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Siracusa| Oggi a Villa Reimann il ricordo di Enzo Maiorca

13 Novembre 2018 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Oggi a Villa Reimann il ricordo di Enzo Maiorca
Attualità
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Due anni senza Enzo Maiorca, un siracusano doc, innamorato della sua città, del suo mare. Il “re degli abissi” manca a tutti. La sua voce forte e chiara, le sue idee forti e chiare, il suo senso critico e l’approccio alla bellezza a 360 gradi.

Oggi Enzo Maiorca verrà ricordato alle ore 18 a Villa Reimann con lo shortbook “Il mio mare” di Aldo Mantineo, con la prefazione della figlia di Enzo Maiorca, Patrizia (nella foto col padre), e la postfazione di Fabio Granata che tratteggia un ricordo personale della grande amicizia con il record man mondiale di apnea.

Protagonista il mare di Siracusa, naturalmente. Aldo Mantineo riprende le sue “memorie” di cronista per raccontare la storia di un sedicenne innamorato del mare, Santiago. Appuntamento oggi nell’auditorium di Villa Reimann, rimesso a nuovo dai volontari del Comitato Save Villa Reimann in collaborazione col Consorzio Universitario “Archimede”. Luogo e occasione da cui emergerà chiara anche la volontà di intitolare al grande Enzo Maiorca una strada, una piazza, un edificio, una sala conferenze. Meglio ancora, un percorso marino nel profondo blu dell’Area Marina Protetta del Plemmirio.

Ecco appena un’anticipazione de “Il mio mare” editore di Sampognaro&Pupi. “Mi ero immerso in una secca poco lontana dal capo che protendendosi verso il mare aperto chiude a sud la baia di Siracusa. Quella mattina mi accadde di arpionare una cernia. Una cernia robusta, combattiva. Si scatenò sul fondo una vera e propria lotta titanica fra la cernia che pretendeva di salvare la sua vita e me che pretendevo di togliergliela. La cernia era incastrata in una cavità fra due pareti; cercando di rendermi conto della sua posizione passai la mano destra lungo il suo ventre. Il suo cuore pulsava terrorizzato, impazzito dalla paura. E con quel pulsare di sangue ho capito che stavo uccidendo un essere vivente. Da allora il mio fucile subacqueo giace come un relitto, un reperto archeologico impolverato nella cantina di casa mia. Era il 1967.”

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