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Siracusa| Rilancio della Sicilia, ecco la ricetta di Faraone

Siracusa| Rilancio della Sicilia, ecco la ricetta di Faraone
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Aree libere dalle tasse, start up, distretti produttivi, a Siracusa fa tappa il “pensatoio” dei Cambiamenti col ministro De Vincenti e il sottosegretario alla Salute.

Attrarre investimenti per creare nuove infrastrutture non prima aver dato il via a rapporti virtuosi con il credito, l’Irfis.  E ancora, guardare all’occupazione giovanile partendo dal sociale, dal turismo, dalle nuove tecnologie, e chiedersi come mai la Sicilia in fatto di investimenti è segnata in rosso? Forse perché la Sicilia è in grado di farcela con le sue stesse forze senza chiedere nulla a nessuno?

Il sottosegretario alla Salute, il siciliano Davide Faraone, ha la sua ricetta personale per lo sviluppo della sua Isola con le dovute premesse: “La Sicilia può farcela con le proprie forze ma ha bisogno di vera occupazione, di una svolta liberale che aiuti gli imprenditori a scommettere su questo territorio, di politiche di investimento ma soprattutto di aree libere dalle tasse che aiutino chi fa impresa in un territorio come il nostro: su questo punto è arrivato il momento che l’Unione europea ci ascolti e risponda alle esigenze della nostra regione. Solo così volteremo pagina”. Con queste parole il sottosegretario Davide Faraone ha aperto i lavori della tappa siracusana del pensatoio “Cambiamenti”, dedicato ai temi dell’economia e del lavoro, alla presenza del ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti.

Oltre cento esperti del settore, imprenditori, docenti universitari, rappresentanti di sindacati e associazioni di categoria, dirigenti della Pubblica amministrazione sono stati i protagonisti dei sei panel dedicati a industria 4.0, fiscalità, credito, commercio, terzo settore, identità alimentare, professioni. Le proposte sono confluite in un documento consegnato al ministro De Vincenti e che farà da base per un confronto sul futuro della Sicilia. Tra queste la trasformazione della regione in un’area libera dalle tasse per sostenere gli investimenti, cinque distretti produttivi abbinati alle aree vaste e un sistema di venture capital per le start up.

“Bisogna rimettere in moto l’economia sicilianaha detto il ministro De Vincenti – qui ci sono eccellenze straordinarie che vanno sostenute. Stiamo discutendo con l’Ue della possibilità di creare zone defiscalizzate che siano catalizzatrici di sviluppo”. “L’Irfis deve investire sulle idee migliori delle nuove generazioni, deve rappresentare una specificità in più per la Sicilia – ha aggiunto Faraone – oggi abbiamo raccolto le opinioni e le proposte della Sicilia che produce, che crea lavoro e ogni giorno lotta per far sopravvivere le aziende”. (de vincenti e faraone)

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