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Siracusa| Quintiliano, “restiamo una scuola modello”

22 Ottobre 2016 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Quintiliano, “restiamo una scuola modello”
Cronaca
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Per la presunta colpevole delle scritte intimidatorie nei bagni si profilerebbe la sospensione e forse la bocciatura diretta. Gli studenti temono ripercussioni generali e limiti di libertà: “Vietato fare ricreazione in classe”. Presto una conferenza o un flashmob contro la violenza.

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Sarebbe stata già identificata dai carabinieri la responsabile delle scritte intimidatorie sui muri del bagno del Quintiliano. Per lei si prevedono misure disciplinari esemplari, la sospensione immediata, dunque la bocciatura. Reazioni diverse tra gli studenti non appena appresa la decisione del Collegio dei Docenti. C’è chi teme che si faccia di tutta l’erba un fascio, che le conseguenze dell’azione della “bulla” possano ripercuotersi negativamente su tutti gli studenti. Da due giorni, infatti, è severamente vietato rimanere in classe durante la ricreazione. Possibile dunque passeggiare per quei pochi minuti nei corridoi o in cortile.  In altri tempi, si sarebbe festeggiato! Ma c’è anche chi fa presente la necessità, spesso, degli studenti di dover rimanere in classe indisturbati per poter ripassare la lezione dell’ora successiva, specie se si è interrogati. Pazienza, si porterà il libro fuori classe. Ma il timore di misure più coercitive resta.  Stamattina la circolare nelle classi del preside che informava del consiglio di istituto straordinario col collegio docenti che si pone contro una scuola che ha sempre puntato alla integrazione e alla legalità. Le reazioni degli studenti sono diverse. C’è chi ha sorriso, quasi incredulo, dinnanzi a queste scritte. “Ti ammazzo a legnate, ammazzati, devi morire”. Qualcuno ha pensato che si potesse trattare di qualche scritta risalente a dieci anni fa, ricco come è di epitaffi quel muro nei due bagni dell’istituto. Cosi come sui banchi. “Quando abbiamo appreso realmente di queste minacce, veramente pesanti, ci siamo preoccupate sul serio, se ci sarebbero state ripercussioni su tutti? Vero è -dice Bianca dell’Unione degli Studenti – che la ricreazione è un momento di socializzazione, e secondo il preside va fatta fuori dalla classe, ma secondo noi c’è qualcosa sotto che non vogliono spiegarci. Secondo noi questa disposizione avrà vita brevissima, perche noi studenti abbiamo bisogno spesso di stare in classe a ripassare. D’accordo con la sospensione di questa persona, inaudito che al giorno d’oggi si pratichi violenza. Al Quintiliano sino a oggi solo furti di portafogli o cellulari, la maggior parte restituiti o ritrovati dagli stessi studenti. Storie che sono sempre finite bene. Questo è stato un caso davvero anomalo, i contenziosi sono stati sempre dipanati all’esterno della scuola, semmai”. Qualche giorno fa una scritta campeggiava ai piedi delle scale del Quintliano, ma subito cancellata dagli studenti e dalla bidella. Con tanto di nome e cognome della vittima ed epiteti vari e impronunciabili. E’ scattata subito la solidarietà e l’azione di bonifica di tutti. “Siamo stati sempre una scuola unita, – dice Bianca dell’UdS -Per noi è stata una grande delusione, in quattro anni abbiamo cercato di accogliere tutti senza differenze. Puntare a fare gruppo unico. Ho sempre ritenuto la mia scuola modello di democrazia”: Insomma, gli studenti del Quintiliano non ci stanno che la loro scuola passi per “luogo di violenza e bullismo”. Si passerà alla controffensiva, si seguirà la linea educativa e del buon esempio. Una conferenza con lo psicologo della scuola, per esempio, aperta a tutti gli studenti, o perché no, un flashmob. (foto repertorio)

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