breaking news

Siracusa | Riusciranno i nostri eroi a dimostrare di essere maturi?

Siracusa | Riusciranno i nostri eroi a dimostrare di essere maturi?
Attualità
'
0

Il sindaco di Siracusa Francesco Italia scrive agli studenti che si accingono ad affrontare l’esame di maturità e fa alcune considerazioni su un passaggio che rappresenta una svolta nella vita dei giovani e sugli ultimi due anni scolastici contrassegnati dalla pandemia.

Suonano le campane degli ultimi giorni di scuola e i ragazzi si preparano a salutare un altro anno scolastico trascorso tra lezioni in presenza e in didattica a distanza, dinamica che abbiamo imparato da quando, nel marzo 2020, è scoppiata la pandemia. Nell’attesa di un ritorno alla normalità della vita scolastica, con una campagna vaccinale entrata oggi nel vivo con l’apertura a tutta la popolazione a partire dai 16 anni, il sindaco di Siracusa scrive a tutta la comunità scolastica, rivolgendosi in particolare a tutti gli alunni impegnati ad affrontare gli attesi esami di maturità.

“Mancano – esordisce Francesco Italia – ormai pochi giorni e, presto, la voce dei vostri prof, il registro di classe, il libretto delle giustificazioni, lo zaino, il suono della campanella, quella compagna a cui non siete mai riusciti a dichiararvi, quello che non suggerisce mai, la prima ora, l’attesa della ricreazione…, tutto quello che vi ha accompagnato in questi cinque anni finirà, diventando una parte indelebile del vostro cammino. Avete affrontato due anni scolastici imprevedibili: gli anni dello sport negato, degli amici a distanza, dei sorrisi mascherati, degli abbracci vietati, delle feste impossibili. Con pazienza e capacità di adattamento, insieme ai vostri professori, avete affrontato la didattica a distanza: il microfono che non funziona, la connessione lenta, il computer in crash, l’applicazione buggata.

Adesso – prosegue – vi aspetta l’esame finale, un passaggio necessario che inaugura una nuova dimensione della vostra vita, la “maturità”. Adesso che siete “quasi maturi” per prendere le vostre vite per mano e farne capolavori, inediti e straordinari, vorrei farvi una domanda: vi siete mai chiesti qual è il vostro impatto sul mondo? Avete mai riflettuto sul modo in cui vi rapportate agli altri e all’ambiente che vi circonda? Vi ponete con altruismo e rispetto, o in modo egoistico e superficiale? Perché non sarà certo il percorso di studi o di lavoro che sceglierete, la vostra professione o l’eventuale titolo conseguito e posto appena prima del vostro nome, a rendervi migliori o peggiori. Sono e saranno sempre le vostre azioni quotidiane a definire chi siete e qual è il vostro impatto sul mondo e su chi vi sta intorno.

Vivete una stagione straordinaria. Non sprecatela, lasciando che siano altri a scegliere per voi. Non pensate mai di essere solo un numero all’interno di una statistica, o di essere ininfluenti. Ciascuno di voi, singolarmente, ha gli strumenti per determinare il cambiamento. Per rendere il mondo che abitate e abiterete migliore di quello che vi abbiamo consegnato: più inclusivo e comprensivo, accogliente, pulito, generoso, attraente, coinvolgente, sano. Grazie di cuore per avermi accolto nelle vostre classi, con curiosità e leggerezza, e per aver condiviso il vostro punto di vista. Spero continuerete a farlo ogni volta che ne sentirete l’esigenza. Grazie per le borracce sui banchi al posto delle bottiglie di plastica; per me valgono molto di più del voto di maturità. Le cadute, gli errori, sono una parte importante del percorso; allenatevi a trovare sempre dentro di voi la forza per rialzarvi e reinventarvi.

Vi auguro – conclude – il coraggio di compiere la scelta più scomoda, quella che vi mette in discussione, che sentite più vostra. Perché solo quando sarete in grado di ascoltare voi stessi nel profondo, solamente allora, sarete liberi.”

Please follow and like us:
error0
fb-share-icon20
Tweet 20
fb-share-icon20

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com