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Siracusa| Mascali è la prima libreria storica in città

Siracusa| Mascali è la prima libreria storica in città
Cultura
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Dopo le normali procedure amministrative tese a verificare il possesso dei requisiti richiesti è stato riconosciuto il valore di bene culturale nella tipologia prevista  dall’art. 10 del D.Lgs n. 42/2004 (Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio) della Casa del libro Rosario Mascali  di Siracusa.

Si inaugura una tipologia di bene vincolato per la prima volta in Sicilia (probabilmente anche in Italia) con la quale, la “Casa del libro Rosario Mascali” che apre le porte il 22 marzo 1930 in Via Maestranza 20/22 a Ortigia diviene la prima libreria storica tutelata dalla legge. Su proposta della proprietaria Marilia di Giovanni  e delle sollecitazioni del mondo intellettuale, la Soprintendenza di Siracusa, con il personale dell’unità operativa Beni bibliografici ed Archivistici,  ha analizzato tutta la documentazione relativa ed ha accertato la sussistenza dell’interesse culturale come espresso art. 13 del Codice. Questo si traduce con l’obbligo, da ora in poi, che “in quel luogo” non può che esserci la “libreria” intesa come spazio di interesse culturale, attività che viene collegata ad un luogo (il Palazzo del Governo) che era comunque già sottoposto alle prescizione di interesse culturale.

La Libreria Mascali nasce come  Deposito delle Pubblicazioni di Stato” (come recita la targa conservata all’interno della libreria stessa) e nel 1942 Rosario Mascali, la trasforma nel salotto culturale della città e, due anni dopo, vi affianca un piccola casa editrice che editerà, dal 1944 al 1985, 65 titoli.

Compito di una Soprintendenza è tutelare i beni ma, riprendendo il pensiero di Cesare Brandi, il bene prima di essere tutelato va “riconosciuto” come tale. Vi sono tra i compiti istituzionali proprio l’attenzione al territorio affinchè realtà locali vadano enucleati e questo significa studio dei processi socio economici, analisi delle fonti, verifica dei contesti e successive applicazioni di direttive ministeriali che, se correttamente utilizzate, possono contribuire a salvaguardare segmenti culturali di grande importanza.

È quello che è successo a Siracusa, proprio nel cuore della città, Ortigia, un piccolo territorio che tra il sec. XVIII e XIX viene quasi puntinato da attività produttive legate al mondo dell’editoria e del libro e che si radicano nell’isola con una fioritura di sedi di giornali, tipografie, cartolerie e librerie; luoghi di comunicazione, culle di idee e centri propulsivi dove i maggiori rappresentanti della cultura locale e attori della vita intellettuale del tempo si confrontavano. Molti i nomi e tra questi Salvatore Quasimodo, Elio Vittorini, Vitaliano Brancati, Leonardo Sciascia ,un fil rouge che arriva ai “frequentatori” di oggi tra i quali  Roberto Andò e Roberto Alajmo e Luciano Canfora.

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