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Siracusa| PD senza pace, non c’è intesa nemmeno nella maggioranza

6 Novembre 2016 | by Redazione Webmarte
Siracusa| PD senza pace, non c’è intesa nemmeno nella maggioranza
Politica
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Traballa la faglia “PD”, fratture ora anche nella maggioranza in consiglio. Le ammonizioni del vice segretario Giansiracusa: “Siamo stanchi di Raiti, Lo Giudice, Foti e Zappulla”. Quest’ultimo va dritto per la sua strada e domani convocherà il tavolo per il Sud e Lavoro.

igm

Era inevitabile. Le continue scosse provenienti dalla segreteria provinciale del PD hanno infine interessato la “faglia” del Consiglio Comunale, in particolare la maggioranza del partito di governo che si spacca definitivamente in due, forse anche tre tronconi, e annuncia “prese di distanza” dal sindaco e dalla sua giunta. Al centro del contenzioso i “toni” della dialettica politica interna al PD. Lo scossone interessa comunque e da tempo anche i vertici del partito democratico di sinistra. Non c’è più intesa. Il triunvirato Lo Giudice-Giansiracusa-Scalorino non regge più il gioco tormentato evidentemente causato da altri sopra di esso. E cosi, il botta risposta tra il segretario provinciale Alessio Lo Giudice e il suo vice, uno dei due in particolare, Michelangelo Giansiracusa sindaco del virtuoso comune di Ferla ma soprattutto esponente di quella parte del PD che non ha avuto mai a simpatia Lo Giudice sin dai tempi della sua candidatura alle Primarie per correre verso la poltrona di sindaco, e dopo come assessore ai Lavori Pubblici. Sentimento reciproco che porta alla scrematura di una compagine politica. E cosi da una parte i  renziani dall’altra i riformisti e moderati con Pippo Zappulla che per lunedì alle 19 a Scala Greca ha convocato un tavolo pubblico per il “Sud e Lavoro. Riforme e Democrazia. Le nostre ragioni per il no” col il portavoce provinciale dell’area Turi Raiti e l’assessore regionale Bruno Marziano. Conclusioni di Pierluigi Bersani. Frattanto arrivano le ammonizioni del vice segretario PC Michelangelo Giansiracusa: “La richiesta di abbassare i toni proveniente da parte di autorevoli esponenti del Partito come Salvo Baio e dal Segretario Provinciale, Alessio Lo Giudice arriva molto al di là del tempo massimo, dopo un silenzio assordante e colpevole. Di più. Il segretario smentisce se stesso affermando di accorgersi solo ora dell’incredibile danno di immagine prodotto al partito dalle polemiche di tipo giudiziario. Tanto più che è partita da lui la richiesta di azzeramento della giunta in conseguenza e all’indomani di avvisi di garanzia ad assessori che, come la cronaca dimostra, si sono conclusi con l’archiviazione.
Prima di veicolare appelli, bisognerebbe chiedere umilmente scusa agli interessati e all’intero Partito e da questa vicenda iniziare una vera e profonda riflessione politica, nel pieno rispetto del ruolo della magistratura, ma non dimenticando mai il ruolo di quadri dirigenti che siamo chiamati a svolgere nel Partito e nelle comunità da noi amministrate”. “L’’inasprimento dei toni – ribadisce Giansiracusa – è stato consentito dal segretario provinciale, che con il suo assordante silenzio ha di fatto avallato l’agire politico di Princiotta e Zappulla per finalità che, ahi noi, con la Politica, con la P maiuscola non hanno nulla a che vedere!! Non potendo appellarci al senso di responsabilità del segretario, evanescente e impalpabile come un fantasma, questa volta sarà forse il caso di rivolgerci ad un medium per interpretare le sue dichiarazioni e controdichiarazioni. Ad una squadra di “ghostbusters” potremo, invece, rivolgerci per chiedere conto delle apparizioni e sparizioni del suo nome nei manifesti in cui appare come relatore a convegni di partito che prima sostengono il “sì” al referendum e qualche giorno dopo il “no”, guarda caso in compagnia degli stessi in nome e per conto dei quali sempre agisce e interviene. Per la serie: “coerenza, questa sconosciuta”. Gli iscritti sono stufi dell’ipocrisia che caratterizza una parte del Partito, ovvero l’asse Zappulla-Foti-Lo Giudice-Raiti, che si è appiattita su una posizione estrema che va ben oltre il consueto agone politico, ma mira a destabilizzare il Sindaco e la Giunta della città di Siracusa, che hanno agito in modo trasparente, onesto e tenendo sempre alta l’asticella della legalità con i fatti e non solo con le parole”.

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