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Siracusa| Segnalazione attività illecite nella P.A.

Siracusa| Segnalazione attività illecite nella P.A.
Cronaca
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Whistleblowing, ovvero segnalazione di attività illecite nella P.A. Incontro al Comune

Lo scorso anno anche in Italia è stato introdotto il whistleblowing, vale a dire la segnalazione di attività illecite nella Pubblica Amministrazione o in aziende private, da parte del dipendente che ne sia venuto a conoscenza per ragioni di lavoro, con la previsione di apposite tutele per il denunciante.

Per fare il punto sulla situazione al Comune e verificare quanto finora fatto, il segretario generale, Danila Costa, nella qualità di Autorità anticorruzione dell’Ente, ha incontrato al Salone Borsellino dirigenti e funzionari titolari di “posizioni organizzative”. “Abbiamo richiamato le procedure previste dalla normativa affinché l’iter di segnalazione da parte del dipendente possa ritenersi correttamente adempiuto e ricordato inoltre le fattispecie che integrano le violazioni. Ad oggi sono pervenute due segnalazioni, concluse con altrettante archiviazioni. Andremo avanti su questa strada affinché le condotte illecite vengano dapprima individuate e poi denunciate”.

All’incontro ha presenziato anche Stefano Orrù, della DigitalPa srl, la società fornitrice della “Piattaforma telematica  whistleblowing” che supporta il Comune. La nuova disciplina stabilisce che il dipendente che nell’interesse della Pubblica Amministrazione segnali al responsabile Anticorruzione dell’Ente, all’Anac o alle autorità giudiziarie e contabili le condotte illecite o di abuso di cui sia venuto a conoscenza in ragione del suo rapporto di lavoro, non possa essere soggetto, a seguito della segnalazione, a sanzioni o essere “demansionato”, licenziato, trasferito o sottoposto a altre misure organizzative che abbiano un effetto negativo sulle condizioni di lavoro.

Spetterà poi all’Amministrazione l’onere di provare che le eventuali misure adottate nei confronti del segnalante sono motivate da ragioni estranee alla segnalazione. In questo caso i provvedimenti adottati nei confronti del dipendente sarebbero nulli ed il segnalante, se licenziato, avrebbe diritto alla reintegra nel posto di lavoro e al risarcimento del danno.

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