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Siracusa| Quell’affaraccio di Piazza d’Armi, “intanto è un chiosco”

Siracusa| Quell’affaraccio di Piazza d’Armi, “intanto è un chiosco”
Cronaca
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Adunanza pubblica stamattina nella nuova agorà del ritrovato Urban Center che da oggi acquista dignità di Casa del Cittadino dove dibattere le tematiche più emergenti della città. A fare da moderatore lo stesso sindaco Francesco Italia che promette: “Non sarà l’ultima volta, prossimamente radunerò la città per parlare della riqualificazione del Parco Robinson”, tenendo fede a quanto auspicato in campagna elettorale: le periferie.

Intanto, stamane, il focus ha riguardato il caso della struttura tirata su nell’area adiacente l’ingresso del Castello Maniace. Non un “capannone” piuttosto un “punto ristoro”, una oasi per turisti e siracusani che vorranno fruire di questo nuovo spazio “privato” ma aperto al pubblico visto che la società che ha intrapreso, la comunità afro euro-asiatica, ha dichiarato di aprire i cancelli. Anzi, di abbatterlo.

L’adunata pubblica di stamattina (buon per chi c’era, gli altri erano a lavorare. Infatti, sarebebe auspicabile di domenica o sabato mattina), ha avuto un suo effetto positivo: è stata fatta, intanto,  per il piacere di condividere e fugare eventiuali dubbi, per di più, in un luogo comunale che nasce per questa funzione: il confronto nel tentativo di giungere ad una soluzione condivisa. Non sarà forse il caso di Piazza d’Armi, ma a qualcosa è servito: mettere al corrente i cittadini di quanto avviene, talvolta, nelle segrete stanze.

Qualcuno ha però eccesso con tecnicismi, proprio ciò che la Città non vuol sentire, a discapito dei più che non comprendono la materia. Un monito, questo,  che è partito dallo stesso sindaco Italia.  Se si dovessero mettere sul piatto della bilancia i due pareri discordanti, avrebbe la meglio il fronte del “NI”.

Non ho giudizi preconcetti – ha detto Raffaele Gentile, che è stato qualche lustro pure sottosegretario, vediamo cosa succede dopo la realizzazione del progetto.  Penso che oggi si stia partendo con buone intenzioni, ma non possiamo dimenticare che gli abusi a Siracusa sono stati una pratica diffusa. A mio avviso, sarebbe opportuno rivedere funzioni e responsabilità della Soprintendenza e del Comune, quest’ultimo prepari una griglia di proposte e idee da sottoporre alla Soprintendenza in tema di gestione, fruizione dei beni monumentali.  Che vanno gestiti insieme alla gente che va informata prima e non dopo su ciò che si vuol fare in quel luogo”.

“Credo che questa riunione dimostri quale sia il vero intento di questa amministrazione – ha detto il sindaco Italia – ma una cosa va detta: si tratta di un’area del Demanio prima sporca, buia e inaccessibile. Da ex assessore al turismo, sono stato attento alle critiche ed ai suggerimenti dei nostri visitatori; quella piazza era in uno sconfortante degrado. Da oggi condivido la necessità di moltiplicare queste esigenze di confronto, in una dimensione orizzontale in cui le idee di tutti contano”.

Tra chi si è schierato dalla parte dei No (alla struttura), l’ing. Roberto De Benedictis: “Colgo con favore questa occasione che è, purtroppo, tardiva visto che il progetto contiene qualcosa che è già progettato. Come accade spsesso a Siracusa, le cose non si sanno. Dicono che lo scorso anno, vi fu la presentazione del progetto alla città e devo ammettere che i progettisti hanno fatto un onesto lavoro. Il privato ha trovato questa occasione di intrapresa e ha fatto del suo meglio. Ci sono questioni che rimandano sub iudice e che nelle prossime ore saranno oggetto di approfondimento in altre sedi”.

Ciò che non va giù al fronte del no, eventuale cemento a parte, sarebbe il costo dell’affitto (per 12 anni) al privato: 3 euro al metro quadrato su concessione del Demanio, quando il Comune lo concede, di solito, a 34 euro al metro quadro. Danno erariale?  Si domanda l’ingegner De Benedictis. Opera pecaria?

“Ma insomma, non lo è – dichiara, quasi borbotta, De Benedicits – Ci sono questioni aperte che esigono chiarezza per tutti. Dobbiamo essere certi che le cose sono state fatte bene. Non c’è dubbio che altri sovrintendenti avrebbero agito in modo diverso. Cosi come è, l’iter avrebbe potuto portare benissimo alla realizzazione di un chiosco dentro l’area del Tempio di Apollo!

“Se proprio devo dirla tutta – continua il rappresentante di Ortigia Sostenibile – credo che Ortigia abbia subìto un sovrappeso negl anni, tutti e tutto si concentrano nel centro storico. Non va bene. Se devo attingere a un momento ricreativo, di spettacolo, sono costretto ad andare sempre in Ortigia. Costretto ad incanalarmi in questo imbuto. Non è una visione positiva mercificare e cedere al privato ogni pezzo di Ortigia. Un esempio virtuoso? Il chiosco soft realizzato lo scorso anno nel cortile dell’ex Convento San Francesco”.

Volano stracci in famiglia. E paroloni. Ortigia stuprata? C’è una idea che didvide la Città. Colti, ignoranti, stupratori. E poi ci sono quelli che si ribellano per il sol gusto della politica del no. Difende strenuamente il sindaco la sua Ortigia: “Non è vero che è tutta un puzzo e lerciume, si sente ancora il profumo del bucato steso al sole, del sugo della domenica. Io mi sforzerò insieme alla giunta di tutelare l’identità ortigiana. Altrimenti, faremo del male a noi stessi, ai nostri figli. Che io lascerei tranquillamente giocare a pallone in piazza Duomo”. (r.t.)

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