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Siracusa| Rapina gioielleria in via Pitia, tanta rabbia!

25 Giugno 2017 | by Rosa Tomarchio
Siracusa| Rapina gioielleria in via Pitia, tanta rabbia!
Cronaca
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Il presidente del Cenaco Veneziano avrebbe avuto un incontro la prossima settimana con gli assessori proprio per parlare di sicurezza e vigilanza. Inaudito che fatti del genere possano accadere in pieno centro alle 9,30 del mattino. Ma nessuno si è accorto di nulla.

E’ stato beffardo, ingiusto il fato. Due giorni prima della rapina Franco Veneziano, titolare della gioielleria presa di mira ieri mattina alle 9,30 da tre balordi in via Pitia, nella trafficata zona commerciale di via Tisia come ogni sabato mattina, stava ultimando la stesura di un lungo elenco di interventi interassessoriali: primo punto da trattare al tavolo di giunta di Palazzo Vermexio sarebbe stato proprio il problema sicurezza.

Il presidente del Ce.Na.Co. (centro naturale commerciale Acradina Grottasanta) Veneziano avrebbe dovuto incontrare gli assessori competenti, compreso quello alla Pubblica Sicurezza meglio detto Polizia Municipale, entro la prossima settimana per farsi portavoce, ancora una volta, dei timori espressi dai commercianti della zona. E non da pochi giorni, da sempre. Qualche giorno prima Veneziano si era recato in visita dall’assessore al commercio, Silvia Spadaro, anche per parlare di sicurezza.

Nell’elenco delle cose da fare e da chiedere al Comune, il presidente Veneziano aveva messo in bell’evidenza il problema della sicurezza e della vigilanza, aveva parlato di “poliziotti di quartiere” (scomparsi da un bel po di tempo in viale Tisia e dintorni), di “vigili urbani Amici” e non solo buoni ad elevare contravvenzioni ai trasgressori del codice della strada, giusto anche questo, per carità.

Ma  Veneziano, su sollecitazioni dei soci e commercianti della zona, nel suo reporter all’amministrazione comunale invocava l’introduzione di una figura vicina alla categoria che spesso e volentieri si sente, perche lo è, abbandonata, messa da parte, poco tutelata.

Ma chi poteva immaginarlo che a pagare lo scotto, forse il più grande degli ultimi tempi della zona Tisia, non foss’altro per le modalità con cui è stato consumato l’insano gesto dai tre malviventi, doveva essere proprio il presidente dei commercianti del Cenaco, colui che ha sempre battagliato per la sicurezza e la giustizia nei confronti di una categoria bistrattata, colui che ha sempre dimostrato la propria solidarietà a soci e commercianti offesi dal crimine e dai cravattari andando a battere i pugni sul tavolo delle grandi concertazioni a cui siedono solitamente politici, amministratori, sindacati e forze dell’ordine.

Cosa accadrà adesso? Finalmente si alzeranno i muri della sicurezza? Adesso si potrà prevedere nuovamente il poliziotto di quartiere? Adesso il vigile urbano sarà prima di tutto “amico” e dopo “sceriffo”? Con quanta rabbia ancora si dovrà urlare tutto questo? Con quanta rabbia si dovranno chiedere i propri diritti? Perché resta solo la rabbia nell’immaginare la scena di come è andata sabato mattina: inaudito, come si fa alle 9,30 del mattino non accorgersi di nulla? Che in una gioielleria con i vetri a giorno si sta consumando un atto cosi orribile? Nessuno ha visto? E dove era la sorveglianza? Come può seguitare ad accadere tutto questo?

Conoscendo Franco Veneziano, la sua rabbia, la sua passione, il suo impegno sindacale, civile, sociale sicuramente la storia non finirà qua! Il famoso incontro al Comune si farà lo stesso, ad ore, e ci sarà più un motivo forte per ottenere ciò che i commercianti chiedono da tempo: protezione!l Intanto, la solidarietà della redazione di Webmarte a Franco Veneziano, alla sua famiglia e al personale. (rosa tomarchio)

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