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Siracusa | Partito Democratico. Scontro tra l’Area Dem e il segretario provinciale Adorno

Siracusa | Partito Democratico. Scontro tra l’Area Dem e il segretario provinciale Adorno
Politica
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In un documento politico a firma dei componenti dell’Area Dem in provincia di Siracusa, i dirigenti del Partito Democratico criticano l’operato della segreteria provinciale e chiedono le dimissioni del segretario Salvo Adorno.

“Lo stato di stallo in cui si trova oggi il Partito Democratico della provincia di Siracusa è una situazione nella quale non ci sentiamo a nostro agio”. Non usa mezzi l’Area Dem per esprimere il proprio giudizio negativo sull’operato del segretario provinciale del partito Salvo Adorno, e lo fa attraverso un comunicato a firma di 33 membri dell’assemblea provinciale del PD sui 72 eletti, ai quali si aggiungono i nomi di Vincenzo Pupillo (componente Assemblea Regionale e membro di diritto dell’Assemblea Provinciale), Giuseppe Demma (componente della Direzione Regionale) Piergiorgio Gerratana  (componente dell’Assemblea Regionale) e Salvatore Sbona (componente di diritto dell’Assemblea Provinciale), nel quale si chiedono le dimissioni dell’attuale segretario per favorire “l’avvio di una nuova fase di ricomposizione ampia e senza preconcetti all’interno del partito”.

“Non si avverte – afferma il comunicato a firma di Area Dem – la spinta che sarebbe necessaria per contribuire a cambiare le cose. Sembra una condizione di assenza di ossigeno, senza respiro e con lo sguardo appannato. E’ una sensazione sgradevole che ci convince che nessuna svolta positiva potrà arrivare da parte dell’attuale Segretario Provinciale, dopo quasi un anno di attese e di speranze conseguenti al congresso tenutosi il 21 giugno 2020 che ha visto l’elezione di Salvo Adorno alla carica di Segretario Provinciale del Partito Democratico della provincia di Siracusa. I fatti e le dichiarazioni degli ultimi giorni hanno irrimediabilmente aggravato lo stato di crisi. E’ stato un anno nel quale il partito è rimasto fermo, immobile, senza momenti di partecipazione e confronto e senza saper sviluppare un’azione incisiva in grado attrarre consenso.

In questo anno il gruppo dirigente ha interloquito soltanto attraverso articoli di giornale e dichiarazioni a mezzo stampa, senza alcun reale coinvolgimento collettivo e senza discussioni all’interno degli organismi eletti dal Congresso. In talune circostanze questo comportamento è apparso quasi come una provocazione, una sorta di sfida ad accendere la polemica con lo scopo di evidenziare che coloro che non avevano condiviso l’impostazione del Segretario fossero animati da una volontà̀ distruttiva nei confronti del partito.

Abbiamo vissuto un anno nel quale nessuna delle sporadiche iniziative assunte dal partito è stata concordata e condivisa; nel quale ognuno si è arrogato il diritto di parlare pubblicamente in nome e per conto del Partito Democratico su questioni sulle quali nessun deliberato degli organi statutariamente eletti era mai stato preso. Abbiamo vissuto un anno nel quale gli organi che avrebbero dovuto presiedere al corretto funzionamento del partito non sono stati costituiti (la Direzione Provinciale, il Comitato di Tesoreria) o sono stati bloccati (la Commissione Provinciale di Garanzia) per la pretesa di imporre decisioni dirette a controllarli; nel quale non sono state affrontate e approfondite questioni fondamentali quali le elezioni amministrative nei Comuni e la successiva analisi del voto, con effetti drammaticamente negativi nella tornata del 2020 a partire da quello di non aver neppure presentato una lista di riferimento del PD nelle elezioni comunali di Augusta, secondo centro della provincia per importanza e dimensione.

Il rinvio delle elezioni amministrative nei comuni di Ferla, Lentini, Noto, Pachino, Rosolini e Sortino offre, fortunatamente, la possibilità̀ di approfondire una discussione diretta a dare una concreta mano di aiuto ai Circoli impegnati, in questa condizione, nel compito quasi proibitivo di rendere competitiva la loro partecipazione alle elezioni. E’ stato un anno segnato dalla pandemia e dalle conseguenze che ha prodotto: le malattie, la scomparsa di tante persone fragili, la pressione sui servizi sanitari, i gravi effetti socio-economici generati dai licenziamenti e dalla perdita di prospettive per il futuro. E’ venuta a mancare la socialità e sono aumentati nei cittadini le paure e i momenti di sconforto. Tutto questo avrebbe dovuto e dovrebbe far scaturire nel gruppo dirigente grande senso di responsabilità con una presa di coscienza collettiva che le divergenze vanno accantonate e che occorre sviluppare un’azione unitaria e condivisa in grado di garantire certezze a una società sempre più smarrita.

Nel Partito Democratico della provincia di Siracusa tutto ciò non è avvenuto. E’ perdurata una logica di “vincitori e vinti” che ha avuto come unico effetto l’annullamento di ogni forma di presenza sostanziale utile ad affrontare la fase che si stava e si sta vivendo e la classificazione di ogni questione sollevata all’interno di uno schema di sopravvivenza di gruppo dirigente, a prescindere da oggettive valutazioni di merito e di metodo. Questo è accaduto nonostante, invece, in sede nazionale nel partito è sempre prevalso il senso del dovere e quello dello Stato, anche quando la situazione è diventata estremamente difficoltosa e, stando al Governo, il partito si è venuto a trovare ad affrontare una rotta incerta e insicura.

La nuova fase storica che si è aperta, che ha trovato nella figura preziosa e ferma del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella un punto di riferimento insostituibile, ha visto la nascita di un Governo di responsabilità nazionale guidato dal Presidente del Consiglio Mario Draghi e l’avvio di una nuova stagione per il Partito Democratico affidata alla Segreteria di Enrico Letta. Si tratta di una fase nella quale tutti siamo chiamati ad assumere un ruolo da protagonisti responsabili nello sforzo costruttivo di conquistare la fiducia dei cittadini e di programmare il futuro. E’ iniziato un tempo di collaborazione e non di contrapposizione, di unione in un progetto ambizioso, faticoso, popolare, coinvolgente che si coniughi con le sensibilità e le istanze dei territori e rilanci il partito rendendolo motore della partecipazione delle comunità̀ alle scelte.

Queste considerazioni ci spingono a ritenere che il Segretario Provinciale Salvo Adorno dovrebbe dare le dimissioni dalla carica che ha sinora ricoperto per avviare una nuova pagina di gestione condivisa del Partito Democratico della provincia di Siracusa, che potrà avvenire solo lavorando insieme con spirito di servizio e rispetto reciproco. In questo anno, a nostro avviso, è stata sprecata una grande opportunità̀ e l’avvio di una nuova fase, che auspichiamo avvenga in modo composto, ci offre la possibilità di costruire un futuro unitario per il partito che vogliamo che deve essere progressista nei valori, riformista nei metodi, radicale nei comportamenti.

L’auspicata prossima fine della pandemia, come afferma il nostro Segretario Enrico Letta, libererà una grande energia, un entusiasmo proprio della “tempesta appena superata” e potrà consentirci di recuperare parte del tempo perduto se sapremo operare uniti, forti e orgogliosi per quello che siamo e per quello che potremo fare per l’intera comunità provinciale.

Vogliamo costruire un vero partito, una comunità ispirata da valori comuni che pratichi l’ascolto

reciproco, la collaborazione, l’amicizia. Nella nostra azione comune deve trovare spazio vitale il dialogo e la critica costruttiva. E’ questo, in fondo, il metodo che abbiamo seguito nei mesi trascorsi e che ci ha condotto a rinunciare a logiche disfattiste nonostante le incomprensibili esclusioni e discriminazioni.

Il futuro della nostra provincia e delle nostre comunità non dipenderà, tuttavia, solo dalle buone idee e dalla buona politica ma, oggi più che mai, dipenderà dalle azioni di lotta che sapremo mettere in campo, coinvolgendo le nostre popolazioni che, dopo tante disillusioni e torti subiti, sono desiderose di riprendere in mano con dignità e forza il proprio destino. Il nostro partito deve tornare ad essere lo strumento attraverso il quale le istanze dei cittadini e degli elettori arrivino concretamente all’attenzione delle istituzioni e si tramutino in risposte concrete alle loro domande.

Per queste ragioni – conclude – i sottoscritti componenti dell’Assemblea Provinciale del Partito Democratico della provincia di Siracusa aderenti ad “AREA DEM” eletti con la mozione “RICOSTRUIAMO” ritengono che l’attuale Segretario Provinciale Salvo Adorno debba dimettersi favorendo l’avvio di una nuova fase di ricomposizione ampia e senza preconcetti all’interno del partito”.

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