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Siracusa| La Shoah “silenziosa” dell’amianto

20 Febbraio 2017 | by Federico Tringali
Siracusa| La Shoah “silenziosa” dell’amianto
Attualità
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Incontro pubblico ONA, il presidente nazionale Bonanni: “Abbiamo denunciato Regione e Stato per violazione delle norme sulla tutela della salute dei lavoratori. La Sicilia è la regione che ha pagato, e continua a pagare, un “tributo altissimo in termini di vite umane”. Don Prisutto: “Complici di questa strage le istituzioni indifferenti”. Reale: “Totale assenza delle competenze all’interno della Pubblica Amministrazione”.


bloggif_58a08b37be245DEFInvisibile e silenziosa. Due aggettivi per descrivere la strage dell’amianto che, anno dopo anno, uccide migliaia di persone
. Un vero e proprio “olocausto silenzioso” che è stato oggetto di dibattito nel corso di un convegno svoltosi presso l’Isisc (“The Siracusa International Institute for Criminal Justice and Human Rights”).

Promotore di questa iniziativa è stato l’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) impegnato da diversi anni nella prevenzione delle gravi patologie collegate a questo materiale. La Sicilia è la regione che ha pagato, e continua a pagare, un “tributo altissimo in termini di vite umane”, come sostiene Ezio Bonanni. “Nel 1898 – afferma Ezio Bonanni, avvocato e presidente dell’ONA Onlus – alcuni studi inglesi hanno evidenziato la pericolosità dell’amianto trovando una conferma nella sentenza del 31 ottobre 1906 emessa dal Tribunale di Torino, che ha acclarato il rischio delle esposizioni alle polveri di amianto da parte dei lavoratori. Nonostante queste sentenze – incalza Bonanni – nel corso del ‘900 in Italia si è continuato ad utilizzare questo materiale altamente pericoloso causando un aumento dei decessi causati dal “mesotelioma” tra le patologie più comuni causate dall’amianto. In Sicilia, tra il 1998 e il 2014, si sono registrati oltre 1600 casi di mesotelioma, dei quali 450 tra il 2009 e il 2014. Una strage – denuncia il presidente dell’Osservatorio Nazionale sull’amianto – aggravata anche dalla mancata attuazione della Legge Regionale Siciliana, la “legge 306.

Come ONA abbiamo denunciato la Regione Siciliana e lo Stato Italiano per la violazione delle norme sulla tutela della salute, violate da quello stesso Stato che ha fatto si che proprio alcune aziende statali utilizzassero questo materiale, mettendo a repentaglio la salute dei lavoratori. Sono diverse – conclude Bonanni – le patologie legate all’amianto, dal tumore polmonare a quello gastrointestinale, alle patologie fibrostiche con complicazioni cardiovascolari come abestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici.”

Non poteva certo mancare la testimonianza di Palmiro Prisutto, arciprete di Augusta, che da anni conduce “stoicamente” una battaglia ambientalista contro il tumore nel triangolo Augusta-Priolo-Melilli. “Sin dagli anni ’80 – afferma Don Palmiro Prisutto – registriamo silenzio dinanzi all’olocausto che miete ogni anno tante vittime. Un silenzio – incalza l’arciprete di Augusta – che vede in prima fila le istituzioni indifferenti e complici di questa strage. Circa tre anni fa, dopo essermi insediato quale parroco della Chiesa Madre e arciprete di Augusta, ho deciso di istituire una messa, a cadenza mensile, per ricordare i morti di cancro; iniziativa che ha attirato l’attenzione della stampa e delle televisioni regionali e nazionali. Ho altresì invitato – prosegue Prisutto – il presidente della Repubblica, Napolitano e successivamente Mattarella, a presenziare a questa commemorazione. Continuerò a invitarlo, così come continuerò a leggere durante la messa i nomi di oltre 870 morti di cancro che sono una piccola parte della mortalità per tumore ad Augusta, vittime di uno Stato che ha deciso di trasformare questa zona nella ‘pattumiera dell’umanità'”.

I primi a pagare la pericolosità dell’amianto sono i lavoratori, come testimonia Calogero Vicario. “La Regione – afferma il coordinatore regionale ONA – ha lasciato da soli i lavoratori per più di 20 anni, e continua a lasciarli da soli poiché non è stato ancora effettuata alcuna mappatura, censimento o bonifica delle aree colpite. Inoltre – sostiene Calogero Vicario – secondo la legge 277 del 1992 dovremmo avere il diritto a sei mesi di prepensionamento per ogni anno di esposizione ad amianto, ma non siamo neanche stati presi in considerazione. Per questo motivo ho deciso di collaborare con l’Osservatorio nazionale Amianto.”

Un appello alle istituzioni è stato lanciato da Pietro Cascio, presidente regionale FENAPI Sicilia: “Bisogna vigilare e tutelare – afferma Pietro Cascio – la sicurezza dei lavoratori e occorre una maggiore sinergia tra le istituzioni, i sindacati e gli esperti del settore affinché si possa raggiungere questo obiettivo.”  Notevoli, inoltre, anche le conseguenze psichiche, così come ha affermato Sabrina Melpignano, psicologa e componente del comitato tecnico-scientifico dell’ONA: “un danno – sostiene Sabrina Melpignano – esistenziale che stravolge la vita di chi viene compito da queste gravi patologie causate dall’amianto”.

A puntare il dito contro le istituzioni ci ha pensato Ezechia Paolo Reale, avvocato e segretario generale “The Siracusa International Institute for Criminal Justice and Human Rights”, che ha denunciato la “totale assenza delle competenze all’interno della Pubblica Amministrazione per adempiere  a tutte quelle normative che ancora oggi rimangono inattuate come, ad esempio, la Legge Regionale 306, impedendo alla Sicilia di operare un risanamento ambientale dall’amianto e provvedere alla prevenzione e cura delle diverse patologie collegate ad essa”.

A rincarare la dose anche Pippo Gianni, medico e membro del comitato scientifico dell’ONA, autore di quella Legge Regionale “manipolata – afferma Pippo Gianni, già deputato regionale e nazionale – da un governo incapace, come dimostrato anche dalla vergognosa vicenda dell’Ospedale Muscatello che, secondo la Legge 306, dovrebbe essere un polo regionale di eccellenza sulle patologie legate all’amianto. Il presidente Crocetta e i suoi assessori – conclude l’ex deputato – farebbero bene a dimettersi, ponendo fine a ulteriori imbarazzi e incapacità nel governare la Sicilia. .(Federico Tringali)

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