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Siracusa| Sea Watch al riparo alla Targia, ma il porto di Augusta più idoneo in caso di sbarco

25 Gennaio 2019 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Sea Watch al riparo alla Targia, ma il porto di Augusta più idoneo in caso di sbarco
Cronaca
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Mancherebbe un miglio all’eventuale attracco a Siracusa, ma la Sea Watch 3, con a bordo da una settimana 47  migranti del Mediterraneo, resta fuori dal porto siracusano, in bilico tra Siracusa ed Augusta, in balìa delle onde ai confini della Targia. Ma al riparo.

Si fanno le pulci al caso che resta un emergenza: ci si interroga sulla competenza territoriale. A chi tocca intervenire, nel caso in cui Salvini lanci l’OK? Il Porto di Siracusa, di certo, non è attrezzato come quello di Augusta che, al contrario, vanta anni di esperienza nel settore da hot spot.

E così la Sea Watch 3 resta in mezzo a due sindaci, Italia e Di Pietro che, loro malgrado, vengono “accusati” dalle associazioni umanitarie per “mancato soccorso”. E i due sindaci respingono le accuse di quella frangia della società: “Non abbiamo nessun potere, nessuna giurisdizione sui porti e sui migranti”.

Ma c’è anche l’altra parte della città, quella che non vuole i migranti in Sicilia, in Italia. Nottetempo, a Siracusa, sono apparsi degli striscioni per le strade: “Che se li porti a casa il sindaco Italia”. Chiaro il riferimento. C’è tensione in città. Mai quanto ad Augusta, dove qualche facinoroso si è dilettato a tagliare due copertoni dell’auto del sindaco Cettina Di Pietro. Subito dal Vermexio è partita la solidarietà da parte del primo cittadino aretuseo: “Mi spiace per quanto accaduto alla Di Pietro, come mi spiace che qualcuno cerca di speculare sulla vita di alcune persone costrette in mare”. Il sindaco di Siracusa ricorda anche quando la città fu modello di accoglienza, poi esportato nel mondo, nei confronti degli immigrati quando sindaco era Garozzo e gli sbarchi erano all’ordine del giorno. Persino l’assessore dell’època, Maria Grazia Cavarra, si buttò in mare per salvare alcune vite”.

E’ vero, noi sindaci oggi con questo governo non abbiamo nessuna giurisdizione sui porti – specifica Italia concordando con  la Di Pietro – Chi pensa che io possa fare politica prima ancora della solidarietà fa parte di quell’Italietta mediocre, compartecipe di quel governo nazionale in forte calo secondo i sondaggi”.

Ma il porto di Siracusa può o no accogliere la nave? Il porto di Siracusa è inadeguato ad accogliere i migranti, al contrario di Augusta  – ammette Italia – Resta il fatto che ci sono delle persone che hanno bisogno di essere soccorse, Sono contento che la nave si trovi al riparo al largo di contrada Targia ed è già un ottimo risultato. A bordo ci sono minori che hanno bisogno di aiuto. Ho detto che Siracusa è pronta a dare soccorsi, già da ieri. Ho scritto personalmente al Ministro, al comandante della Capitaneria e alla Prefettura, chiedendo di concedere i soccorsi”.

La città è spaccata in due mentre il sindaco Italia resta in continuo contatto con la nave, con la Prefettura e con tutte le centinaia di associazioni, via chat, e con la Curia che, dal momento in cui dovesse essere autorizzato lo sbarco, saranno pronte ad accogliere gli immigrati. “Tutto quello che si può fare per aiutare gli esserei umani, questa amministrazione lo farà – dice Italia – a prescindere dal colore politico. Stiamo vivendo un momento in cui la parte peggiore della destra sta causando rabbia e frustrazioni tra i cittadini, sentimenti che rischiano di trasformarsi in odio, pericoloso. Abbiamo il dovere morale di creare coesione, non divisioni, non avallare nessuna forma di razzismo e ignoranza. Ringrazio il Vescovo e tutta la comunità Diocesana che si sono messi subito a disposizione: Siracusa è una città accogliente. Noi non facciamo un passo indietro rispetto ai temi della grande solidarietà”.

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