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Siracusa| Ospedale a Pizzuta o S.Panagia. Oppure Avola.

11 Febbraio 2018 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Ospedale a Pizzuta o S.Panagia. Oppure Avola.
Politica
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Cavallaro (Diventerà Bellissima): “Santa Panagia e Pizzuta appaiono inopportune. La  prima per la difficoltà legata alla sua acquisizione al Comune e alla sua edificabilità. Entrambe per l’assenza di un adeguato assetto viario circostante”. Alternativa, prolungamento del Di Maria di Avola.

Tutti d’accordo. La struttura dell’Umberto I è oramai vetusta ed inadeguata. Il prossimo consiglio comunale dovrà assumere una decisione importante, non prima però di avere ascoltato gli esperti del settore. Bisogna iniziare dal chiedersi che tipo di ospedale vada realizzato a Siracusa, quale bacino  di utenza debba servire.
Regna ancora l’indecisionismo e il conflitto sull’area da scegliere. Tra “batteria” Santa Panagia e ex Onp alla Pizzuta (più altro pezzetto di terreno adiacente da espropriare) pare che la bilancia sin qui penda dalla parte della seconda opzione. Ma non tutti sono convinti.  Secondo Paolo Cavallaro (foto) (Diventerà Bellissima) l’area va individuata, possibilmente e per ovvie ragioni, tra quelle più vicine all’autostrada, tenendo conto della sismicità del nostro territorio e dall’attuale assenza di strade sicure sotto il profilo antisismico.
“Per questo motivo, per Cavallaro, sia l’area di Santa Panagia su area demaniale di competenza della Marina Militare, proposta dal deputato Stefano Zito, sia quella alla Pizzuta, appaiono inopportune. La  prima per la difficoltà legata alla sua acquisizione al Comune e alla sua edificabilità – spiega Cavallaro – entrambe per l’assenza di un adeguato assetto viario circostante.
“Riguardo l’area della Pizzuta, l’idea di tunnel e bretelle per il raggiungimento dell’autostrada appaiono spreco di risorse pubbliche e vanno cercate valide alternative. Si può pensare persino al recupero di strutture esistenti, evitando utilizzo di nuovo suolo. La palla al prossimo consiglio comunale, Diventerà Bellissima farà la propria parte”.
Cavallaro ha anche il suo “oppure” rispetto a S. Panagia e Pizzuta. Perchè non pensare ad Avola? Tutto parte da lontano. “Il punto è questo, secondo me non è stata fatta una buona istruttoria della questione – afferma Cavallaro – è stato fatto un censimento di tutte le aree demaniali e comunali e private utili? Sono stati sentiti i medici e le categorie? Che tipo di ospedale vogliamo avere, per noi siracusani o di caratura provinciale?”.
Da questa riflessione Cavallaro deduce Avola. “In quest’ultimo caso si potrebbe pensare ad un ampliamento del Di Maria, vicino all’autostrada. Io sono per un modesto ospedale siracusano, dobbiamo essere realisti. Secondo me, occorre riaprire il dibattito con dirigenti comunali, operatori sanitari e Asp”. (r.t.)
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