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Siracusa| Ma in caso di sisma, sappiamo dove andare?

Siracusa| Ma in caso di sisma, sappiamo dove andare?
Cronaca
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Momenti di panico a Sortino, tre le scosse di terremoto avvertite prima dell’alba. Reazioni della politica: la provincia cosi come il capoluogo hanno un piano di protezione civile ed evacuazione al passo coi tempi? Fratelli d’Italia chiede la convocazione di un consiglio comunale straordinario sul tema prevenzione sismica.

E’ inutile. Nonostante siamo una delle province col tasso di anziani più elevato (come del resto in tutta la Sicilia) sono sempre i bambini, i giovani a salvare la pellaccia a tutti. Il test è quello della prevenzione sismica. Se gli adulti vanno nel panico più assoluto, alla prima scossa, sono i piccoli invece a mantenere la calma e la lucidità, a sapere come comportarsi in caso di terremoto. Dove andare e come prepararsi all’evento. E questo grazie alle lezioni e alle prove tecniche di evacuazione che periodicamente apprendono a scuola. E gli anziani? Per loro neanche un opuscoletto, un messaggio sul cellullare, un corso di aggiornamento. E poi quali sono le aree raccolta in caso di sisma? Il nostro piano di protezione civile è al passo coi tempi?

Torniamo al terremoto di Sortino. Tre scosse registrate nella notte in provincia di Siracusa dall’Ingv, Istituto Nazionale di geofisica e vulcanologia. La prima, di magnitudo 2.7, è avvenuta alle 2:45. La seconda, di magnitudo 3.2, alle 2:47. Per entrambe l’epicentro è stato localizzato a pochi chilometri da Sortino (in provincia di Siracusa), mentre la terza è avvenuta sulla costa siracusana alle 2:49, con magnitudo 2.7.

La testimonianza di una donna. “Ore 2.45. Ero sveglia, guardavo la tv. Quando ad un tratto ho sentito e visto tutti gli oggetti della cucina muoversi e cadere giù in mille pezzi. Stavolta, abbiamo ballato più del solito, la scossa è stata molto più forte rispetto alle precedenti. Paura da morire, ovvio! Però ho continuato a vedere la tv, al contrario di altra gente che ha preferito uscire da casa e riversarsi per le strade all’addiaccio. Se a Sortino ci sono aree di raccolta? Credo di si, lo spero. Ma pochi lo sanno!”. Questo il racconto di una sortinese che ha deciso di restare.

In mezzo a quella gente, per strada, ancora addormentata e impaurita c’erano anche i vigili del fuoco e le forze dell’ordine. Nel corso del sopralluogo l’esito è stato positivo, nessun danno nè a persone nè a cose. Sortino si è svegliata “ballando” ma per fortuna solo attimi di paura da raccontare. Contattato il Palazzo Municipale di Sortino ci fanno sapere dell’esistenza “di aree di raccolta individuate dalla Protezione Civile e che verranno rese pubbliche tra poco”.

La Sicilia stretta nella morsa del gelo e della fobia del terremoto. Dopo i comuni etnei è toccata alla siracusana Sortino stanotte restare sveglia. Ben tre le scosse avvertite prima dell’alba, una delle quali più forte con epicentro proprio a Sortino. Un fenomeno con cui combattere e convivere, ma molti comuni si trovano impreparati nel sapere fronteggiare persino una reazione emotiva di massa.

Non solo Sortino, ma tutta la provincia di Siracusa, capoluogo compreso, ha di che riflettere. Le reazioni. Il coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia di Siracusa esprime vicinanza ai sortinesi in particolare ma anche forte preoccupazione per l’assenza di un piano di protezione civile comunale adeguato ai tempi, come probabilmente in molte altre della provincia.

“La natura non segue le dinamiche politiche, i tempi delle amministrazioni, i tempi giudiziari, o chissà cos’altro, ma agisce, si muove – osserva Paolo Cavallaro di Fratelli d’Italia – Già il terremoto nel catanese avrebbe dovuto rompere il silenzio, come anche quelli verificatisi in altri luoghi d’Italia negli anni passati. Ma sappiamo che la nostra città una cosa la sa proprio fare bene: dormire beatamente, purtroppo cullata dal fatalismo di origini antiche”.

In effetti, pochissimi sono i cittadini che conoscono la localizzazione delle aree di raccolta, nessuna simulazione di evacuazione è stata organizzata, se non in alcuni uffici e scuole, nessuna informazione è stata resa in ordine alle vie di fuga e a sistemi rapidi e sicuri di informazioni della cittadinanza in caso di verificarsi di eventi; nessuna notizia è riportata sul sito web istituzionale del Comune, nemmeno un link, un trafiletto, un numero d’emergenza, una chat.

“E non si dimentichi che la chiusura del viadotto della Targia deve avere di fatto inciso sul vecchio piano di protezione civile, imponendo anche sotto questo profilo la necessità di una rivisitazione – aggiunge Cavallaro che continua – Rivolgiamo un appello al sindaco Italia e al presidente del consiglio comunale Scala, ciascuno per quanto di propria competenza, perché rassicurino la cittadinanza in ordine alle misure di protezione civile che saranno apprestate in caso di calamità e perché sia convocato un consiglio comunale ad hoc sul tema, per consentire alla cittadinanza di discuterne con i propri rappresentanti”. (r.t.)
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