breaking news

Siracusa | No alla costruzione del Resort di Ognina: l’Efs indica la strada della conservazione dei luoghi

27 Ottobre 2021 | by Redazione Webmarte
Siracusa | No alla costruzione del Resort di Ognina: l’Efs indica la strada della conservazione dei luoghi
Attualità
'
0

A intervenire è il segretario della sezione di Siracusa per l’Ente Fauna Siciliana Marco Mastriani, che motiva la sua contrarietà alla realizzazione di ulteriori villaggi turistici lungo la costa siracusana, già compromessa da tanti edifici e strutture private realizzate nei decenni passati che hanno non solo deturpato la costa, il paesaggio e in molte aree anche vietata di fatto la fruizione pubblica della risorsa mare.

Dopo la conferenza dei servizi svoltasi in data 18 ottobre 2021 presso il Comune di Siracusa, con la presenza dei rappresentanti della Sovrintendenza di Siracusa, del Genio civile, del Comune di Siracusa per la realizzazione del resort presso Ognina di Siracusa, la cui conferenza dei servizi ha palesato un diniego motivato dal parere negativo dell’Assessorato Regionale al Territorio e Ambiente, della Sovrintendenza di Siracusa e del Comune di Siracusa, il cui piano paesaggistico definisce le aree interessate a livello due e tre di tutela e quindi impone il non stravolgimento del paesaggio con la non possibilità di varianti allo strumento urbanistico, arriva anche il no di Efs. “Personalmente sono contrario alla realizzazione di ulteriori villaggi turistici lungo la costa siracusana, già compromessa da tanti edifici e strutture private realizzate nei decenni passati che hanno non solo deturpato la costa, – dice Mastriani – il paesaggio e in molte aree anche vietata di fatto la fruizione pubblica della risorsa mare. Nel merito, i livelli di tutela del piano paesaggistico chiariscono in maniera indelebile l’importanza del paesaggio come bene culturale e quindi come elemento da preservare e tutelare, specialmente in un tratto di costa siracusana dove rimane ancora non edificato questo lembo di terra tra Ognina e Fontane Bianche e che rappresenta realmente un bene culturale e un’attrazione naturale che deve essere tutelata ma anche valorizzata per una adeguata e consapevole fruizione”.

“Dopo il no della conferenza dei servizi, si vada oltre e si realizzi concretamente un piano di intervento che mette in risalto le testimonianze culturali, archeologiche, ambientali e naturali di quel magnifico tratto di costa che preserva importanti resti archeologici e testimonianze del passato. – prosegue Mastriani – Passeggiando lungo la costa oltre ad ammirare la bellezza del porto di Ognina, la cui importanza è già accertata in periodo preistorico, possono essere visitati beni culturali importanti come la torre di Ognina, la cui testimonianze risalgono già al XV sec. d.c., utilizzata per l’avvistamento di eventuali incursioni e recentemente ristrutturata, le antiche fornaci di periodo romano, molteplici latomie superficiali e diverse piante che vivono in ambienti costieri e che avvalorano l’importanza ambientale dell’area. Pertanto si inizi a pensare ad una concreta valorizzazione dell’intero tratto di costa che possa mettere in risalto l’importanza culturale e naturale dei luoghi, consentendo una più adeguata fruizione per i visitatori che possono ammirare la bellezza dei luoghi, profondamente in stretto contatto con la risorsa mare. Si continui a parlare e ad operare per la tutela dei luoghi, ma allo stesso tempo non si abbandonino e si portino avanti azioni e progetti di valorizzazione culturale degli stessi, al fine di puntare sempre di più su un modello di sviluppo turistico che si incentri sul conoscenza del patrimonio culturale, ambientale, naturale e in generale sull’Ecoturismo, preservando allo stesso tempo la naturalità dei luoghi. – ha concluso – Ora si passi concretamente alla valorizzazione culturale dell’intero tratto di costa con il pieno coinvolgimento dei cittadini..”

Ad intervenire è anche Paolo Scalora, archeologo e studioso del territorio: “Il litorale e il mare di Ognina sono di grande interesse scientifico come provato dalle indagini archeologiche iniziate negli anni Sessanta dello scorso secolo, a seguito di primi fortuiti rinvenimenti subacquei e della scoperta di un deposito archeologico sull’isolotto, indagato da Luigi Bernabò Brea, un prezioso sito destinato prima o poi a vedersi strappato dalla furia del mare (e forse non solo) quell’ultimo lembo di terra ove sono sedimentate le tracce antropiche di un passato che va dal neolitico all’età bizantina. Una località come Ognina, che come le altre limitrofe in passato è stata oggetto della cementificazione scriteriata, ha bisogno di essere tutelata e valorizzata costantemente perché la sua identità storica non sia cancellata o anche solo minacciata da qualunque intervento antropico irrispettoso nei confronti della natura e della cultura. Confidando nei futuri buoni propositi per il nostro territorio, sarebbe gradita la ripresa dello scavo sull’isolotto (quantomeno) per portare a termine ciò che per troppo tempo è rimasto incompiuto, restituendo alla scienza una documentazione altrimenti destinata (prima o poi) ad irrimediabile perdita. Operazione che non sarebbe esclusiva degli addetti ai lavori, ma che a mio avviso rappresenterebbe una buona e sana occasione di crescita e grande visibilità per Siracusa dai risvolti anche turistici. Sarebbe gradita maggiore attenzione anche per le contigue contrade di Asparano e Arenella che presentano una valenza naturalistica e archeologica altrettanto rilevante”.

Please follow and like us:
error0
fb-share-icon20
Tweet 20
fb-share-icon20

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *