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Siracusa| Pinelli saluta l’Inda e la Città: “Strade già tracciate, continuate così”

20 Dicembre 2018 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Pinelli saluta l’Inda e la Città: “Strade già tracciate, continuate così”
Spettacolo
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Ieri il saluto dell’ex commissario Inda Pier Francesco Pinelli ai Siracusani ed alla macchina organizzativa Inda che ha guidato per tre anni. Cosa ha lasciato Pinelli, che da commissario era diventato frattanto consigliere delegato, in eredità nel giorno della sua partenza verso altre mete professionali al pari ambiziose?

Non voleva essere assolutamente un “de profundis”, questo no, anche se toni ed atmosfera erano molto grevi. Occhi rossi. Perchè, alla fine, è dispiaciuto salutare il “rigido commissario” Pinelli. A dire il vero, di quel tal “ingegnere idraulico” prestato al Teatro, per giunta Greco, se ne era parlato un po’ “senza freni”, e con la solita politica del sospetto. Sarà all’altezza? Il tempo darà la giusta risposta, che non si farà attendere. Basterà la prima stagione per comprendere che di Pinelli, probabilmente, Inda e Teatro ne avevano davvero bisogno. Rigore, lente di ingrandimento, eccesso di zelo, scelte – spesso – a rischio di impopolarità, coraggio di investire verso nuove sfide culturali (come la commedia). E mille altri modi per descrivere l’era Pinelli. Ma il percorso è ormai tracciato: da qui, da ora ad innanzi, non si dovrebbe/potrebbe più strabordare. Questo, almeno, il suo auspicio. Qualcuno gli sussurra: “Con lei qui legalità, trasparenza, correttezza sono state rispettate. E ora che succederà? “Ma non è detto che non si continui così!” – risponde l’ex commissario.

Pinelli con gli allievi della “Giusto Monaco”

La ringhiera alle scalette del portone principale, il pianoforte restaurato dopo decenni. Piccoli segnali, ma sostanziali. Pier Francesco Pinelli, già sovrintendente Inda, lascia molto di più al Dramma Antico di Siracusa: su tutte, il prolungamento della stagione, da due mesi a tre. Ma è a Pinelli che si deve l’esperimento andato a buon termine del cosiddetto “camouflage” del Teatro Greco, le nuove sedute realizzate nella cavea del Temenite. Una primizia anche l’assunzione con bando pubblico per il personale a contratto determinato. E poi, il record di pubblico e di incassi (circa 1 milione di euro) per la sola commedia. L’ultimo fiore all’occhiello: l’inaugurazione della nuova sede dell’Accademia “Giusto Monaco” nell’ex convento di San Francesco di via Gargallo, grazie alla disponibilità del Comune di Siracusa.

Insomma, la gestione Pinelli ha aperto senz’altro strade che restano e che non possono non proseguire. “Sono contento di essermi occupato di Inda e Teatro Greco – dice Pinelli al Salone Amorelli affollatissimo – sono stati tre anni pieni, intensi e con il mio solito spirito di squadra. Per me, non a caso, è stato importante indossare quella maglia con su scritto “Crew”: perchè se un capo non vive la vita della sua truppa, non potrà mai capire la sua truppa. Come dire che io ho giurato solo per questa maglia!”.

E poi la storia sulla “sana antipatia” per colpa di quella porta sempre chiusa. “Era un difensiva nei confronti dell’istituzione – chiarisce Pinelli – Prova ne è che, in questi tre anni, sono entrate solo cose che hanno fatto bene a questo Ente. Anche facendomi nemici. In realtà, è stato solo un atto di amore. Perchè questo luogo ha bisogno di amore”.

Un particolare ringraziamento all’associazione Amici dell’Inda e al suo presidente Pucci Piccione (“tra le pochissime realtà a fare qualcosa per l’Inda”). Ed a proposito: “Mi piacerebbe che questa città facesse molto di più per il Dramma Antico, che facesse il tifo per questa Istituzione – esclama Pier Francesco Pinelli che tiene a precisare il motivo della sua nomina: “Nel 2016 divenni commissario per delle difficoltà emerse nell’interpretazione del vecchio statuto. Oggi penso che venga migliorata la legge Inda in modo da dare una governance più snella ed efficace. Per  esempio, la Scala di Milano ha un bilancio di 125 milioni di euro, un Cda e un Sovrintendente. Fine. Al contrario dell’Inda che ha un bilancio di 6 milioni e mezzo di euro l’anno, un presidente ma ha un Cda, un sovrintendente ed un consigliere delegato!”.

Pinelli lascia i conti apposto e con un altro record: l’Inda di Siracusa è il primo ente teatrale come reddito, non ha mai chiesto un prestito. Non accade in nessun teatro d’Italia. “L’Inda è un gioiello che ho avuto tra le mani e che oggi rivendo – ha commentato Pinelli – e che può dare ancora di più”.

Il commiato. “Non è stato facile decidere di smettere, di andar via da qui – ammette l’ex commissario Inda – E’ anche vero che tutte le cose hanno un tempo. I miei impegni professionali erano diventati ormai cosi fitti ed intensi che non riuscivo più a diffondere all’Inda le giuste forze ed energie come dovevo”.

Ancora un ultimo grazie a tutti, a Siracusa, alle maestranze, al pubblico del Teatro greco, un discorso finale che viene interrotto dalla commozione,  un nodo alla gola che piglia un po’ tutti in sala. “Meglio lasciar cantare i ragazzi dell’Accademia – dice Pinelli sorridendo mentre va in scena un’altra meraviglia del teatro classico con gli allievi della “Giusto Monaco” diretti da Simonetta Cartia. Il madrigale è un brindisi a chi parte. Un arrivederci. E non poteva esserci brano più bello e più giusto. All’incontro era presente anche il sindaco Francesco Italia.  (r.t.) (foto di Franca Centaro)

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