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Siracusa| Pioggia. Cercasi ingegnere idraulico. O contadino.

Siracusa| Pioggia. Cercasi ingegnere idraulico. O contadino.
Cronaca
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Non è stata la bomba d’acqua di qualche giorno fa, ma il problema dell’impianto pluviale si è riproposto anche stamattina con la pioggia torrenziale d’autunno. E non sarà di certo l’ultima. Cercasi esperto di “regime d’acque”.

Solite strade allagate, specie in periferia, zona Epipoli primeggia. Manca il cosiddetto drenaggio anche all’uscita nord di Siracusa, direzione Targia, dove le strade allagate hanno causato parecchi ingorghi di prima mattina. Caduta di pioggia, dopo tutto, normale, niente di eccezionale dal punto di vista della portata. Il peggioramento dovrebbe però arrivare dal primo pomeriggio in poi. Sotto accusa anche gli accessi alle scuole. Di tutte, indiscriminatamente. Il maltempo crea ingorghi e fa andare il traffico in tilt, questo lo si sa, e c’è da registrare il mancato intervento del Comune laddove si rende necessario: a cominciare dal sistema drenaggio pluviale (nessuno ancora sa come e cosa fare) al ripristino dei tombini tappati dai rifiuti (vedi via Avola). Per fortuna, ha tenuto bene il campo sportivo De Simone che oggi ospiterà la gara Siracusa -Matera.

E allora come risolvere il problema? Chi interpellare? Logica vuole che si rimandi la soluzione a un esperto, a un ingegnere idraulico. A Siracusa uno veramente bravo ci sarebbe, ma è indaffarato a fare tutt’altro, come è noto. Meglio per lui. Allora a chi demandare questo incredibile compito di ridisegnare la mappa urbana del cosiddetto regime delle acque. Mentre ci si interroga il cielo ricomincia a caricarsi di nuvoloni neri. Non si può più aspettare.

Rivolgiamoci all’esperto, allora, e chi se non al buon contadino di una volta. Che provvedeva da solo, sapientemente ed in fretta, all’irrigazione del proprio terreno, a canalizzare le acque quando diventavano veri e propri torrenti violenti che potevano mettere a rischio le coltivazioni. Vero è che il terreno è morbido, assorbe – ci spiega un ex contadino oggi novantenne –  e che le strade sono fatte di asfalto. Però il mio suggerimento al signor sindaco è, laddove è richiesto, di fare delle strade a dorso di asino, con le canalette laterali, cosi come avviene nei paesini di montagna dove le strade, se ci fate caso, sono più abbombate in modo che l’acqua scorre via lateralmente. Adesso non so se si usa – ci racconta ancora l’anziano e saggio signore.

Si, d’accordo, ma questa acqua dove va a finire? Tutto scorre ma per andare dove? “A mare – ci risponde sorridendo l’anziano e saggio contadino – Vero è che il regime acque in città è tutto sotterraneo. Non ci sarebbe il problema di aggiustare, semmai di aumentare i tombini collegati alla condotte sotterranee che sboccano a mare”.

E sin qui niente di nuovo, il sistema è già ben collaudato ma funziona male in certe zone, vedi Piazza Euripide, attorno alla rotatoria dove una volta c’era il vecchio ponte di ferro Anche li ci sono i tombini collegati al canale sotterraneo purtroppo però il deflusso delle acque piovane è stato costruito a livello del mare e la spinta dell’acqua, specie quando il mare è in tormenta, crea una reazione di “blocco speculare” delle due masse d’acqua. La piovana e la marina. In pratica le stesse onde creerebbero un tappo per cui l’acqua piovana rimarrebbe fuori ad inondare sistematicamente lo slargo.

Nella zona alta, Scala Greca, Teracati, la situazione cambia, in peggio.  Pochissimi tombini, ci si affida alla legge fisica della pendenza naturale delle strade.  Cosi l’acqua scende e confluisce su viale Teracati sino a San Giovanni e scende ancora violentemente per finire ad acconcarsi dove trova spazio a fine pendenza: rotatoria di viale Teocrito e Cripta del Santuario.

Insomma, il regime delle acque piovane a Siracusa pare funzioni attraverso la regola dei “vasi comunicanti”. Con una spinta dall’alto verso il basso. Dove i danni non si contano.

“Sono dieci anni che vivo in via Mozia – esplode Laura Mudanò – sono mamma di tre bambini che ogni giorno devo accompagnare a scuola e come per me i disagi sono per tutti i residenti di questa squadra che è di competenza comunale ma non è mai stata asfaltata. Solo pietriccio. E tanta polvere d’estate, fango d’inverno. Qui si trasforma in un vero acquitrinio, difficile uscire a piedi da casa propria, rischi di farti male e di cadere dentro voragini. Il Comune non è mai intervenuto nonostante le tante sollecitazioni e denunce”. In attesa del bilancio definitivo da qui a domattina, dopo la potente e continua scarica d’acqua prevista a partire dal pomeriggio.

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