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Siracusa| L’Inda “si tinge” di giallo Dessì

Siracusa| L’Inda “si tinge” di giallo Dessì
Spettacolo
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Presentato il manifesto ufficiale del 53° ciclo. Da una felice intuizione di Enrico Di Luciano le griffe dell’arte internazionale sempre più vicine a Siracusa. Il 6 maggio il via al Festival Giovani a Palazzolo, Pinelli: “Quest’anno abbiamo fatto di più, un mese intero di spettacoli all’Akrai”. Piccione: “Formidabile agenzia educativa”.

Purtroppo l’autore era assente, ma il commissario Inda Pierfrancesco Pinelli ha confermato la presenza di Gianni Dessì nei prossimi giorni quando si inaugurerà la sua mostra coi dipinti che hanno girato il mondo. Dietro ogni manifesto ufficiale degli spettacoli classici INDA c’è da sempre un concept di estrema raffinatezza culturale: legare la tradizione classica del teatro greco all’arte contemporanea. E così dal 2006, da una felice intuizione di Enrico Di Luciano, già presidente degli Amici dell’Inda, si perpetua la tradizione del manifesto “griffato” dai grandi: da Igor Mitoraj, a Scianna a Pomodoro. E quest’anno è Gianni Dessì che firma l’immagine del 53° ciclo. Dessì non è solo un pittore, ma anche scenografo diplomato all’accademia di Roma con Toti Scialoja le sue opere sono esposte in tutte le città del mondo dal caratteristico “giallo dessì”. Di particolare rilievo la collaborazione, tra le tante, con Peter Stein, già noto al pubblico siracusano.

“Noi stiamo facendo qualcosa di più – ha esordito il commissario Pierfrancesco Pinelli – la presenza dell’artista non sarà più una visita occasionale in città, ma una mostra personale permanente in una location di rispetto. Basti pensare che nel 2009 le sue opere sono al Mart di Rovereto un marchio in più di garanzia”.  L’autore è stato scelto naturalmente da una apposita commissione tecnica. In sala Amorelli presenti alla presentazione del manifesto anche gli studenti dell’istituto d’arte “Gagini” di Siracusa in grande collaborazione con l’Inda nella preparazione di una mostra sui manifesti della Fondazione nella sala al pianterreno di Palazzo Greco.

Quest’anno la novità del 23° ciclo del Teatro Classico dei Giovani di Palazzolo Acreide. Lo annuncia il vice sindaco Luca Russo. “Una grande occasione per la nostra città, e da quest’anno abbiamo notato una spinta maggiore da parte dell’Inda che ha concesso il prolungamento del festival che durerà un mese. Palazzolo un grande luogo di scambio coi giovani di tutto il mondo con alto valore formativo per vivere la storia e la loro identità”. Da una intuizione del prof. Giusto Monaco, era il 1991 quando si da il via ufficiale al Festival dei Giovani al teatro Akrai con cadenza annuale. 50 minuti di scena ciascuno per ogni scuola. Anche quest’anno gli allestimenti scenografici sono di Tony Fanciullo che presenta una maestosa Medea. Ogni giorno tre spettacoli diversi, dalle 21 compagnie oggi sono una ottantina gli istituti che partecipano. Lo scorso anno 62. Detto in cifre: 2300 presenze tra studenti e accompagnatori che andranno ad alimentare il parterre delle 37 mila presenze di soli studenti registrate lo scorso anno al Teatro Greco di Siracusa.

A Palazzolo si inizierà il 6 maggio per chiudere il sipario il 2 giugno in tempo per il ponte. Otto i paesi stranieri, 12 gli istituti siracusani. Frattanto si conclude oggi la tournèe dell’Accademia dell’Inda con numeri importanti: undici repliche e 4800 spettatori in giro per l’Italia. Oggi alle 18 gli attori saranno impegnati in una rappresentazione attorno alla statua di Archimede sulla Darsena di Ortigia. 

Di agenzia educativa inserita pienamente nel mondo della scuola ha riferito Pucci Piccione, presidente Amici dell’Inda. “Inda cuore pulsante che non opera una sorta di autopsia sul cadavere – dice Piccione – ma guarda alla vita, ai giovani. Come ci si prepara al ciclo quest’anno? Aprile apre ad una serie di incontri “informativi”: il 23 con Glauco Reale, il 31 con Nello Amato e cosi via.  (rosa tomarchio)

Chi è Gianni Dessì. Ha la sua prima formazione presso l’Accademia di Belle Arti in Roma dove si diploma in scenografia con Toti Scialoia. A metà degli anni Settanta l’artista collabora con il teatro d’avanguardia. Le sue prime mostre personali risalgono agli anni ottanta dove espone alla Galleria Ugo Ferranti di Roma e alla Galleria Yvon Lamnert di Parigi mentre nel 1981 con Bruno Ceccobelli e Giuseppe Gallo partecipa ad alcune importanti collettive all’estero.

Dessì ha uno studio nell’ex Pastificio Cerere a San Lorenzo a Roma e nel 1984 partecipa alla mostra Ateliers curata da Achille Bonita Oliva. Seguono svariate mostre dell’artista in Italia e nel mondo, partecipa alla Biennale di Venezia (1984, 1986 e 1993) e alla Quadriennale di Roma (1986, 1996). Nelle sue opere si ritrova una grande sobrietà cromatica data da diversi interventi sulla tela, come lacerazioni, incisioni, sovrapposizioni di piani, inserzioni di materie diverse.

A metà anni Ottanta, mentre l’attività espositiva si intensifica con mostre a Roma, Berlino, Parigi e New York la sua pittura si anima di un nuovo rapporto col colore, che si accende, fino a esplodere nei gialli di opere come Campione (1988) e Camera picta (1991). Nel 2003 presenta per la prima volta alla Galleria dell’Oca alcune sculture, che inaugurano il serrato dialogo tra pittura e scultura approfondito nella personale che gli ha dedicato il Macro di Roma nel 2006. Nel 2009 è al Mart di Rovereto.

Ha mantenuto continui contatti con il mondo del teatro realizzando le scenografie per il Parsifal di Richard Wagner, messo in scena con la regia di Peter Stein e la direzione musicale di Claudio Abbado al Festival di Salisburgo e nel 2008/2010 ha realizzato le scene de Il castello del duca Barbablù, opera di Bela Bartok, rappresentato al Teatro alla Scala di Milano ed al Het Muziektheater di Amsterdam.

 

 

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