle risorse umane nel polo industriale siracusano -,  grande mecenate della cultura e dell’imprenditoria. Eppure, una delle cause che determinarono la caduta dei Florio, fu proprio la perdita di attenzione verso i dipendenti, oltre alle risapute cause esterne e alla concorrenza spietata dell’industria del Nord. Per esempio, nella produzione del riso che qui in Sicilia veniva eseguita mediante un tipo di irrigazione che si ispirava al concetto arabo, sino a quando il governo introdusse una legge che impediva questa metodologia”.

Il recupero dell’identità siciliana caratterizza il progetto presentato dall’associazione “Per la Città che vorrei” all’interno del progetto Siracusa Capitale della Cultura 2024 che si avvale del contributo dei giovani. Quello di venerdì è stato un pomeriggio di grande spessore culturale e di straordinaria sinergia tra i giovani ed i meno giovani: voci nuove del territorio dei tanti ragazzi che si impegnano e che vogliono candidarsi a ricoprire ruoli dirigenziali che incarnino, magari, i tanti valori dei Florio. Prossimi due appuntamenti in primavera con l’associazione Ninphea di Giovanna Tidona e l’attore Inda Danilo Carciolo per una teatralizzazione di una delle famiglie più potenti della storia siciliana, con una produzione tutta siracusana.

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