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Siracusa| “Nuova bozza ospedaliera penalizza la provincia”

Siracusa| “Nuova bozza ospedaliera penalizza la provincia”
Sanità
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Sanità. Vinciullo: “La nuova bozza della Rete Ospedaliera penalizza la provincia di Siracusa. Non rispettati gli standard previsti dal D.M.70. La conferenza dei Sindaci si riunisca immediatamente per rivendicare i  nostri diritti. Pronti alla barricata per difendere la Sanità pubblica, a cominciare dalla radioterapia”.

Con l’emanazione del D.M. 70/2015, il cosiddetto “Decreto Ministeriale Lorenzin”, era stato imposto alle Regioni un nuovo metodo di programmazione dell’assistenza ospedaliera e della riclassificazione della tipologia dei presidi ospedalieri, oltre che della metodologia del calcolo dei posti letto. Lo dichiara Vincenzo Vinciullo. Nell’applicazione del citato D.M., la provincia di Siracusa era stata la prima e l’unica che aveva rispettato e adeguato il numero dei suoi posti letto al fine del raggiungimento dei parametri che erano stati individuati dal D.M. 70/2015.

In particolare, il D.M. 70/2015 stabilisce che vi deve essere una Unità Operativa Complessa (UOC) ogni 17,5 posti letto e 1,31 Unità Operative Semplice sempre ogni 17,5 posti letto.Con la bozza proposta dall’Assessore regionale, la provincia di Siracusa, che, ripeto, ha già raggiunto gli standard previsti dal D.M. Lorenzin, vengono ridotti i posti letto, le UOC e le UOS in un tentativo alquanto maldestro di spogliarci di quelli che sono i diritti riconosciuti dalla legge dei cittadini della provincia di Siracusa.

Non contesto il fatto che la provincia di Siracusa sia stata inserita nel Bacino 1, insieme a Catania e Ragusa, contesto il tentativo che viene fatto, in maniera evidente, di sottomettere la sanità siracusana a quella catanese, attraverso la soppressione di posti letto, UOC e UOS che alla fine, andranno, sicuramente, ad incrementare ulteriormente la sanità pubblica della provincia di Catania.

Come ha dimostrato la vicenda drammatica della signora affetta da una gravissima patologia che, egoisticamente, non è stata accolta nelle strutture sanitarie catanesi, per settimane, e che poi, solo dietro una manifestazione di generale indignazione, ha avuto, per qualche ora, prima del suo tragico venir meno, ospitalità in un reparto ospedaliero catanese, la provincia di Siracusa non può affidare i propri diritti sanitari alla presunta benevolenza dei vicini catanesi. Quello che colpisce, nella bozza predisposta dall’Assessorato, è innanzitutto la riduzione di ulteriori 18 posti letto, la riduzione di 15 UOC, l’ulteriore riduzione di UOS e un generale ridimensionamento delle strutture ospedaliere, che rimane inspiegabile, perché colpisce branche altamente operative e senza le quali sarebbe necessario tornare nuovamente a Catania: dall’oncologia alla radioterapia, dal pronto soccorso alla psichiatria, dall’ortopedia alla neonatologia con l’obiettivo chiaro di voler subordinare la sanità pubblica siracusana a quella di Catania.

In particolare, colpisce e lascia alquanto stupefatti la presunta chiusura della radioterapia. Ma è così? Nella bozza non sono previsti numeri riferibili alla radioterapia.Ricordo a tutti, ha continuato Vinciullo, che l’istituzione della radioterapia in provincia di Siracusa, in Commissione Sanità, è stata, insieme al finanziamento del nuovo ospedale di Siracusa, la mia battaglia quotidiana, pertanto sappiano tutti che farò le barricate nel caso in cui la radioterapia venisse messa in discussione e dovessero iniziare nuovamente i viaggi della speranza dei malati oncologici siracusani verso altre province.

E comunque questa assenza non si comprende, infatti come può l’Assessorato dimenticare di aver speso tante risorse per la realizzazione della radioterapia e poi la stessa non viene menzionata?Spero che trattasi di un refuso, come di refuso si tratta sicuramente la vicenda legata all’UOC di oncologia, un discorso che, ad una prima lettura, non maliziosa, appare schizofrenico perché non si comprende il motivo per il quale l’UOC non deve avere posti letto e l’UOS invece sì.Come non si comprende, se non attraverso una interpretazione maliziosa, la soppressione dell’UOC di Neonatologia con l’Unità di Terapia Intensiva NeonataleLa neonatologia a Siracusa, con il dott. Gaetano Tirantello, è stata la prima in Sicilia nell’assistenza al neonato nei primi giorni di vita ed ha assicurato sempre standard altissimi abbattendo di molto la mortalità prenatale e neonatale.

L’eliminazione dell’UOC di neonatologia, con l’UTIN ci fa tornare indietro di 45 anni, mortifica la nostra provincia, subordina definitivamente la nostra ostetricia e la ginecologia, apprezzata in tutta Italia, alla sanità catanese, fa venire meno inspiegabilmente, le linee guida fissate dal Ministro Lorenzin sull’assistenza neonatale e prenatale anche in seguito alla drammatica vicenda che ebbe come vittima una neonata a cui non si riuscì a trovare posto in alcun ospedale morendo su un’ambulanza e su cui la magistratura non si è ancora pronunciata definitivamente.

E, insieme a questa UOC, viene soppressa l’UOC di ortopedia di Lentini, quella del pronto soccorso, della farmacia, della direzione sanitaria, attraverso un uso abnorme dei poteri che la legge conferisce all’Assessorato. La bozza inoltre nel rifunzionalizzare strategicamente tutto il nuovo assetto sanitario della provincia, impedisce al territorio di scegliere come invece accaduto fino all’ultima bozza. Quello che emerge, a prima vista, è il tentativo dell’Assessorato di imporre al territorio una sua visione della sanità che vuole che Siracusa diventi definitivamente una succursale di Catania, una dependance senza anima, in quanto con occhiuto interesse si colpiscono gli ospedali di Lentini e Augusta che sono una trincea a tutela della sanità pubblica della provincia Siracusa a meno che non si voglia tornare a dare in appalto la sanità pubblica di Siracusa ai privati come succedeva fino a qualche anno fa.

Nei quasi 10 anni in cui sono stato deputato nonché segretario della Commissione Sanità, ha proseguito Vinciullo, mi sono sempre battuto affinché la sanità della nostra provincia avesse il giusto riconoscimento e il giusto sostegno da parte della Regione con l’acquisto di attrezzature di alta specializzazione per competere con la sanità privata.Con questa bozza viene meno sia il potenziamento della sanità pubblica quanto la possibilità di competere con il privato e si immagina un percorso con il quale si consegnano le  strutture della nostra provincia al Bacino 1 dove Catania spadroneggia anche per la presenza incolpevole, da questo punto di vista, dell’università.

Pertanto già dalla prossima settimana credo che sia necessario convocare una conferenza dei sindaci in modo tale che tutti i 21 sindaci della provincia, mettendo da parte divisioni, visioni diverse delle strategie sanitarie locali, prendano atto che, così come avvenuto con l’IACP e precedentemente con l’ex ASI e la Camera di Commercio, nonché con la Banca d’Italia, c’è in atto un tentativo maldestro, che noi impediremo, di assoggettare la salute dei cittadini siracusani alla sanità catanese.

Questo assoggettamento non è assolutamente previsto dal decreto Lorenzin, non è previsto dalla Costituzione e dallo Statuto della Regione Siciliana, non è previsto dalla Carta dei Diritti del Malato.Contro questo tentativo di assoggettamento, ha concluso Vinciullo, da subito dobbiamo alzare la voce, rivendicare i nostri diritti chiedere l’immediato ritiro della bozza, in modo tale che vi sia una costatazione dei dati oggettivi e che l’Assessorato si renda conto che Siracusa già rispetta gli standard previsti dal D.M. Lorenzin, quindi si vada a tagliare dove ci sono tassi altissimi di sprechi, a cominciare propri da Catania e non si tenti, dato la nostra debolezza, di infierire sul nostro territorio che negli ultimi anni, a differenza delle altre province, ha sempre rispettato tutti gli standard minimi e che, di conseguenza non può sopportare ulteriori scippi e non può scendere sotto i dati minimi previsti dal DM 70.

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