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Siracusa| Mondiali Canoa Polo, il giorno dopo

5 Settembre 2016 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Mondiali Canoa Polo, il giorno dopo
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Le reazioni del giorno dopo il grande evento sportivo in Ortigia. Le riflessioni dell’ex assessore allo sport Cavarra e del capogruppo PD Pappalardo

Il successo logistico e organizzativo dei mondiali di canoa polo hanno dato ragione a Maria Grazia Cavarra. Fu l’allora assessore comunale allo Sport ad intuire per prima e a parlarne con praticità di stadio del mare o nautico. Non mancano le reazioni al grande evento del giorno dopo. Insieme alla Cavarra interviene Francesco Pappalardo capogruppo del PD al Comune che fa notare come i mondiali svoltisi a Siracusa non abbiano attirato però  l’attenzione dei media nazionali. Riportiamo entrambe le riflessioni di seguito. Maria Grazia Cavarra, ex assessore allo sport nella giunta Garozzo: “A poche ore dal successo dei mondiali di canoa polo, che  hanno visto la città di Siracusa protagonista sui campi (e non solo), realizzati nelle acque tra il Porto Grande e il Ponte Umbertino, mi convinco sempre più del fatto che il campo scuola nautico a Siracusa, che ho immaginato e proposto a questa amministrazione, sarebbe un volano eccezionale per l’economia della nostra città e un giusto riconoscimento alle eccellenze siracusane che operano nell’ambito degli sport acquatici.Immaginate la costa dell’isolotto nonché quelle di Borgata e Mazzarrona dotate di postazioni mobili (ecosostenibili) che offrono servizi come ad esempio scuola-noleggio di canoe, snorkeling, vela, arrampicata, nuoto, pesca sportiva. Dodici mesi all’anno di turismo sportivo con picchi di presenze nei periodi in cui si igmorganizzano grandi eventi, oltre che, non meno importante, la possibilità per i residenti stessi di godere a 360 gradi del gran regalo che la natura ha fatto loro…il mare. L’idea del campo scuola nautico sin dalla sua presentazione,  avvenuta nel corso di una conferenza stampa nell’ottobre del 2014,  quando rivestivo il ruolo di assessore alle Politiche Sportive, ha innamorato tutti gli addetti al settore. Numerose realtà sportive locali avevano già dato la loro disponibilità mettendo a disposizione sedi e attrezzature. La Capitaneria di porto, presente agli incontri programmatici di sviluppo dell’idea, si era già mostrata favorevole e disponibile ad avviare insieme ai tecnici un progetto per il posizionamento delle aree sportive. Anche la facoltà di architettura aveva messo a disposizione idee e forze per la realizzazione di un punto centrale di controllo, una sorta di reception dalla quale indirizzare il fruitore verso le specifiche aree attrezzate di cui una mappa era già stata abbozzata. nStesso entusiasmo fu mostrato dal Coordinatore dell’Educazione Fisica dell’Ufficio Scolastico Provinciale e dal comitato locale del Coni. Insomma, una bella squadra formata da pubblico e privato aveva già cominciato a lavorare e poteva partorire qualcosa di veramente unico per la città, mancava davvero poco. La mia revoca non doveva rappresentare, come invece è stato, la morte di tutto ciò che si era con fatica costruito, perché quello non apparteneva a me come persona ma alla città. Se i soliti giochetti politici necessitavano dell’ingresso in giunta di altri nomi, occorreva quantomeno garantire continuità, anche nel rispetto di quei cittadini che avevano speso mesi nell’elaborazione del progetto. È un vero sacrilegio non “sfruttare” il grande potenziale e le energie locali a disposizione, per creare uno strumento che può dare ulteriore impulso al turismo e alla buona qualità della vita attraverso attività sane come quelle sportive. Mi auguro che,  se non questa amministrazione, ormai quasi alla fine del proprio mandato, almeno la successiva riprenda in mano quel progetto lasciato in un cassetto di quella stanzetta umida, non elegante ma che da luglio 2013 a dicembre 2014 era quotidianamente aperta e frequentata da tutti quei cittadini sportivi e non, che volevano partecipare a un nuovo modo di vivere la propria città”.  Di seguito il commento del capogruppo PD Francesco Pappalardo sul “mutismo” dei media nazionale: ” È la vittoria dello sport . Il titolo del mondo 2016 approda dopo grandi sacrifici degli atleti azzurri che conquistano la medaglia d’oro. Una manifestazione formidabile in uno scenario urbano unico al mondo e con uno sforzo organizzativo immenso a cui va un grande plauso. Ma c’è dell’incredibile un sistema televisivo nazionale che a stento l’ultimo giorno fa la diretta ed un’istante dopo passa ad altro! È la solita storia degli sport “minori” che invece di essere divulgati perché palestra di vita, perché luogo in cui si consumano i veri valori dello sport, per miracolo ci si ritrova una stentata diretta televisiva. Che “tragedia ” per restare in tema con la storia che ha fatto grande questa città. Mi chiedo ma non sono atleti anche questi, non hanno fatto sacrifici anche loro? Non fanno parte di una federazione nazionale? “.

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