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Siracusa| Perché sciogliamo “Siracusa verso Sinistra Italiana”

Siracusa| Perché sciogliamo “Siracusa verso Sinistra Italiana”
Politica
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La frantumazione del PD in piccoli movimenti genera anche questo annullamento: Fai: “Abbiamo esaurito ognu funzione locale ma anche nazionale nell’adesione a “Sinistra Italiana”, in ragione del fatto che, l’esito del congresso di Rimini ha visto il nuovo partito attestato su posizioni di radicalismo, distanti dalle originarie esigenze”. Tra le cause anche il “conflitto giudiziario” esploso nelle ultime settimane.

Breve vita a Siracusa per Verso Sinistra Italiana. Il movimento è stato ufficialmente sciolto, lo ha annunciato il suo portavoce Roberto Fai: “Preso atto che dopo il voto dirompente del No del 4 dicembre, le aree politiche, a sinistra del PD, sono assestate in un quadro ben chiaro di partiti e movimenti che vanno da “Art. 1, Democratici e Progressisti” a “Sinistra Italiana” (cui sembra aggregarsi il movimento “Possibile” di Civati), al “Campo progressista” di Pisapia – finalizzato, quest’ultimo, a un’area di tessitura tra le tutte le “anime” della sinistra –, riteniamo che qualsiasi aggregazione a carattere “localistico” (come quello cui avevamo dato vita, oltre un anno fa, di “Siracusa verso Sinistra Italiana”) abbia esaurito ogni funzione, stante che è all’ordine del giorno, a questo punto, l’adesione ai partiti, sopra citati, che evidenziano un chiaro percorso politico nazionale”.

E ancora: “Anche per quanto riguarda “Siracusa verso Sinistra Italiana” – nata per seguire il processo avviato da “Sinistra Italiana” –, vengono meno, per i motivi sopra detti, le ragioni della sua permanenza “locale”, ma anche quelle della sua stessa adesione a “Sinistra Italiana”, in ragione del fatto che, l’esito del congresso di Rimini del febbraio scorso, ha visto il nuovo partito attestato su posizioni di radicalismo, distanti dalle originarie esigenze di voler costruire un soggetto politico teso a ridare autorevolezza ad una sinistra di governo, sì da “rappresentare” una prospettiva di ampio coinvolgimento sociale”.

“Di là dalle scelte individuali o di gruppi che gli esponenti di “Siracusa verso Sinistra italiana” intenderanno fare in piena autonomia, aderendo o meno a qualcuno dei partiti a sinistra del PD, il nostro impegno è volto, in provincia, ad appoggiare la candidatura di Antonio Annino a sindaco di Melilli e di Gianni Limoli per sindaco di Floridia. Altra cosa è la questione relativa alle battaglie politiche che si riproporranno a breve per il rinnovo del Consiglio Comunale e di un sindaco competente, credibile e all’altezza di rappresentare il meglio di Siracusa dal 2018 al 2023”.

“L’urgenza di mettere a tema un profilo strategico-politico per le prossime elezioni per Siracusa città non può essere confinato in un lavoro di stretta connotazione “di sinistra” – per come appare ed è “Siracusa verso Sinistra Italiana”. Lo stato di penosa improduttività amministrativa dei quattro anni della Giunta Garozzo, unito alla totale inefficienza politica dell’intero gruppo dirigente del PD siracusano, per l’epilogo nefasto e inconcludente verso cui si avvia questa stagione amministrativa, richiedono e sollecitano un lavoro diffuso, capillare e di ampia tessitura politico-strategica, di forte discontinuità civica e di trasparenza nelle scelte decisive – ben oltre le mere distinzioni “nominalistiche” tra partiti pseudo-riformatori e non”.

“E’ davvero pietosa la condizione in cui Garozzo, il PD e il loro sodalizio inconcludente stanno lasciando (irrisolti) i tanti problemi della città, con un’opinione pubblica, smarrita e confusa, costretta a subire impotente il declino della città. Solamente l’avvio repentino di una profonda discontinuità etica, politica e progettuale – che veda un rinnovato impegno civico-politico e amministrativo delle forze migliori della città, dal punto di vista sociale, professionale, culturale e imprenditoriale – è in grado di “liberare” Siracusa da un ceto politico-amministrativo, morto mentre era ancora in fasce”.

“Peraltro, lo scenario di una «via giudiziaria al governo della città» – frutto amaro di questi quattro anni di vita politica – è segnato da un quadro opaco e vischioso, reso emblematico dalle inchieste che contrappongono la magistratura inquirente di Messina a quella di Siracusa. Con apprensione seguiamo il “conflitto giudiziario” emerso in queste settimane, che vede in tensione segmenti dei due distretti della Magistratura siciliana, al punto da far sospettare che a Siracusa un “convitato di pietra” abbia mosso le fila in questi anni, rendendo torbide le acque, già limacciose, delle trame di un potere gelatinoso dentro cui si sono mossi, per lungo tempo, interessi poco chiari, mentre la classe dirigente e amministrativa in città è apparsa, o condizionata da vecchi legami di potere melmoso, o, in ogni caso, non all’altezza da spezzare definitivamente le consorterie di affari che da decenni condizionano la vita democratica e lo sviluppo economico-sociale di Siracusa”.

“Dopo questi pietosi quattro anni di amministrazione locale, Siracusa merita molto di più di questo ceto politico di presunti “rottamatori” da strapaese. Sciogliendo il movimento “Siracusa verso Sinistra Italiana”, queste riflessioni e questi propositi intendiamo offrire all’attenzione dell’opinione pubblica siracusana.

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