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Siracusa| Rave (legale) Sessantottino all’Urban Center

21 Aprile 2018 | by Rosa Tomarchio
Siracusa| Rave (legale) Sessantottino all’Urban Center
Attualità
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Cori patriottici ed inni di altri tempi. Operazione nostalgia all’Urban Center con ballate e cantautoriato impegnato per celebrare i cinquant’anni del ’68 con testimoni e docu-film dell’epoca. E un libro: “La meglio gioventù siracusana” di Carmelo Miduri. Mentre un candidato sindaco suona e canta De Andrè, si svelano background sconosciuti: Marziano manager di gruppi locali e Moschella leader degli Officina, tribute band di Andrè e di altri grandi che diedero voce al Sessansantotto.

Non è stata una presentazione di un libro sic et simpliciter. E’ stata una vera festa con musica e ricordi sul filo della nostalgia, come rivivere il “sentiment” dell’ormai desueta Festa dell’Unità, visto l’ingiallimento dei partiti e delle loro celebrazioni gloriose. Insomma, ieri sera all’Urban Center, teatro di goliardia e di ricordi di un tempo che fu per una sera, alla presentazione del libro del giornalista Carmelo Miduri “La meglio gioventù siracusana”  (sottotitolo “testimonianze a cinquant’anni dal Sessansotto e non solo” edito da Lombardo Editori) mancavano solo “tarallucci e vino”. Buon segno premonitore per una campagna elettorale in piena corsa che vede la sinistra impegnata alla ricerca (appunto) dell’unità. Prove tecniche di una vittoria?

Intanto, il candidato sindaco del PD e del civismo (Motu proprio e Prossima, fra tutte)  Fabio Moschella conquista la platea filo-sessantottina e non solo, suonando e cantando l’amato De Andrè insieme ai compagni di musica Antonio Randazzo e Maurizio Amaldi. Lo precede il filosofo Roberto Fai in coro con Giuliana Taverniti e Peppe Tropea alla chitarra per un omaggio beatlesiano. Ma si è anche parlato di quel periodo storico, dei sogni e della voglia di cambiare il mondo alla vigilia del boom economico che giungeva sonnecchiante in Sicilia.

Per il prof. Salvo Adorno il battesimo di fuoco col ’68 (anche se lui è nato dopo) avviene ascoltando i Fatti di Avola, ma è col movimento studentesco che avviene la sua completa adesione alla sinistra. Una esperienza che ancora oggi ama condividere coi suoi studenti da docente universitario capavolgendo il motto di allora: “Dare al mondo la possibilità di cambiare noi”.

In sala non solo comunisti nostalgici. Anche una fetta di centrodestra (più centro) capitata lì per caso al richiamo di quel forte vincolo tra cattolicesimo democratico e marxismo del tempo. Roberto Fai, il filosofo musicista, snocciola poi le cifre del ’68 riferendosi ai sentimenti popolari imperanti in quel periodo: l’antiautoritarismo e l’antistituzionalismo. Sembrerebbe attualità, e invece, nulla a che fare con l’odierno populismo o grillismo. Poi il salto sino alla globalizzazione, con il “presentismo mediatico” sui social. “Una banalità di cui non ha colpa il 68”, dice.

E’ stata una occasione anche per ricordare chi non c’è più. Da Memo Garsia (sulle note di “trionfa la giustizia proletaria”) a Carmelo Pisasale, leader siracusano degli studenti del Liceo Gargallo e “nostro grande simbolo morale insieme a Mao e Marx”. Erano i tempi della band Officina di Fabio Moschella e di Bruno Marziano manager/”trovaserate” per band che cercavano un momento di gloria in quei pochi locali notturni (il Trabocchetto) dove si facevano live anche gratis.

E’ un tripudio corale con “Guantamanera” ma il vero inno è stato sicuramente “Bella ciao”. E lì c’è stato il coming out dell’irremovibile Ermanno Adorno: “Quasi quasi ci ripenso…almeno al Vermexio ci si divertirà e si canterà…ma in tutt’altro modo”. Canta pure Bruno Marziano dalla platea: “Fischia il vento, infuria la bufera…”, e poi il silenzio agghiacciante davanti alla crudezza dei fatti sanguinosi di Avola, breve saggio offerto dal documentarista avolese Giovanni Di Maria. 

Venendo al libro di Carmelo Miduri, “La meglio gioventù siracusana”. Il grido “la fantasia al potere” arrivò anche alla periferia del mondo. Fu ugualmente genuino e forte. Storie, personaggi, amicizie, idee, impegno di una generazione che da Siracusa gridò al mondo la forza dei propri sogni. Il racconto è l’analisi da parte dei protagonisti. Cinquant’anni dopo. Le testimonianze raccolte da Miduri sono di: Ermanno Adorno, Salvo Adorno, Antonio Andolfi, Enzo Annino, Gilda Arcuri, Lucia Attardi, Mario Blancato, Toi Bianca, Roberto Cafiso, Pippo Cascio, Franco Carpinteri, Bruno Caruso, Marika Cirone, Fausto Consiglio, Paolo Corallo, Giovanni Di Maria, Lino Di Tommaso, Paolo Fai, Roberto Fai, Ennio Formosa, Nuccio Giaccotto, Caterina Italia, Elia Li Gioi, Carmelo Maiorca, Iose Mantineo, Beppe Marziano, Bruno Marziano, Carmelo Miduri, Enzo Monica, Fabio Moschella, Vittorio Muscia, Giampaolo Passanisi, Ethel Puzzo, Antonino Risuglia, Luciano Sansalone, Andrea Schiavo, Aldo Taranto, Lillo Venezia, Pippo Zappulla. 

Una riflessione celebre di Goldkorn può rendere ancora più chiaro il “sentiment” di una serata trascorsa in allegria per non far prevalere la nostalgia canaglia: “Una generazione è stata sulle barricate. Poi, come sempre accade alle generazioni, ognuno ha scelto la propria strada: notaio, avocato, giornalista, imprenditore, insegnante, operaio, prete, rabbino, di destra e di sinistra, e via elencando. Ma resta il tradimento delle idee preconcette, per essere invece fedeli alla biografia e quindi al proprio punto di vista”. To be continued? Forse. A grande richiesta, un libro sul femminismo a Siracusa. Anchor man della serata è stato Carmelo Saraceno. (rosa tomarchio)

GUARDA L’INTERVISTA

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