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Siracusa| Lirica, “sequestro dell’incasso? Tutto illegittimo: in corso di revoca”

Siracusa| Lirica, “sequestro dell’incasso? Tutto illegittimo: in corso di revoca”
Spettacolo
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Riceviamo e pubblichiamo la nota del Presidente Fem Luciano Cupellini quale replica al nostro articolo.

In merito al Vostro articolo relativo al sequestro che sarebbe stato effettuato il 9 Luglio 2016 presso il botteghino di Palazzo dei Congressi a Taormina su istanza del signor Alberto Maria Antonio Munafò-Siragusa, presidente dell’Associazione Coro Lirico Siciliano, esprimiamo molti dubbi sulla legittimità dello stesso e su come sia stato eseguito dall’ufficiale giudiziario Luciano Meri, riservandoci ogni azione a tutela della nostra Fondazione FEM che nulla deve all’Associazione Coro Lirico Siciliano. Al riguardo, precisiamo che non comprendiamo cosa si possa sequestrare un incasso che non ci appartiene, in quanto non è nostro, così come non comprendiamo come un ufficiale giudiziario che deve agire in nome della legge e nel rispetto di precise ordinanze possa sequestrare qualcosa che non ci appartenga. E’ come se per i debiti di un comune si andasse a sequestrare il Vostro sito web: ma sarà l’autorità giudiziaria, a cui ci stiamo rivolgendo, a valutare l’abuso a nostro avviso compiuto dall’Ufficiale giudiziario e le nostre istanze e i nostri documenti. Infatti non poteva essere sequestrata alcuna scenografia, non nostra, né i costumi o altro, come l’incasso, perché non di nostra proprietà. Riguardo poi al signor Alberto Maria Antonio Munafò e all’Associazione Coro Lirico Siciliano, che ha un contenzioso aperto con la nostra Fondazione Fem fin dallo scorso anno, e il cui Coro Lirico Siciliano già da quest’anno è stato notoriamente escluso dalla stagione lirica a Taormina, procederemo a depositare le opportune denuncie, in quanto continua a rappresentare una realtà falsa, diffamatoria e costruita ad arte per denigrarci e danneggiarci, addirittura arrivando ad istigare le persone contro di noi. La nostra Fondazione FEM ad oggi, infatti, non deve alcun pagamento all’Associazione Coro Lirico Siciliano del signor Munafò e del signor Francesco Costa e della signora Giovanna Collica, in quanto in base a precisi contratti deve essere conteggiata la sponsorizzazione di Jacopo Sipari di Pescasseroli di ben 75.000,00 euro che ha azzerato ogni dare/avere.  L’ordinanza di sequestro a cui si fa riferimento non è una sentenza definitiva e provvederemo subito a farla revocare in quanto il signor Munafò furbescamente, ma non intelligentemente, fa finta di nulla e di ignorare tale rapporto economico regolarmente contrattualizzato, regolarmente soddisfatto e mai per altro contestato, fermo restando che la matematica non è un’opinione.  E’ chiaro che l’azione attivata dai signori Alberto Munafò e Francesco Costa e dai loro sodali era ed è azionata contro l’immagine della nostra Fondazione Fem, con i quali non collaborano più e senza la quale non hanno più avuto il pubblico presente alle loro esibizioni, visto l’insuccesso delle loro ultime partecipazioni proprio come Coro Lirico Siciliano in vari teatri al di fuori della nostra stagione.  Infine, sottolineo che la nostra Fondazione FEM subisce dal 2014 la mancanza dello stanziamento dei fondi da parte della Regione Siciliana e dell’Assessorato al Turismo, tanto che abbiamo dovuto fare ricorso al TAR per farci riconoscere la nostra legittimità ottenendo la sospensione dei procedimenti in attesa della determinazione di quanto dovremo ricevere in nostro diritto. Al riguardo concordiamo con quanto dichiarato in merito all’opportunità di verificare come vengono distribuiti in Sicilia i fondi pubblici relativi allo spettacolo, in un momento storico in cui Taormina Arte non riesce a pagare gli stipendi da 18 mesi ai propri dipendenti, il Teatro StabIle di Catania ha oltre 10 milioni di euro di debiti, il Teatro Bellini deve saldare artisti da anni, il Teatro Vittorio Emanuele di Messina è commissariato, la Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana ha oltre 10 milioni di euro di debiti, mentre magari vengono concessi finanziamenti da 1.500.000,00 per manifestazioni fantasma come accaduto nel 2011 poi dichiarati illegittimi dal TAR di Palermo (e che la Regione Siciliana fa finta di dimenticare, anziché occuparsi del recupero) e la nostra Fondazione è costretta a ricorrere ogni anno alla giustizia per avere il proprio giusto e doveroso riconoscimento economico.

Luciano Cupellini
Presidente FONDAZIONE FEM

(foto di repertorio, Siracusa)

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