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Siracusa| Metti un tè col sindaco-poeta Francesco Italia

1 Dicembre 2018 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Metti un tè col sindaco-poeta Francesco Italia
Cultura
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Ospite del primo tè letterario a casa Reimann ieri pomeriggio Francesco Italia nella doppia veste di sindaco e… poeta. A sorpresa, i volontari del Comitato Save V.R., promotore dell’iniziativa insieme al Consorzio Universitario Archimede, hanno declamato due brevi poesie scritte dal sindaco che non ha nascosto la sua commozione. “Un bel tiro mancino, complimenti! – ha esclamato, sorridendo – è la prima volta che le sento recitare e mi fa un certo effetto”.

E’ vero – ammette il sindaco Francesco Italia, sotto le pieghe di  un sorriso somigliante ad una smorfia – scrivo da quando ero piccolo, una specie di urgenza, la mia, che parte da dentro e che, quando tiro fuori, diventa catartica. Personaggio ricorrente, la nonna. “Con lei avevo un rapporto davvero speciale – confida Francesco – c’è sempre lei nei miei sfoghi letterari. E c’è molta sincerità, verità ed umanità nei miei versi. Essere sè stessi, alla fine, paga sempre”.  Italia, che ha un debole per Vittorini, scrive gli incipit: “E’ mio. Un quadratino di mondo familiare…tra i contorni della casa di fronte ed i bordi della finestra”…..”Arriva da sud quest’abbraccio di foglie, profumo di gelsomino e cannella…spettacolo di ombre distese…le voci della piazza ed il peso dei giorni”.

Italia parla a cuore aperto ai volontari del Comitato come, forse, non ha mai fatto prima. Racconta a briglie sciolte, stalvolta, la sua esperienza elettorale, i momenti che hanno preceduto la sua vittoria e gli attimi successivi. Della sua scelta di inforcare la bicicletta (lo faceva già da cinque mesi) e del suo “salto” improvviso dal divano di casa al comitato elettorale della solitaria e silenziosa Pizzuta (salone della parrocchia di S. Antonio) dove già si brindava al trionfo: “Reale…Reale…Italia, Italia, Italia, Italia…..”.

Francesco Italia mostra il suo lato umano, un inedito, una occasione perduta per chi non c’era. “Sono un timido – confessa – nessuno vuol crederci, ma è proprio cosi. Oggi sono sereno, lo sono sempre stato. Non so nemmeno da dove arrivi tanta serenità. Anzi, lo so, ma non ho bisogno di dirlo. Un ringraziamento speciale per quei giorni di grande travaglio lo devo a due persone in particolare: il primo al mio amico Michelangelo Giansiracusa, il secondo all’assessore Pierpaolo Coppa. Sono loro che mi hanno esortato per primi ad accettare la candidatura all’ultimo momento”.

Silvano La Rosa col sindaco Italia

Perchè questo flash back? Perchè è il primo incontro che avviene fra il sindaco e il Comitato, dopo mesi di “distacco”. Il gap andava colmato. L’ultima volta che Italia era stato a Villa Reimann non c’erano nemmeno i quadri appesi e solo qualche mobile da restaurare. Il sindaco ha cosi avuto modo di apprezzare l’operato dei volontari guidati da Marcello Lo Iacono e Lucia Acerra, il lavoro in progress che sta interessando il giardino, la biblioteca, la cucina e la dependance oggi saletta conferenze con tende, lampade e poltrone tirate a lucido. Ma c’è ancora tanto da fare.

E Lo Iacono ne approfitta per consegnare un documento di “buone intenzioni” al sindaco Italia che legge attentamente: “manutenzione della villa. Il reddito del fondo Case Bianche, se saggiamente amministrato, consentirà il mantenimento della villa e delle sue pertinenze. A tale riguardo, sollecitiamo la possibilità di recuperare annualmente una cifra ragguardevole se solo si concordasse oggi e si imponesse dopo alla società che gestisce il servizio idrico e che attinge per il 50% del fabbisogno cittadino ai pozzi Reimann, la corresponsione di due centesimi per ognuno dei 5 milioni di metri cubi emunti. In questo modo, si creerebbe una voce di bilancio specifica per ristrutturare il complesso architettonico di Villa Reimann, sottoposto alla tutela della Soprintendenza, salvaguardandolo dal pesante attacco delle termiti e dal degrado”.

Il secondo punto: “supportare l’eventuale organizzazione di una manifestazione a carattere internazionale da tenersi a Siracusa in memoria di Christiane Reimann, attorno alla quale il Comitato sta lavorando da giorni”. Si parla anche del recupero della famosa statuetta della nobildonna danese custodita nei magazzini del Comando dei Vigili Urbani.

La discussione prosegue serenamente attorno alla tavola imbandita: tè aromatizzati, i tipici biscotti danesi (eseguiti scrupolosamente dalla volontaria Stefania seguendo la ricetta della Reimann) e la torta di mele fuori programma di Caterina. Il sindaco apprezza lasciandosi andare con altre confidenze: “Sono un appassionato di tè, poesia e letteratura – dice mentre ammira le porcellane donate dai volontari ed i due luccicanti candelabri, unica eredità richiesta dalla Reimann alla morte dei genitori al fratello prima di mettere tutto all’asta.

Al sindaco Italia Lo Iacono e Acerra spiegano di come la latomia a tre livelli sottostante la Villa necessiti di interventi tempestivi prima che gli alberi di fico abbiano la meglio. E di scrivere alla al più presto alla Soprintendenza. Due ore dopo circa, il congedo: “Bellissima atmosfera, credo sia quella giusta, altrimenti la magia si perderebbe” – esclama il sindaco strigendo la mano in segno di ringraziamento ad ogni volontario e volontaria. Francesco Italia non ha nascosto il suo lato umano, la sua timidezza, la sua umanità. E lo fa in un momento che segna in città “un grande passaggio storico” in cui non si può mostrare debolezza. Adesso, come non mai, proseguire con coraggio diventa un must. Umanità “palpabile” dice il presidente del Consorzio Universitario Archimede, Silvano La Rosa: “Non potevamo aprire i nostri tè letterari del venerdi meglio di cosi ” . (r.t.)

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