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Siracusa| Milazzo lascia tutto. “Non salirò sul carro dei vincitori”

Siracusa| Milazzo lascia tutto. “Non salirò sul carro dei vincitori”
Politica
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Massimo Milazzo uno degli ultimi a resistere. Ieri anche lui ha ceduto: “Mi avevano promesso una poltrona ma questa campagna elettorale per la scelta del sindaco e del Consiglio Comunale non lascia presagire nulla di buono per la città. Lascio tutto”.

Ho lavorato per  costruire un polo civico di forze politiche responsabili, le quali, in un momento di infausta crisi economica, sociale, etica della città, potessero condividere   una comune visione dei problemi di Siracusa e delle soluzioni amministrative da attuare”. Massimo Milazzo è uno tra gli ultimi di questa Resistenza. Anche lui ha abbandonato l’idea di diventare sindaco di Siracusa, probabilmente dopo aver fatto un po di conta.

Dice nella sua nota l’avvocato che si definì il vero civico di questa tornata elettorale: “Ho posto sul tappeto i temi: del centro direzionale per l’accorpamento di tutti gli uffici comunali da costruire a Mazzarrona sia per dare respiro all’edilizia sia soprattutto per rendere Mazzarrona effettivamente integrata con il resto della città; dell’area di insediamento dell’industria di trasformazione agroalimentare quale nuovo binario di sviluppo economico e di produzione di posti di lavoro; della mobilità sostenibile con i parcheggi scambiatori, le piste ciclabili ed il trasporto pubblico urbano interamente su bus elettrici; del recupero del rapporto della città con il mare e del recupero delle potenzialità economiche della portualità; della rimodulazione del rapporto tra amministrazione comunale ed enti intermedi (patronati, sindacati, associazioni, ecc.); della gestione del teatro comunale attraverso il suo doveroso sganciamento dalla politica e la nomina di un direttore artistico; della vivacizzazione  delle offerte culturali e di intrattenimento”.

“Ebbene, non ho registrato alcuna seria disponibilità ad un confronto sincero sui problemi di Siracusa e sullo studio dei rimedi e non ho colto alcuna volontà di cooperare davvero ed insieme nell’esclusivo interesse della città e della gente. Per converso ho ricevuto da ogni parte  proposte di poltrone in cambio di un mero apporto elettorale.”

“Poiché le poltrone non mi interessano come insegna la mia storia e poiché questa campagna elettorale per la scelta del sindaco e del Consiglio Comunale non lascia presagire nulla di buono per la città, atteso che manca dappertutto un serio collante politico/programmatico e che l’unico legaccio raffazzonato che tiene insieme le forze politiche è quello della sommatoria di liste e possibili voti, ho deciso che dignità personale e coerenza politica impongono sia di  non saltare su uno dei tanti carri elettorali sia di sottrarsi ad una poco edificante campagna elettorale che partorirà soltanto rappresentanti  litigiosi e incapaci di comprendersi e di lavorare insieme sulle tante necessità di Siracusa”.

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