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Siracusa| PD, “Lo Giudice prigioniero di un patto scellerato”

22 Novembre 2017 | by Redazione Webmarte
Siracusa| PD, “Lo Giudice prigioniero di un patto scellerato”
Politica
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L’ex assessore regionale Bruno Marziano interviene sulla crisi interna al centro sinistra e invoca l’unità del partito in vista delle nazionali. E al segretario proviciale dice: “Caro Alessio, servono ora atti e decisioni forti per ritrovare la funzione di garante di questo  processo”.

Il deputato uscente del PD Bruno Marziano, sconfitto da Giovanni Cafeo nelle ultime elezioni regionali, invoca la convocazione di tutti gli organismi del centrosinistra per andare a discutere subito il da farsi in vista delle prossime elezioni per le politiche. E auspica che il PD non commetta lo stesso errore, la competizione sterile interna alle varie anime del partito.

Per ricondurre il PD all’unità però urge un vero condottiero. A quanto pare per Marziano l’attuale segretario provinciale Alessio Lo Giudice non avrebbe le carte in regola per accompagnare il centrosinistra verso questo processo unitario. Di seguito la lettera aperta di Marziano a Lo Giuduce.

“Mi ha  fatto piacere sentirti usare  la parola “pudore” per richiamare ad un confronto interno con toni meno aspri. Ma voglio però chiederti:  non avrebbero dovuto provare pudore i vertici regionali del partito, se non addirittura vergogna,  nell’avere gestito la vicenda delle candidature nella provincia di Siracusa continuando a promettere, fino all’ultimo minuto (fino alle 10:30) dell’ultimo giorno utile per la presentazione delle liste, l’inserimento di Cutrufo e Basso, pur sapendo che questo avrebbe modificato radicalmente la decisione degli organismi dirigenti?

Impegno non profuso, invece,  nell’ utilizzare il loro ruolo per trovare tutti assieme  le soluzioni migliori per il successo del PD e del Centrosinistra. Provocando quindi  la situazione paradossale per cui uno viene costretto a candidarsi in un’altro partito e un altro  a non candidarsi. Non avrebbero dovuto provare pudore se non vergogna nell’aver gestito in modo disastroso questa vicenda portando in generale il Centrosinistra ad un risultato ora sotto gli occhi di tutti?

Non è forse questo il frutto dell’idea che si erano fatti i vertici regionali del PD, secondo la quale , visto che le elezioni sarebbero state perse, l’unico obiettivo era garantirsi la maggioranza di deputati amici di corrente  tra gli undici probabili eletti  del PD?

E non avrebbero dovuto provare  vergogna Matteo Orfini, Fausto Raciti  e Antonio Rubino quando, assieme a te  e ad altri, hanno dato vita in piena campagna elettorale alla componente interna  dei cosiddetti Giovani Turchi in provincia di Siracusa, intervenendo  così pesantemente nelle dinamiche elettorali allora in corso?

E non avrebbero dovuto provare anche vergogna quando nel corso  di quella riunione è stato chiesto ai sindaci della zona nord , uno dei quali non iscritto al PD e un anno fa candidato  sindaco di altra compagine contro un esponente del PD,  è di stipulare  un patto anti-Marziano con il quale si chiedeva ai quei sindaci e amministratori della zona, assessori e consiglieri di maggioranza, di sostenere un candidato della lista con l’impegno da parte dei su citati vertici di garantire poi l’elezione al parlamento nazionale del sindaco Basso? E non ti pare che questo abbia inciso, non solo nel risultato in questi tre comuni ma in generale, nella dinamica elettorale in tutta la provincia ?

Caro Alessio, come sai la prossima importante scadenza elettorale (elezioni politiche) non prevede una competizione interna al partito, come per le regionali, ma presuppone come condizione per il successo la piena unità tra tutte le componenti interne a sostegno dei candidati, sia quelli che saranno indicati nel collegi uninominali che di quelli che verranno indicati nella quota proporzionale.

Solo questa condizione potrà garantire un successo al PD  e al Centrosinistra  che partono già da condizioni elettorali di svantaggio rispetto agli altri due schieramenti. Caro Alessio, servono ora atti e decisioni forti per ritrovare la funzione di garante di questo  processo, altrimenti  rischi di apparire prigioniero  di un patto scellerato stipulato all’esterno degli organismi del PD  che porterà alla sconfitta sia nei collegi che nella quota proporzionale.

Solo un partito che ritrovi le ragioni della sua  unità può rapidamente mettere in atto iniziative che lo facciano reinsediare fra gli strati popolari che si sono allontani da noi  e farlo tornare  a parlare di investimenti  per l’occupazione, diritto al lavoro, lotta alla diseguaglianze sociali.

Ecco, caro Alessio, lascio a te la decisione sul da farsi. Aprire una nuova fase nella vita interna del pattuito o rimanere prigioniero di  un patto che penalizzerà prima le sorti del PD e mortificherà poi  il tuo stesso ruolo. Su questi temi ti invito a convocare la più presto o gli organismi del partito per la valutazione del voto ed affrontare le scadenze elettorali”.

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