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Siracusa| Sea Watch al largo. A bordo Salvini invierà gli ispettori: favoreggiamento?

26 Gennaio 2019 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Sea Watch al largo. A bordo Salvini invierà gli ispettori: favoreggiamento?
Cronaca
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Molto probabilmente a bordo della Sea Watch saliranno degli ispettori per verificare se è stato commesso il reato di favoreggiamento per l’immigrazione di clandestini. Cosi ha fatto sapere il ministro Salvini che inasprisce le modalità nonostante  Siracusa si sia stretta attorno ai migranti, centinaia di persone, con bandiere, fumogeni, canti, slogan e manifesti, sulla costa dello Stentinello, proprio di fronte a Sea Watch 3 ancorata al largo di contrada Targia coi 47 migranti.

Centinaia di persone, liberi cittadini, rappresentanti di associazioni umanitarie, no profit e sindacati hanno chiesto a gran voce lo sbarco dei migranti da più di una settimana in balia delle onde del Mediterraneo. Ci sono anche dei minori a bordo, e la situazione diventa ancor più critica alimentando le polemiche nei confronti del governo gialloverde. “L’unico atto di umanità che resta è quello di farli sbarcare – dice Adriana Canclini di Amnesty International, come possono lasciare persone che hanno avuto già i loro guai, Metterei li su a quella barca al freddo i nostri politici che intanto sono nei salotti a bere tè caldo”.

La cosa che interessa non deve essere la politica in questo momento, ma quelle 47 persone che aspettano in mare e solo poi decidere insieme, in qualunque modo, cosa fare col tema immigrazioni”. Ieri in città sono stati esposti anche dei lenzuoli per simboleggiare la solidarietà ai migranti che continuano a restare lontani della costa siracusana.

Il feed back dalla Sea Watch 3 c’è stato. In segno di riconoscimento i migranti hanno calato dalla prua un lenzuolo bianco con su scritto “Grazie”. Hanno inviato ai referenti delle associazioni umanitarie alcune foto che ritraggono dalla loro “condizione disumana” a bordo: il cibo comincia a scarseggiare, la temperatura di notte spesso va sotto lo zero in mare, il vento è gelido.

Non siamo qui per far cadere il governo, che con tutte le pecche che ha, è comunque espressione del voto democratico – dice un attivista – Noi siamo  per sistemi non violenti, noi li accogliamo con i nostri arancini, coi nostri canti. La vita di persone e dopo la politica”.  Simonetta Cascio, Arci: Non ci fermeremo qui, probabilmente, torneremo a manifestare domani, qualora ve ne fosse bisogno. Spero proprio di no. Ringrazio il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, che ha deciso di restare “umano” e venire qui alla manifestazione. E penso che, in questo momento, anche lui ha bisogno della nostra solidarietà”.

Luca Casalini, attivista no global, urla dal suo megafono: “La cosa che deve farci più paura è che questo governo ha il sostegno della gran parte del popolo italiano. La pratica del salvataggio in mare non è qualcosa che si può delegare ad altri. Anche io sono stato imbarcato due mesi e mezzo su un rimorchiatore del ’72 che abbiamo trasformato come una ONG  e andati per mare a salvare vite umane. E’ un modo per dire che noi siamo diversi, non aspettiamo gli slogan e non ci giriamo dall’altra parte”.

Una manifestazione organizzata in pochissime ore. Obiettivo raggiunto: sensibilizzare la gente. “Questa battaglia non finisce qui, dobbiamo farli scendere da quella nave! – dicono in coro altri attivisti arroccati sulla costa rocciosa di Stentinello – Perche c’è tanta titubanza dinnanzi a 47 vite umane? Perchè le navi non entrano direttamente? Perchè appena entrano le sequestrano, basta un provvedimento della Capitaneria per bloccarle per sei mesi nel porto. E allora, prima si salva e poi si discute”.

La testimonianza diretta di  un giovane. “Vengo da Catania ma prima ancora vengo dall’Eritrea e so benissimo cosa si prova a stare su una barca a centinaia di metri dalla città. E’ frustrante. Qualcuno vuole strumentalizzare la tua situazione per un voto in più. E’ successo già con la nave Diciotti sulla pelle dei migranti. Io sto a Catania perche la legge mi obbliga a stare qui. Non è vero che ci sono troppi migranti qui in Sicilia. Come gli italiani, loro partono per un progetto di vita al Nord Europa, non certamente qui. Solo che, una volta arrivati qui, la legge non ti fa più andare via. Dove sono i nostri figli? Perche non sono stati salvati?”.

La mobilitazione continua, col sostegno degli antirazzisti di Catania e Palermo, presenti a Stentinello stamattina, coloro che hanno contribuito a far scendere i migranti della Diciotti col corteo dei Trecento. Oggi si ritorna a Catania, in Piazza Stesicoro, tutta la Sicilia “umana” si confronterà rispetto a cosa fare per il caso Sea Watch 3. Si pensa di indire una seconda manifestazione cittadina antirazzista, a pochi giorni dalla Shoah, la giornata della Memoria, delle persecuzioni e dei lager. Dal 2 al 9 febbraio una settimana di dibattiti a Catania contro la legge Salvini. Ma è a Siracusa che la protesta vuole restare.

  sea watch, un puntino a un miglio dalla costa

“Ci hanno visto e hanno appeso a prua uno striscione con su scritto Grazie!”. Si chiude con questo annuncio la mobilitazione durata qualche ora stamattina a Stentinello. Si chiede agli allievi dell’Inda un altro canto di fratellanza. Ad intonarlo sessanta allievi – attori del primo, secondo e terzo anno dell’Accademia “Giusto Monaco” di Siracusa. “Nessun invito, è stata una nostra iniziativa”, tengono a precisare.

Per la cronaca. Paolo Tuttoilmondo di Legambiente riferisce che è attivo un tavolo tecnico  per tentare di trovare uno strumento previsto dalla legge. “Cavolo, in un uno Stato di diritto ci sarà pure una via di fuga!”. In termini giuridici, un ricorso. Frattanto, Sea Watch attende al largo. (rosa tomarchio)

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