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Siracusa| “Sdisonorata”, saga familiare in salsa “minuscoloborghese”

Siracusa| “Sdisonorata”, saga familiare in salsa “minuscoloborghese”
Spettacolo
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Va in tournèe lo spettacolo “Sdisonorata” tratto dall’omonimo romanzo di Deila Caruso, con la regia di Rosa Tomarchio. A cinquant’anni del ’68, la storia di una intera generazione di siciliani tra il boom economico (apparente spinta al progresso), miseria e pregiudizi.

“Sdisonorata”, commedia in due atti, tratta dal romanzo di Deila  Caruso, con la regia di Rosa Tomarchio, è un dramma di altri tempi. Almeno per due ordini di motivi. In primo luogo per l’ambientazione: la storia di Mariuccia Geraci e Peppino Mancuso copre un vasto arco di tempo che va dal dopoguerra fin quasi ai giorni nostri, ripercorrendo la storia di un’intera generazione di siciliani.

Ed  è anche questo svolgimento ampio della narrazione ad appartenere a un’altra epoca, a una drammaturgia piana, ordinata e distesa. Il  modello è quello della saga familiare, del dramma borghese ottocentesco di  interni. In questo caso piccoloborghese, anzi – se si potesse dire –minuscoloborghese.

sirya d’alessandro e caterina la rosa

Peppino  Mancuso (Danilo  Caruso) è il tipico eroe del focolare domestico: si compromette col potere locale quel tanto che basta per ottenere una solida  posizione sociale come mezzadro; il rispettabile matrimonio con Concetta Lo Manto (Alessandra Di Gregorio) gli procura una prole numerosa; riesce perfino a permettersi qualche agio da cambiale, come il televisore, vero e proprio status symbol per la società del boom economico.

Eppure, nonostante questa apparente spinta al progresso, Peppino Mancuso abita pur sempre nel paese di Femminastorta, e porta su di sé il peso di un’antica vergogna proveniente da un mondo di miseria e  pregiudizi:  l’amore  per Mariuccia Geraci, la «sdisonorata» eponima. Mariuccia (Cristina Calantropio/Anna  Barone) è costretta sin da ragazza a vendersi per denaro, è una traviata che non si pente, e la lettera scarlatta è la sua stessa presenza sgargiante sulla scena.
Mariuccia e Concetta, due  paradigmi opposti di femminilità – ma in fondo due madri che lottano, ciascuna coi suoi mezzi, per i propri figli. Questo il corpo (drammatico) centrale della storia, che però si dirama in un caleidoscopio di episodi minori di salace comicità, che hanno per protagonisti gli  abitanti di Femminastorta.

danilo caruso e anna barone, la sdisonorata

L’effetto voluto è certo quello di creare una dimensione corale, ma il prezzo da pagare è la perdita di compattezza, e certi episodi sfiorano la gratuità, quando non sono proprio sfacciatamente superflui. La recitazione – pur dilettantesca – della Piccola  compagnia teatrale Sesto Senso (interamente composta da  non professionisti) riesce a coinvolgere il pubblico, nonostante le lungaggini  del copione, grazie  anche  alla  mediazione del cantastorie catanese Gianluca Indaco che commenta in musica l’azione scenica.

Il cast della Piccola Compagnia Teatrale “Sesto Senso”: Interpreti principali: Danilo Caruso (Peppino) Cristina Calantropio (Mariuccia giovane) Gianluca Indaco (On. Centamore) Anna Barone (Mariuccia grande) Alessandra Di Gregorio (Concetta, moglie di Peppino)Caterina La Rosa (la nonna) Irene Cammarata (Canigghia, amico di Peppino). Altri interpreti: Syria D’Alessandro (Mariuccia, figlia di Peppino e Concetta) Viviana Passaro (Gna Calò, la venditrice di televisori) Alessia Lombardo (Concetta da giovane) Lucia Caruso (Luciuzza, figlia di Peppino e Concetta)Giusy Forte (ostetrica e prefica) Francesco Tisano (il dottore) Antonella Privitera e Irene Cammarata (le sorelle Carbone) Salvo Prato (Giuseppe, figlio di Peppino e Mariuccia) Martina Scattamagli (Rita, figlia di Peppino) Anna Bordonali (Prefica) Lucia Privitera (prefica) Francesco Ruma (il barone Fugali). E i piccoli Elena Basile (Mariuccia da piccola) e Niccolò Caruso (Peppino da piccolo). Commento musicale di Gianluca Indaco, Alessandro Guarnotta (il prete). Make up artist: Liliana Lombardo. Service Francesco Ruma, assistenza tecnica di Alessandro Guarnotta. Riprese audio video Seby Tuccitto. Assistenti di palco Lucy Restuccia e Stefania Gambuzza. (Andrea  Tisano)
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