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Pachino| Operazione Maschere Nude, guai per l’ex sindaco

23 Novembre 2016 | by Redazione Webmarte
Pachino| Operazione Maschere Nude, guai per l’ex sindaco
Cronaca
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La Polizia porta a termine le indagini con arresti importanti. Guai per l’ez sindaco Bonaiuto e per due consiglieri comunali per concussione. Avrebbero chiesto tangenti per spettacoli. Arresti anche per spaccio di droga, un gruppo ben consolidato agiva tra la provincia siracusana e Catania.

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Nella giornata di ieri, personale di Polizia Giudiziaria della Squadra Mobile di Siracusa e del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Pachino, al termine di una complessa ed articolata attività investigativa, supportata da intercettazioni telefoniche ed ambientali, coordinata dalla Procura di Siracusa nella persona del Sost.Proc. Dr. Antonio Nicastro, ha notificato avvisi conclusioni indagini nei riguardi delle seguenti persone, per il reato di  concussione in concorso: Salvatore Giuliano, di Pachino (classe 1962), già noto alle forze di polizia; Salvatore Spataro di Pachino (classe 1959), ex assessore allo Sport, Turismo e Spettacolo del Comune di Pachino e consigliere comunale in carica. Paolo Bonaiuto,, di Pachino (classe 1959), ex sindaco del comune di Pachino, Massimo Agricola ( classe 1971), residente a Pachino, consigliere comunale in carica del Comune di Pachino. In particolare, Bonaiuto, all’epoca sindaco del comune di Pachino, l’Agricola in qualità di consigliere comunale, il Giuliano e lo Spataro nelle vesti di intermediari, avrebbero costretto un imprenditore, titolare di una ditta aggiudicataria del servizio di noleggio service  per la manifestazione dell’agosto pachinese 2012 per l’importo di 30.250,000, a versare una tangente pari a 10.000,00 euro sotto la minaccia della mancata emissione del mandato di pagamento. Spataro avrebbe commissionato il lavoro quando era in carica come assessore presso il Comune di Pachino, pretendendo la somma di 10.000,00 euro quale tangente per lo spettacolo dell’agosto pachinese del 2012, somma che sarebbe stata pretesa anche dal sindaco Bonaiuto e dal consigliere Agricola, al fine di deliberare il mandato di pagamento per le opere prestate in occasione dell’estate 2012 ed estromettendo così Spataro e Giuliano, in quanto Spataro non ricopriva più alcuna carica in seno al consiglio comunale. La somma, per metà importo, sarebbe stata intascata dall’allora sindaco e da Agricola, mentre altri cinquemila euro sarebbero stati incassati da Spataro, che li aveva divisi con  Giuliano. I servizi tecnici di intercettazione, sviluppati nel corso della stessa indagine hanno, inoltre, consentito di acquisire importanti ed ineludibili elementi di responsabilità in ordine ad una attività di spaccio di sostanze stupefacenti, a carico dei seguenti soggetti, indagati per: detenzione e cessione continuata di sostanza stupefacent, cocaina, hashish, marijuna. Salvatore Giuliano di Pachino ( classe 1962), già noto alle forze di polizia . Salvatore Spataro di Pachino (classe 1959), ex assessore allo Sport, Turismo e Spettacolo del Comune di Pachino e consigliere comunale in carica. Massimo Vizzini ( classe 1973), residente a Pachino,  già noto alle forze di polizia . Maria Parisio, di Pachino ( classe 1968),  già nota alle forze di polizia . Sebastiano Meli, di Pachino ( classe 1965), già noto alle forze di polizia; Salvatore Palermo, Alessandro Fabio, di Catania (classe 1985),  già noto alle forze di polizia; Salvatore Cannavò, di Catania ( classe 1964),  già noto alle forze di polizia. Gli indagati, in concorso tra loro, con più condotte esecutive del medesimo disegno criminoso, illecitamente avrebbero detenuto e ceduto a terzi sostanza stupefacente quale cocaina, hashish, marijuana, dal dicembre 2013 al febbraio 2014. L’attività investigativa ha evidenziato anzitutto le condotte illecite poste in essere da Giuliano e Spataro: i due indagati, infatti, in forza dello spessore criminale di Giuliano e dei molteplici contatti che questi vantava nel mondo delinquenziale della vicina città di Catania, hanno acquisito la disponibilità di considerevoli quantitativi  di sostanze stupefacenti del tipo cocaina e marijuana, poi immessi sul mercato di Pachino e dei comuni limitrofi. Giuliano, in particolare, prestava particolare attenzione al coinvolgimento nello spaccio al minuto, al fine di non attirare le attenzioni delle Forze di Polizia. Nell’ambito della stessa indagine sarebbero emersi inoltre inequivocabili elementi di responsabilità a carico un ulteriore gruppo, anch’esso attivo nel settore dell’approvvigionamento e dello spaccio di droga. In tale contesto si è evidenziata la figura di Meli, anello di congiunzione con l’hinterland catanese e che per conto sia di Cannavò, detto “Giovanni cicala”, (catanese) che di Palermo Salvatore Fabio Alessandro inteso “Toro seduto” (catanese), avrebbe provveduto ad effettuare consegne di droga e a riscuotere il denaro della vendita dello stupefacente da Vizzini, pachinese e della convivente di quest’ultimo Mari Parisio. Le responsabilità del gruppo di sarebbero state comprovate, oltre che dalle attività tecniche, anche dall’arresto in flagranza di reato di alcuni suoi componenti, (il Meli nel gennaio 2014 ed il Vizzini Massimo nell’aprile 2014) trovati in possesso di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti e dal conseguente sequestro di droga (18 grammi di cocaina e 2 kg di marijuana) da parte degli agenti della Polizia di Stato, Squadra Mobile e Commissariato di Pachino (“definiti nel linguaggio criptico criminale come “teste di lametta”). Le intercettazioni avrebbero fatto trasparire un rapporto tra gli indagati duraturo e consolidato nel tempo, basato sulla reciproca fiducia, ed avente come fine precipuo il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti (denominate nel linguaggio criminale a volte “cassette di roba” altre come “mortadella” o “datterino” mentre le sostanze per tagliare la droga denominate “medicinale per i sorci”, “Pillole per lo stomaco”), tra Catania-Pachino-Portopalo di Capo Passero, con un profitto di migliaia di euro. Nei riguardi dei soggetti indagati, era stata inizialmente richiesta ordinanza di custodia cautelare in carcere. Tuttavia, stante il lasso di tempo trascorso, venute meno le esigenze cautelari,  si è proceduto alla sola notifica degli avvisi conclusione indagini.

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