breaking news

Siracusa| Nuovo ospedale. Su S. Panagia niet della politica e della storia

22 Gennaio 2018 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Nuovo ospedale. Su S. Panagia niet della politica e della storia
Politica
'
0

Niet della politica e ora della cultura all’area di Santa Panagia indicata dai Cinquestelle per la realizzazione del nuovo necessario, irrinviabile ospedale di Siracusa. Vinciullo indica l’area vicino all’ex ONP, caldeggiato dall’amministrazione comunale: “Quell’area lì è a forma di Elle”

Lamba Doria stamattina, al fianco di Enzo Vinciullo in questa impresa, tiene a precisare una cosa: “Il nostro no è espresso in termini storici culturali – sottolinea il presidente Alberto Moscuzza – come associazione non entriamo nel merito del dibattito politico ma solo nel fatto storico. A noi interessa tutelare quel sito. In campo politico interverranno i nostri politici. Diciamo solo che l’ospedale in quel sito indicato dai Cinquestelle è irrealizzabile. I Cinquestelle sbagliano perchè non hanno evidentemente dati certi ed aggiornati da un punto di vista storico di cosa rappresenta quel luogo”.

Lo sapranno sicuramente i più avanti con gli anni. “Se spara u cannuni i Santa Panagia”. Un vecchio detto siracusano che risale al 1939 giorno dell’impianto del cannone della batteria che fece storia nei conflitti mondiali. Un detto che ancora oggi qualcuno ricorda e tramanda.  Evidentemente, la portata storica militare di quel sito non è ben chiara ai più, cosi Lamba Doria ha pensato bene di interpellare la Sovrintendenza. Insomma, quest’area è vincolata per svariati motivi. Ce li elenca Enzo Vinciullo che, invece, ribadisce la sua idea iniziale: il nuovo ospedale va costruito al Villaggio Miano, molto prima, proprio alle spalle di Scaringi per intederci meglio.

Il problema di fondo è meramente politico. C’è un duro scontro sul caso ospedale nuovo che paralizza qualsiasi azione propositiva e, soprattutto, fa non assegnare i fondi relativi. Gia è successo. La ministra Lorenzin fu chiara: “Datemi l’area e vi mando subito i soldi”. Evidentemente, la politica siracusana non vuole vincere la sfida. Vinciullo ribatte sulla convenienza di costruire ed in fretta per non perdere i contributi, nell’area adiacente l’ex ONP. E non dentro l’ONP cosi come si era caldeggiato in un primo momento. Bisogna tener presente poi che per realizzare il nuovo ospedale occorrerebbero qualcosa come 90 mila ettari di terreno.

Intanto perchè Santa Panagia viene scartata come ipotesi? “Quell’area non può essere destinata a nuove edificazioni perchè vincolata nel nuovo piano paesaggistico – spiegano Vinciullo e Moscuzza –  è zona rossa, con precisi vincoli militari, la cui proprietà non apaprtiene nè alla Regione nè al Comune ma al demanio militare”. Vincoli archeologici: è vicina le mura dionigiane (secondo il decreto Morinello, già assessore regionale ai Beni Culturali).

Vinciullo snocciola i vari cavilli. “Vincolo paesaggistico: l’assesorato ai beni culturali ha confermato la decisione assunta a suo tempo dalla Soprintendenza di rendere inedificabile l’area che sarebbe l’ultima non edificata che dà sul mar Ionio (Dalla Mazzariona sino a via Arsenale tutti terreni edificati in maniera selvaggia). Quest’area per essere disponibile per 90mila metri quadrati, deve essere prima ceduta dalla Marina Militare al Demanio Civile. E quanti anni passerebbero? La Marina difficilmente cederà quest’area proprio per la valenza storica e l’attenzione per la base di difesa della costa siciliana famosa anche in Italia”.

Ammesso che passi la proposta di sdemilitarizzare, l’area dovrebbe passare alla Regione che, attraverso l’Asp, dovrebbe fare una richiesta alla Soprintendenza di togliere tutti i vincoli attualmente esistenti. Ma potrà la Soprintendenza smentire se stessa e dire che le mura dionigiane andranno distrutte e che si è sbagliata? E la Marina sopporterà l’onta di vedere le sue basi distrutte cosi come accaduto con l’Areonautica di viale Santa Panagia?”

Si prevederebbe un contenzioso che non finirebbe mai, lontano dai tempi certi e celeri del nuovo ospedale.  Ammettiano che tra qualche decennio la Marina ceda l’area, ovvio che quest ‘area dovrà essere inserita in un Prg e modificata. Comprese le strade di accesso. “immaginate  la difficoltà per chi viene da Floridia e Avola, ma anche da Ortigia stessa, verso una zona scarsamente conosciuta per quanto concerne la viabilita?

Bisogna allora riporre la palla al centro. “Dobbiamo dire all’ amministrazione comunale, causa della perdita dei finanziamenti per il troppo cincischiare – dice Vinciullo – se non avesse deciso di cambiare area saremmo già col primo piano fatto. Ma quella lettera inviata a Zappìa e Borsellino (che non ha mai risposto) di cambiare l’area è la causa di tutti i mali. Dopo aree improponibili, l’amministrazione Garozzo, arrogante e sciatta, ha pensato di indicare un’altra area dentro l’ex Onp, dimenticando che sull’area c’è vincolo regio decreto e che l’Arpa aveva detto che non era possibile estirpare nemmeno una pianta”.

E poi c’è un quid che non convince nemmeno per l’area indicata dal Comune “ A quell’area sul Prg l’amminostrazione comunale ha pensato di aggiungerne un pezzo di proprieta del Comune – spiega Vinciullo – solo che l’area in questione invece di avere forma di rettagonolo o quadrato è a forma di Elle. E’ impensabile si possa donare quel terreno alla Regione, non sarebbe conforme alle prescrizioni in materia di edilizia sanitaria. Piuttosto, occorrerebbe ristabilite un’area dove poter costruire a norma di legge. La Lorenzin è stata chiara, indicando un percorso intrapres dal Piemonte: “datemi l’area adatta e vi darò subito i soldi”.

Cosa propone invece Vinciullo. L’area indicata dall’amministrazione potrebbe servire da collegamento tra ONP e e nuovo ospedale. Ma bisogna prevedere l’elisuperficie che non si può realizzare sul tetto del nuovo edificio. Che necessita pure di un campo fotovoltaico per evitare oltre 4 mllioni di euro l’anno di spese per la luce che sborsa oggi all’Asp. Insieme a macchinari nuovi, ad ulteriori posti letto e altro personale”.

La costruzione dell’ospedale, insomma, deve necessariamente rispondera ad una precisa logica: “il collegamento tra Epipoli e la statale 124, esigenze di protezione civile. Una park way che scorra da S Corrado Confalonieri, attraverso via Madre Teresa di Calcutta e Scala Greca in collegamento con le vie e e le strutture pubbliche più importanti della città. Un “tunnel”  che servirebbe anche come via di fuga visto che il viadotto non lo è affatto.  La Soprintendenza avrebbe detto pure di si. Non ultimo, l’eliminazione della vecchia “panoramica”, attualmente in una situazione vergognosa, e la sua trasformazione in strada pedonale e cicalbile”. Chi vincerà la sfida con la Lorenzin? (r.t.) 

Please follow and like us:
error0
fb-share-icon20
Tweet 20
fb-share-icon20

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com