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Siracusa | Mangiare i gatti? Possibile

14 Dicembre 2022 | by Redazione Webmarte
Siracusa | Mangiare i gatti? Possibile
Cultura
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Alla Santa Patrona di Siracusa sono legate tante tradizioni e dolci tipici come i “gatti” di Santa Lucia. Scopriamo cosa sono e come prepararli.

Avete mai mangiato i “gatti” di Santa Lucia? Non stiamo parlando di gatti veri, bensì di un dolce tipico della Svezia legato alla protettrice dei non vedenti, nonché patrona di Siracusa e tra le martiri più venerate a livello internazionale. Noti anche come Lussakatter, la stessa radice della parola, dal tedesco lucifero e gatti, viene associata alla Santa mescolando rituali pagani con culti cristiani. Secondo una antica credenza germanica, infatti, il diavolo prendeva le sembianze di un gatto e impauriva i bambini e Gesù, con l’obiettivo di allontanarlo, donava ai piccoli più meritevoli dolcetti colorati di giallo in grado con la loro luce di allontanare lucifero. Forse anche per questo motivo è stato scelto lo zafferano quale ingrediente, rendendo luminosi questi panini come se fossero piccole fiamme di candele.

Avete voglia di cimentarvi a preparare questi “gatti”? Seguiamo il procedimento suggerito dal noto sito giallozafferano.it e armiamoci di: farina 00 (800 g), burro morbido (150 g), un uovo, zucchero (55 g), lievito di birra (170 g), latte intero (15 g), zafferano in polvere (400 g), sale fino (2 g) e un po’ di uvetta (20g). Raccolti questi ingredienti, fondiamo in un pentolino il burro, aggiungendo latte e zafferano. Dopo averli bolliti, versiamo il tutto sopra il lievito. Aggiungiamo gli altri ingredienti, tranne le uvette e l’uovo. Dopo aver ottenuto una pasta morbida e non appiccicosa (va lasciata a riposo per una quarantina di minuti coperta da un panno), dividiamo la pasta in una trentina di pezzi per poi ottenere da ciascuno di esso una striscia cilindrica e fare la forma di un 8 o di una S. Decoriamo poi con l’uvetta e lasciare riposare altri quaranta minuti. Dopodiché spennelliamo le focaccine con l’uovo sbattuto e inforniamo per una decina di minuti a una temperatura di circa 250 gradi.

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