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Siracusa | Sarà una società mista a gestire il servizio idrico in provincia

28 Dicembre 2022 | by Michele Accolla
Siracusa | Sarà una società mista a gestire il servizio idrico in provincia
Politica
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L’Assemblea territoriale idrica, presieduta dal sindaco di Siracusa, Francesco Italia, ha deciso che a gestire il servizio idrico in provincia, non sarà un’azienda speciale consortile, interamente pubblica, ma una società mista a maggioranza pubblica.

L’assemblea dei sindaci, nella riunione di ieri, ha deliberato di affidare il servizio idrico in provincia di Siracusa ad una società mista, con maggioranza di capitale pubblico.

La delibera approvata ieri cancella quella di due anni fa, quando l’Assemblea territoriale idrica decise di procedere alla costituzione di un’azienda speciale consortile, interamente pubblica, per la gestione del servizio.

In realtà, a parte la dichiarazione di principio sul valore dell’acqua pubblica, alla delibera non seguì nessun atto per la costituzione dell’azienda, al punto che la Regione, con una nota ai comuni dello scorso 7 novembre, ha minacciato il commissariamento qualora nel termine di novanta giorni non dovessero essere completati gli adempimenti.

La scelta di introdurre un soggetto privato nella gestione non ha trovato d’accordo tutti i sindaci, ed è stata approvata dai 14 comuni presenti, sui 19 che fanno parte dell’Ati.

Tra i sindaci contrari alla modifica di quanto deliberato nel novembre 2020, quelli di Palazzolo, Buscemi e Buccheri.

Alla società che dovrà ora essere costituita sarà affidata la gestione, mentre gli impianti e le reti rimarranno di proprietà dei singoli comuni, che manterranno la maggioranza delle quote.

Nel corso dell’assemblea, tutti i sindaci hanno sottolineato le difficoltà finanziarie dei comuni e come queste, unite alla carenza di personale per il blocco delle assunzioni, che non permette il necessario turnover, impediscono di effettuare gli interventi necessari sulla rete e sulle infrastrutture.

Per il sindaco di Siracusa, “Si tratta di un deciso e coraggioso cambio di indirizzo confortato anche dalla recente riunione avuta con l’assessore regionale Roberto Di Mauro e scaturito dalle mutate condizioni finanziarie, purtroppo in peggio, dei comuni a causa dei costi energetici e dell’inflazione.

La scelta della società mista resta, comunque, coerente al principio sulla base del quale la proprietà degli impianti e dei depuratori resta pienamente pubblica; potremo accedere ai finanziamenti del Pnrr per i necessari investimenti sugli impianti e sulle reti ed eviteremo di anticipare somme, provando a scongiurare il commissariamento alla luce della norma nazionale”.

Adesso si dovrà trovare un partner privato di minoranza, attraverso una selezione pubblica, dopo avere modificato lo statuto dell’Ati e il piano d’ambito.

Il tutto dovrà essere completato in tempi rapidi, dal momento che la costituzione della società dovrà essere approvata da tutti i consigli comunali e la predisposizione e la pubblicazione del bando pubblico per la selezione del soggetto privato, ma i sindaci sperano ora di ottenere una proroga dei termini per scongiurare il commissariamento.

Nel corso della riunione in cui sono stati approvati all’unanimità il rendiconto del 2021 e il bilancio di previsione 2022-2024.

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