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Siracusa| Regionali, Cancelleri: “Fateci provare a governare”

Siracusa| Regionali, Cancelleri: “Fateci provare a governare”
Politica
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Settanta piazze siciliane da visitare entro il 4 novembre, e per l’ultimo colpo di coda della campagna elettorale, oltre a Di Maio e Di Battista, ci sarà anche il “guru” Beppe Grillo. I due candidati presidenti nazionale e regionale Di Maio e Cancelleri a confronto per ora nei salotti con le categorie professionali. Turismo: “Ripristinare il Ministero con pieni poteri”. Oggi tocca alle imprese.

Un dato è certo: se è vero che un vice presidente del Parlamento nazionale, in piena campagna elettorale, ha rappresentato da sempre un valore aggiunto al fianco del candidato, ebbene quel valore aggiunto ce l’ha in questo momento Giancarlo Cancelleri dei Cinquestelle. Si ripete lo stesso copione per le amministrative di Augusta quando i leader nazionali e regionali vennero a dare manforte alla candidata sindaco Cettina Di Pietro.

Non ci sono stati parterre dorati sinora, i candidati sono stati lasciati soli, senza un rappresentante nazionale, un leader carismatico. Proprio come si faceva un tempo nelle piazze affollate. Tutti soli, tranne i Cinquestelle, partito di maggioranza eppure non di governo. Un paradosso tutto all’italiana ma che non ha scalfito gli esiti delle ultime amministrative in alcune città importanti, vedi Augusta, roccaforte rossa. Il dibattito dei temi è stato appiattito dai miei avversari.

Due candidati presidenti, il nazionale Di Maio ed il regionale Cancelleri, in giro per le strade delle città. Indisturbati, accolti. Dieci punti in agenda, i principali. Si accende il dibattito ma solo nelle salette. Che fine ha fatto la piazza? Ed i confronti allargati? Ce ne sarà uno importante il 13 all’Ars (che frattanto rinnova il look, banchi smontati) al confronto organizzato dalle PMI. Cancelleri guarda anche all’Europa: “Interrogherò l’Ufficio Bruxelles su grandi temi della agricoltura. A proposito dei confronti diretti con gli avversari. “Abbiamo solo ricevuto insulti, specie da Nello Musumeci,“hai la rogna, sei un vampiro”. Questi gli epiteti più gentili. Sarà il nervosismo da campagna elettorale! Chi cammina con gli impraticabili va a finire che lo diventa”.

Il mio vero avversario? L’astensionismo. Bisogna convincere la gente a spendersi per il bene comune andando a votare”.  I Cinquestelle non sanno governare. Questa l’accusa più forte. “In realtà non abbiamo mai governato! Sulle capacità, semmai, rispondo che non è facile amministrare e gli errori di percorso si commettono, ma bisogna ripartire e fare meglio. Quali gli obiettivi per esempio. Un fondo economico per investire nel turismo. Ogni anno sceglieremo una nazione a cui applicare uno sconto, studieremo quei flussi turistici che spendono di più ed aumentare i giorni di permanenza (a Siracusa i turisti pernottano la media di 1,8 giorni). E ancora, ci impegneremo per ottenere il riconoscimento della continuità territoriale per ottenere tariffe più eque anche per il trasporto commerciale che portuale e qui viene facile pensare al porto HUB di Augusta per il quale si devono ancora spendere 100 milioni di euro”.

E ancora sul fronte del turismo: “Pensiamo ad istituire da calendario una giornata regionale del turista. Ogni turista meriterebbe una medaglia al valore per aver deciso di scegliere la Sicilia: erbacce e sterpaglie ai monumenti, quasi sempre chiusi per incuria e mancanza di personale. In aiuto alle imprese pensiamo di lanciare una nuova forma di accesso al credito, più snella e dagli esiti certi. Per risolvere i problemi dell’agricoltura abbiamo messo in campo un assessore tecnico di qualità, Angelo Cambiano, ex sindaco di Licata ed ogni comune avrà il suo sportello per le progettazioni per aprire un dialogo direttamente con Bruxelles senza enti intermedi.

Le sollecitazioni da parte degli operatori turistici sono diverse, il confronto con la categoria è stato promosso dal presidente di Noi Albergatori Pippo Rosano il quale ha rintuzzato i pentastellati in particolare sulla Cassa Depositi e Prestiti (“come è mai possibile istituire itinerari quando i monumenti sono chiusi? Da tre mesi porte chiuso al Castello Eurialo, mai aperti Ginnasio Romano e Tempio di Giove”. Oppure. Come mai i siti abbandonati non vengono dati in affido alle associazioni culturali, vedi Pro Loco. Come mai non esiste una legge di riordino delle guide turistiche? Come fa la Regione Sicilia a indire concorsi per formare una guida nazionale?).

A tante sollecitazioni, una cosa giusta Di Maio l’ha detta: “Il turismo è cultura. Pertanto, vanno unificati gli assessorati Turismo e Beni Culturali “posteggi di serie B” senza portfolio che non possono investire. E ancora, sburocratizzazione, trasporto pubblico (praticamente siamo all’anno zero), lotta alla criminalità organizzata mediante protocolli d’intesa con le istituzioni. “Metteremo per ogni settore uomini competenti non da assoldare – dice Cancelleri – abbiamo redatto un programma politico di cento pagine, praticamente un manuale di istruzione per il politico che sa ascoltare”.

Cinque anni al governo, sempre all’opposizione. “Abbiamo dimostrato di essere credibili, ci siamo tagliati un quarto degli stipendi raccogliendo 3 milioni di euro da destinare alla microimpresa e creando 150 nuovi posti di lavoro. Coi nostri soldi abbiamo ricostruito quel tratto di strada della Catania-Palermo quando crollò il pilone. E’ vero la politica ha disilluso tutti, ma noi non abbiamo mai governato, ecco perché chiediamo di salire sul banco di prova, di ottenere la fiducia degli elettori. I loro consigli non verranno trascurati o dimenticati”.

Luigi Di Maio ha una sua strategia per il turismo. Intanto, la tassa di soggiorno non va inserita nel filone delle spese ordinarie, e gli albergatori non possono avere il ruolo di esattori del Comune. Mancano servizi ed infrastrutture, è vero, ma come si fa ad intercettare il flusso turistico? Promuovere un pacchetto con le grandi compagnie aeree (vedi il caso Alitalia e il mancato investimento su Pechino). E una nuova politica delle imprese che vanno liberate da lacci e lacciuoli. Non occorre una legge nazionale nuova (in Italia ne abbiamo ben 25 mila), basta sburocratizzare, togliere gli enti intermedi che tra mille passaggi bloccano l’input da Roma o Palermo. Ci ispireremo al modello francese o spagnolo”.

“C’è bisogno di una regia nazionale, di un ministero del turismo con pieni poteri, – esclama Di Maio – tornare al primato della politica e togliere il potere assoluto al dirigente dell’ente pubblico ereditato dalla Bassanini. E sull’accesso al credito proponiamo il nostro vecchio cavallo di battaglia: la banca pubblica in competizione con quelle private. Sportelli aperti non solo alle imprese ma anche alle famiglie, ai giovani. Il problema di fondo è che manca una seria politica della crescita demografica (l’Italia è il paese più vecchio) insomma, tra 30 anni le pensioni chi le pagherà?”.

Oggi il candidato presidente della Sicilia Cancelleri incontrerà in via Trapani nella sede del CNA il mondo delle imprese. (r.t.)

foto (Di Maio, Cancelleri, Rosano e Zito)

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