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Siracusa| “La via giudiziaria del (non) governo”

7 Novembre 2016 | by Redazione Webmarte
Siracusa| “La via giudiziaria del (non) governo”
Politica
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Il punto di Roberto Fai (Verso Sinistra Italiana): “Oramai solo un dio ci può salvare. Penoso e surreale il fatto che proprio nell’ambito dell’attività politica – in cui l’azione umana dovrebbe poter esprimere il massimo della produttività civile e di idee – la situazione sia talmente deteriorata al punto che, per metafora, guardando lo stato della città si sia costretti a concludere con la frase “Ormai solo un dio ci può salvare”.

300x600 Cacciaguerra OnoranzeAccogliamo con piacere l’analisi schietta e abbastanza aderente al delicato momento politico siracusano condotta dal filosofo Roberto Fai del Movimento Siracusa Verso Sinistra Italiana. Anche l’uomo di sinistra Fai, come del resto ha già fatto l’opposizione con Massimo Milazzo, stigmatizza aspramente la condotta del suo partito impegnato in lotte intestine alla “non” governabilità della città. Da effetto la conclusione: “ormai solo un dio ci può salvare”. Come se ci aspettassimo tutti che qualcuno ci riveli la verità segreta. Chi è questo dio? Sempre che esista un dio! Qualcuno preferisce chiamarlo “principe machiavellico” o salvatore della patria. Poco cambia. Nella sua dissertazione filosofica/politica, Fai lascerebbe presagire comunque un finale a sorpresa legato alla venuta messianica di un “dio”. Auspicabile per molti. Ma, ripetiamo, il “dio” chi? Forse un commissario straordinario incaricato direttamente dal presidente del consiglio Renzi a far chiarezza a Palazzo Vermexio. Visto i venti politici che spirano a Siracusa, non pensiamo proprio. Allora, questo “dio” potrebbe essere l’elettore chiamato a decidere molto prima della scadenza elettorale fissata per la primavera 2018? Anche questa ipotesi è poco attendibile, nessuno andrebbe via prima dall’aula consiliare. Su una cosa siamo d’accordo con Fai: l’”irrimediabilità”. Se si seguita così questa città sarà soltanto destinata alla corsa di sterili scoop mediatici e alle fiction tv deleterie. Altro che Romanzo Siciliano! (ingiustamente preso di mira). Ma ecco il Fai-pensiero: ”E’ incontrovertibile riconoscere che il rapporto di fiducia tra la Giunta Garozzo e il gruppo dirigente del PD,  da una parte, e la città intera, dall’altra, si è definitivamente consumato e reso irrecuperabile. Che tale condizione di profonda e lacerante divaricazione, più che una discutibile e faziosa opinione di parte, sia oramai un’ammissione dovuta – un dato oggettivo –, crediamo non possa essere messa in discussione da nessuno. Tralasciando il primo anno di vita amministrativa, nel quale il conflitto tra Giunta e PD sembrava vivere sospeso per via della presenza dentro l’amministrazione delle due parti politiche, ci si è resi conto che, nei due anni successivi, dissotterrata l’ascia di guerra, la città conosce solamente – con un rimpallo di accuse tra Garozzo e il duo Zappulla/Princiotta in uno scontro oramai diventato un patetico “serial TV” – un profluvio di accuse, reciproche denunce, contrapposizione violenta, condito da dossier e conferenze stampa, da cui emerge e si staglia imperterrita e ineludibile una sorta di “via giudiziaria al (non) governo della città”, che ha sostituito definitivamente la politica, l’azione programmatica, la proposta strategica, ed anche la diversità (legittima) sulla soluzione da dare ai veri problemi della città e del territorio. Se volessimo allora trovare la chiave di lettura che meglio può esprimere e rappresentare la sensazione di smarrimento con cui la città intera sta vivendo questa deriva nichilistica che accomuna la Giunta Garozzo e il PD, forse la categoria che meglio si attaglia è quella  con cui Leonardo Sciascia – per analogia –, in un’intervista rimasta celebre e paradigmatica, provava a giudicare il destino della nostra Sicilia: il carattere della “irredimibilità”. Ecco, allo stato dell’arte della politica locale, sia la Giunta Garozzo che il PD siracusano possono essere considerati “irredimibili”, così come il carattere della “irredimibilità” è quello che può ricavarsi da questo buco nero in cui s’è andato conficcando la loro relazione iperconflittuale, meglio: l’assoluta inimicizia, la violenza inusitata della loro contrapposizione improduttiva, la brutalità delle reciproche accuse. Con un paradosso. E il paradosso è che tutto ciò sta ricadendo per intero sulla città e sui cittadini, peraltro costretti ad assistere impotenti all’assurdità della circostanza che sia la Giunta Garozzo che il PD appartengono allo stesso campo politico, unico ed esclusivo responsabile dell’immobilismo politico-istituzionale siracusano. In tale contesto, considerato che nonostante il conflitto a somma zero che oramai da due anni lega e intreccia entrambi i contendenti di questo “nulla politico-amministrativo”, non esistono ragioni e condizioni per una azione politico-istituzionale che possa porre fine a questa indecenza. E’ comprensibile che questa Amministrazione comunale giungerà al suo esito naturale nella primavera 2018 – solo fatti clamorosi potrebbero imporre decisioni drastiche ad alti livelli: ma è pensabile che la scia di questa “via giudiziaria al (non) governo della città” non vada oltre le generiche ripicche o accuse reciproche di messaggi esoterici che sono affiorati sin qui –, il che costituisce un segnale preoccupante per le stesse sorti della città, stretta nella morsa di problemi che meriterebbero una svolta di sistema: dalla disoccupazione giovanile alla crisi dell’area industriale, dal silenzio sul PRG alle prospettive in campi decisivi, quali turismo, cultura, servizi, e via dicendo. Penoso e surreale il fatto che proprio nell’ambito dell’attività politica – in cui l’azione umana dovrebbe poter esprimere il massimo della produttività civile e di idee – la situazione sia talmente deteriorata al punto che, per metafora, guardando lo stato della città si sia costretti a concludere con la frase “Ormai solo un dio ci può salvare”.

 

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