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Siracusa| Sebastiano Lo Monaco, segni di riconoscimento: Edipo

Siracusa| Sebastiano Lo Monaco, segni di riconoscimento: Edipo
Spettacolo
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La vita di Sebastiano Lo Monaco è stata un continuo rincorrersi di corsi e ricorsi storici, di coincidenze, fatalità e segnali premonitori. Lo confida lo stesso attore di origine floridiane al pubblico raccolto di Villa Reimann, invitato a partecipare alla presentazione de L’Iliade – Da Omero a Omero” che stasera debutterà al Teatro Comunale di Siracusa inaugurando cosi l’avvio della stagione 2019-2020 dopo ben sessant’anni di inattività culturale nella “bomboniera” di Ortigia.

Segnali premonitori, si diceva. Non tutti sanno che l’Epido Re è stata una costante nella vita di Sebastiano Lo Monaco sin dalla sua giovinezza. Era il 1958 quando mamma Lo Monaco porta a vedere il piccolo Sebastiano Edipo Re al Teatro Greco con uno straordinario Salvo Randone, attore siracusano di levatura nazionale per quell’epoca. Solo che il piccolo Sebastiano era ancora in pancia della mamma, sarebbe nato qualche mese dopo, il 18 settembre. Sebastiano scalciava e Randone declamava: “Ahi, Citerone. Perchè non mi accogliesti….”. Sebastiano scalciava in quel pancione cosi tanto da costringere la mamma ad andar via dal teatro per il forte male. Forse il bambino avrebbe voluto raggiungere Randone sul palcoscenico del Temenite?

Sebastiano ha 14 anni e impatta nuovamente su Edipo. Lì, dietro la vetrina, legge il nome del Re sulla copertina di un libro. Non esita, entra, lo compra coi soldini della paghetta settimanale, rinunciando a quali leccornie o svaghi da ragazzo. Era più forte. Sebastiano sentiva un’attrazione irrefrenabile per quel personaggio mitico che incontrerà ancora una volta da liceale sui testi di scuola. Argomento scelto per il compito in classe? Edipo, manco a dirlo. E di cosa avrebbe dovuto discutere Sebastiano Lo Monaco per la sua tesi all’Accademia d’Arte Drammatica se non del vecchio re cieco in esilio? “Al liceo ero inconsapevolmente innamorato dei classici anche perche sono stato rimandato in latino e in greco – ammette l’attore che vedremo stasera al Teatro Comunale nell’Iliade – ma poi arriva l’ammissione all’Arte Drammatica a Roma nonostante quel terribile accento siciliano preceduta da una grottesca epica partenza da Floridia verso la capitale. Ricordo che con mamma svaligiammo tutti i negozi, anche di Siracusa, per comprarmi tutto il corredo. Manco se stessi partendo per l’America!”.

La vita artistica di Lo Monaco conoscerà un’altra presenza costante, una sorta di alter ego: Pirandello. E Siracusa. Nei suoi spettacoli, viene nominata ogni tre parole. “Siracusa per me è stata fondamentale, per la mia crescita culturale, per il mio bagaglio d’esperienza, per i miei valori di siciliano doc che si fondano sul principio dell’hospes, la famosa ospitalità greca. Alla fine sono una persona umile e di sani principi, nato in una famiglia umile e religiosissima, il papà ragioniere, la mamma una insegnante. Non amo il “nemo profeta in patria”, preferisco sforzarmi di riappropriarmi delle mie radici. Essere riconosciuto in questa terra per ciò che valgo”.

Tragici greci, Pirandello, ma anche Arthur Miller ma in cui Edipo sarà fatalmente sempre presente con la sua desinenza Eddie (Carbone) ne “Uno sguardo dal Ponte), Sebastiano Lo Monaco sarà anche notato dal grande Strehler ma Siracusa ed i Siracusani saranno sempre una costante: il regista Salvo Bitonti, lo scenografo Manuel Giliberti e altri ancora. Nel bene e nel male questa città è stata fondamentale per la quale nutro una passione patologica – ribadisce Lo Monaco – mi ha permesso di arrivare alla catarsi vera, recitare in pubblico per me è come andare dallo psichiatra, solo che vengo pagato io”.

L‘Iliade che Lo Monaco proporrà stasera, su testi di Monica Centanni, è una reinvenzione del poema epico. In alcuni momenti ci sono passaggi autentici “Cantami o diva, del pelide Achille l’ira funesta che infiniti addusse lutti agli Achei…“, per il resto tutte parole della Centanni per quello che è ha avuto l’onore di essere per primo un canto. Sebastiano Lo Monaco è solo sulla scena nuda. Solo con cinque leggii. “La lettura, del resto, è il tramite secolare che arriva al pubblico” – esclama l’attore che sarà accompagnato da 4 musicisti del quartetto d’archi Aretuseo e da Dario Arcidiacono, siracusano, che ha scritto le musiche per questo spettacolo e curato il laptop.

Una grande magia – preannuncia Lo Monaco – ho portato questo spettacolo persino a Sarsina, la città di Plauto. Chiudi gli occhi e vedi tutto, senti tutto: sabbia, sangue, cavalli, battaglia. Anche la voce dell’attore diventa musica, gli strumenti intonano un canto omerico che giunge sino a noi. Riportiamo l’Epos!”.

lucia sardo sul set di “picciridda” con la piccola marta castiglia

Dopo Sebastiano Lo Monaco, altri nomi altisonanti del teatro italiano calcheranno le scene del Teatro Comunale di Siracusa appena inaugurato, ora sì inaugurato: Giovanna Di Rauso, la “siracusana” Galatea Ranzi, Gaia Aprea legatissima sentimentalmente a Siracusa, l’ex Inda Vincenzo Pirrotta, cosi come Aurora Cimino, Roberta Caronia, la “nostra” Lucia Sardo (reduce dal set di Favignana di “Picciridda” dal libro di Catena Fiorello), il regista catanese Giovanni Anfuso e per finire ad aprile attesissimo “Ezra in gabbia”, il caso Ezra Pound con Mariano Rigillo.  

Torniamo a Lo Monaco: Dopo 40 anni di teatro e personaggi diversi, chi è e che fine ha fatto Sebastiano? “Avrei fatto l’avvocato – esclama l’attore floridiano – se non avessi incontrato Edipo, Enrico IV, Cyranò, Ciampa avrei finito i miei studi di Giurisprundenza e lavorato nello studio, molto avviato a Floridia, di zio Vito. E dire che nemmeno la carriera di “parrino” mi ha “salvato” dal teatro: sino a 18 anni ho servito la messa come chierichetto, un anno dopo facevo già l’attore. Qualcuno mi ha detto che avrei potuto ritirarmi dalle scene dopo la mia apparizione nel film “cinepanettone” “Body Guards” del 2000 con De Sica e Boldi. Divenni famoso per una sola frase: “Siete tutti dei gran minchioni!” (Lo Monaco era Cutispoti, il capo delle guardie del corpo). Altre parole “alte” per cui sono diventato famoso al cinema? “Ma che minchia stai facennu?” – da La Piova 9, così parlò Turi”.

lo monaco con la rosa e granata

Ma è il teatro resta la vera passione di Sebastiano Lo Monaco. “Quando entro in scena mi sento un celebrante laico – confida l’attore – il teatro è una messa il cui verbo si fa carne, si materializza nell’azione scenica”. Sebastiano parla a ruota libera, è un ottimo affabulatore, incanta coi suoi racconti di storia vera. Frattanto, maneggia con cura, mostrandola al pubblico di Villa Reimann, un pezzo di stoffa bianca, eterea. Qua e là, qualche macchia di trucco, mai tolta. Appositamente mai lavata o levata. Una reliquia. E’ la sciarpa che la grandissima Valeria Moriconi utilizzava attorno al collo per tergere il sudore durante lo spettacolo. Eras il 1980 quando Sebastiano trova questo pezzo di stoffa a terra, sul palco, dopo  lo spettacolo. Da quel giorno Sebastiano non se ne è più staccato. Indosserà quella sciarpa stasera in “Da Omero a Omero” al Teatro Comunale di Siracusa (ore 21), la indosserà nella sua prossima suggestione teatrale, già palesata al sovrintendente Inda Antonio Calbi: dedicare una Iliade ai siracusani al Temenite. Come accadde a Segesta, tra i templi, all’aba.  (rosa tomarchio)

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