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Siracusa| Prima si chiamava “Giovanna” oggi “azzeramento”

8 Febbraio 2017 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Prima si chiamava “Giovanna” oggi “azzeramento”
Politica
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Meravigliato della decisione del sindaco di azzerare politicamente la giunta anche Turi Raiti (sinistra riformista): “Se Garozzo avesse detto si sei mesi fa non ci sarebbero state le conseguenze nefaste della lacerazione”. Ma il sindaco ha davvero le dimissioni in mano degli alleati? C’è chi dice: “Non è uno sprovveduto, era già tutto fatto”.

costa teatro 300x250Si dice meravigliato Turi Raiti, il coordinatore di Sinistra Riformista in seno al PD, della decisione presa dal sindaco Garozzo. “Azzeramento politico” della giunta. Una decisione che arriva con sei mesi di ritardo, fa notare Raiti, e che oggi è la causa del male interno al partito democratico. La riflessione odierna di Turi Raiti pone l’accento proprio su questo “colpevole” ritardo del sindaco che insieme al segretario regionale Raciti venne trattato con molta in sede di assemblea provinciale. Sino allo scorso luglio venne categoricamente vietato parlare di azzeramento in presenza del suscettibile Garozzo e di Raciti, al punto da chiamare l’innominato avverbio col nome di “Giovanna”.

Fantapolitica. A distanza di sei mesi le cose sarebbero completamente cambiate: “Giovanna” ha buttato giù la maschera e si fa chiamare col suo vero nome. In ritardo, ma meglio che niente. Il punto è? Ma Garozzo ha davvero in mano le dimissioni “politiche” degli assessori? Dei suoi del PD si, ma degli alleati? Dei centristi? C’è chi dice che il sindaco non sia uno “sprovveduto” e per parlare chiaramente al partito si sarà già fatto i conti con l’oste. In piena fiducia. Perchè in caso di azzeramento, gli alleati sarebbero i primi a rientrare. Di seguito la nota di Turi Raiti a conclusione dei lavori del 6 febbraio scorso, altra data da ricordare. “Durante i lavori della direzione cittadina ho ascoltato con molto interesse l’intervento del sindaco Giancarlo Garozzo e devo dire che sono rimasto  sorpreso quando ho sentito pronunciare da parte dello stesso la frase: “azzeramento politico  della Giunta comunale“.

Voglio ricordare che quando la stessa frase  venne pronunciata circa un anno fa  dal segretario della Federazione Alessio Lo Giudice, dopo una serie di articoli di stampa che additavano l’amministrazione comunale di Siracusa come la più inquisita d’ Italia, lo stesso venne  pesantemente criticato ed attaccato politicamente. Ricordo, al riguardo, a me stesso e agli altri, che nella riunione della direzione provinciale dell’8 luglio, alla presenza del Segretario Regionale Fausto Raciti, era quasi proibito, pena feroci attacchi politici, profferire anche sottovoce la parola azzeramento, tant’è che per non far inalberare il sindaco e i suoi amici si dovette ricorrere alla espressione: “ non lo chiamiamo  azzeramento ma la chiamiamo Giovanna”.

Devo dire che mi hanno colpito, durante i lavori della direzione cittadina, gli interventi di alcuni autorevoli esponenti politici del mio partito, ma di sensibilità diverse dalla mia, che hanno apprezzato non solo l’azzeramento della Giunta comunale ma hanno anche  sollecitato con determinazione l’esigenza della discontinuità. Devo dire che il 6 febbraio la politica  si è veramente appalesata come fatto dinamico e non statico anche se in politica sia la dinamicità che la scelta dei tempi non sono fatti secondari. Ritengo che se il Sindaco avesse detto l’ 8 luglio quello che ha detto il 6 febbraio non avremmo avuto tutte queste lacerazioni che hanno ulteriormente divaricato il rapporto fra amministrati ed amministratori su temi importanti in particolare e sul clima politico in generale.

Mi auguro che l’ azzeramento totale della Giunta proposto dal sindaco Garozzo con la nomina di una  nuova e  in  discontinuità totale rispetto a quella attuale e dentro un percorso che rimetta  al centro il Partito Democratico, il programma del centro sinistra e lo schieramento  che fu alla base della vittoria elettorale alle comunali del 2013, ci  possa mettere nelle condizioni di recuperare il tempo perduto. Come si dice in questi casi, la strada è tutta in salita anche perché si torna a votare fra poco più di un anno (maggio del 2018) e non so se saremo in grado di recuperare il tempo perduto. La lacerazione ha prodotto solo danni all’immagine del Partito Democratico. La nostra divisione ha consentito a qualche nostro alleato (peraltro non della prima ora) nell’amministrazione comunale di aumentare in maniera incomprensibile il suo peso politico che risulta palesemente  drogato rispetto al risultato elettorale di 4 anni fa. Un fenomeno che è tutto siracusano e che deve essere inquadrato in una discussione dentro gli organismi della direzione cittadina per capirne la validità, la consistenza e finalità. Anche se la strada è in salita e abbastanza tortuosa, abbiamo  il dovere politico  di non demordere e  di non lasciare nulla di intentato. Con una  Giunta Comunale tutta nuova e con il Partito Democratico al centro del dibattito politico dentro il perimetro del centro sinistra forse  possiamo recuperare il terreno perduto. Per quanto mi riguarda, ci spero”.

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