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Siracusa| Scuola di via Villa Ortisi nel degrado, non si nuove foglia

30 Gennaio 2019 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Scuola di via Villa Ortisi nel degrado, non si nuove foglia
Politica
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Il vecchio edificio di Via di Villa Ortisi, ancora in stato di abbandono, nonostante gli interventi eseguiti tempo fa e poi lasciati in sospeso. Il gruppo Vinciullo ritorna sulla questione e sollecita il Comune.

Dopo la denuncia effettuata sullo stato di abbandono in cui si trovava la scuola di via di Villa Ortisi,  questa mattina il “gruppo ispettivo Vinciullo” si è nuovamente recato sul posto, nella speranza che l’Amministrazione Comunale avesse trovato il tempo di impartire disposizioni a tutela della pubblica e della privata incolumità e del bene dell’edificio scolastico stesso e che, soprattutto, avesse provveduto a portare via i tubi in amianto o almeno a recintare il luogo dove sono stati accumulati, in questi anni, quintali di amianto.

“Nulla di tutto questo. I cancelli aperti, le porte di accesso alla palestra e all’edificio scolastico spalancate, l’amianto, insieme a rifiuti solidi ed urbani, accatastato in quello che fu uno dei giardini più belli della città e dove sono cresciute generazioni di siracusani.Lo stato di abbandono –hanno confermato Vinciullo, Castagnino, Basile e Alota  – lo si può costatare anche dalle finestre aperte a tutti i piani, che consentono all’acqua di infiltrarsi e ai colombi di continuare a colonizzare il luogo ed infatti sporcizia e rifiuti dei colombi sono ovunque all’interno della scuola. Nelle ultime settimane, l’Amministrazione Italgarozzo, per scaricare da sé ogni responsabilità sulla capacità di affrontare il tema dell’edilizia scolastica, scarica sulla Giunta Garozzitalia ogni inefficienza e ogni incapacità e comunque, nel tentativo di pulirsi la coscienza, asseriscono che negli ultimi 20 anni non è stato fatto nulla.Queste dichiarazioni, che stanno suscitando l’ilarità generale per la loro assoluta inesattezza, non possono giustificare l’inefficienza attuale.

“Prima di guardare la pagliuzza negli occhi altrui, hanno proseguito Vinciullo, Castagnino, Basile e Alota, questa Amministrazione farebbe bene a guardare la trave nei propri e la trave, in questo caso, è che non si riesce a trovare il tempo di ordinare agli uffici di chiudere gli infissi e le porte d’accesso all’edificio e alla palestra. Noi comprendiamo che, presi come sono dalla tematica sbarchi, che riguarda il Governo nazionale e non il Comune, non trovano il tempo di occuparsi delle cose terrene, cioè della nostra città, ma tutto ha un limite!”.

“Noi, al loro posto, durante questi viaggi da e per la Targia, avremmo trovato il tempo di comprare una catena e un catenaccio e di chiudere le porte di casa nostra, perché quello che sfugge all’attuale Amministrazione, hanno concluso Vinciullo, Castagnino, Basile e Alota, è che loro non gestiscono il loro patrimonio personale che possono lasciare all’abbandono, ma gestiscono il bene pubblico, cioè le cose che appartengono alla città e, in quanto tali, hanno l’obbligo morale, oltre che giuridico e amministrativo, di tutelarlo nel migliore dei modi possibili e non ci sembra che su questa vicenda stiano operando nel modo migliore”.

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