breaking news

Siracusa| Operazione “Quo vado”, ex Provincia: scoperti 29 furbetti del cartellino

7 Settembre 2016 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Operazione “Quo vado”, ex Provincia: scoperti 29 furbetti del cartellino
Cronaca
0
Contestato il reato di truffa aggravata e per alcuni dipendenti anche quello di false attestazioni o certificazioni nell’utilizzo del badge. I provvedimenti frutto di una complessa attività investigativa partita nel gennaio del 2015. Effettuate 6.800 ore di videoregistrazioni. Oltre 1.100 le ore di assenza scoperte dalle fiamme gialle a fronte di 2.538 ore di servizio, con percentuali di assenteismo dal 12 all’85 per cento.

Scoperti dalla Guardia di Finanza ventinove furbetti del cartellino, tutti dipendenti dell’ex Provincia regionale di Siracusa, oggi Libero Consorzio Comunale. Nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica, le fiamme gialle hanno infatti notificato oggi 29 avvisi di conclusione indagine nei confronti di altrettanti dipendenti pubblici in servizio presso quattro sedi del Libero Consorzio Comunale di Siracusa. Coordinate dal procuratore capo Francesco Paolo Giordano e dirette dal sostituto Antonio Nicastro, le indagini sono state eseguite dalla compagnia del capoluogo e hanno consentito di contestare l’ipotesi di truffa aggravata e per alcuni soggetti anche di false attestazioni o certificazioni nell’utilizzo del badge.

I provvedimenti emessi dall’autorità giudiziaria costituiscono l’epilogo di una complessa attività investigativa avviata nel gennaio del 2015 che ha consentito di rilevare le condotte illecite dei dipendenti, i quali, anche con la complicità di altri colleghi, si assentavano ingiustificatamente dal posto di lavoro, facendo risultare in maniera fraudolenta la presenza per l’intero turno previsto. Condotte che sono state accertate mediante una minuziosa attività di videoregistrazione. Le microtelecamere installate nel perimetro di alcune sedi di servizio dell’ex Provincia hanno consentito di rilevare che i dipendenti, durante lo svolgimento del proprio turno lavorativo, uscivano dalle strutture senza giustificato motivo. La maggior parte erano deputati a mansioni d’ufficio, attività per le quali era esclusa la possibilità di prestare servizio all’esterno.

igmNel complesso, gli investigatori delle fiamme gialle hanno visualizzato 6.800 ore effettive di videoregistrazioni. I finanzieri hanno svolto anche ulteriori attività di riscontro, quali pedinamenti e osservazioni con l’ausilio di Gps posizionati sulle autovetture degli indagati. È stato accertato che durante l’orario di lavoro i dipendenti monitorati si dedicavano ad attività private quali shopping per le vie di Ortigia o in centri commerciali, in supermercati e mercatini rionali, visite mediche presso strutture sanitarie pubbliche e private, lavori di giardinaggio per conto di privati. Spesso sono stati anche ripresi dalle telecamere nelle proprie abitazioni durante il turno di lavoro. Le operazioni di videoregistrazione hanno inoltre permesso di rilevare altre gravi irregolarità commesse da alcuni dipendenti che timbravano il badge di altri colleghi consentendo loro di raggiungere in ritardo l’ufficio o di allontanarsene in anticipo o addirittura di assentarsene per l’intero turno. Le risultanze investigative sono state poi poste in correlazione con i turni di lavoro riportati nei prospetti mensili di ciascun dipendente, da cui è emersa la contabilizzazione di più ore rispetto a quelle effettivamente prestate con relativo danno all’erario.

Le assenze quantificate dalla Guardia di Finanza ammontano a circa 1.114 ore a fronte di 2.538 di servizio programmate nei 137 giorni di durata degli accertamenti: una percentuale di assenza minima del 12.5 per cento e massima dell’85.5 per cento con una media del 40 per cento. Le maggiori irregolarità sono state comunque accertate nella sede di via Roma dove la quasi totalità degli addetti agli spazi espositivi, circa 16 unità, erano agevolati dal fatto che utilizzavano un registro cartaceo da loro stessi compilato e custodito, in contrasto con le circolari emanate dall’ente. L’utilizzo del registro cartaceo consentiva ai dipendenti “malintenzionati” di sottrarsi arbitrariamente all’orario di servizio, anche per l’intero turno, avendo assicurata, in ogni modo, la possibilità di operare successivamente, il più delle volte il giorno dopo, “gli aggiustamenti” necessari. La conseguenza è stata un’alta percentuale di assenza ingiustificata, fino all’85 per cento in un mese.

«Prosegue con determinazione da parte della Procura della Repubblica e in questo caso della Guardia di Finanza – ha sottolineato il procuratore Francesco Paolo Giordano – l’attività di controllo della legalità nella pubblica amministrazione e quando c’è impegno e sinergia i risultati arrivano. I presunti dipendenti infedeli saranno deferiti all’amministrazione di appartenenza per i provvedimenti disciplinari, ivi compreso il possibile licenziamento, e anche alla procura regionale presso la Corte dei Conti. Le indagini – ha proseguito – hanno messo in evidenza anche l’assenza completa di controlli interni».

Immagine giornalisti

Please follow and like us:
error0
fb-share-icon20
Tweet 20
fb-share-icon20

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com